Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
Il nuovo libro di Luca Leone, nelle librerie e negli store online. Compralo su www.infinitoedizioni.it

martedì 30 maggio 2017

Modena-Mostar-Sarajevo-Srebrenica-Tuzla...

Partiamo in serata un po' da Modena, un po' da Treviso, per incontrarci in Slovenia e domattina viaggiare insieme, nell'ultimo viaggio di conoscenza, amicizia e sapori di questa parte dell'anno in Bosnia Erzegovina.
Toccheremo tappe quali Mostar, Stolac, Blagaj, Pocjtelj, Sarajevo, Tuzla, Bratunac, Srebrenica per fare gemellaggi con associazioni femminili locali e toccare con mano.
Prossimo viaggio, da Reggio Emilia/Modena, a ottobre, con gli amici della Cisl Emilia Romagna. Un viaggio molto particolare, al quale lavoriamo da mesi. Poi si vedrà.
Magari con qualcuno c'incontreremo in Bosnia, con altri altrove nel mondo. In ogni caso e sempre, sia che si parte sia che si torni sia che si resti, buon viaggio a tutti.

lunedì 29 maggio 2017

“Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio”, la lettera di un'amica e lettrice

Caro amico,
voglio semplicemente ringraziarti, esprimerti il mio sincero apprezzamento per aver scritto “Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio”. Un’altra pagina di storia sconosciuta a molti, ma che conoscerla “costringe” a voler capire, a fermarsi a riflettere anche su noi stessi.
Quanto accaduto conferma che le belve si celano nelle pieghe della nostra vita di tutti i giorni, anche nelle nostre famiglie, persino nelle pieghe della nostra personalità.
È stato interessante ascoltarti in più presentazioni del tuo recente tour abruzzese. Tranquillizzante ascoltare i commenti di giovani che prendevano coscienza di Višegrad. Sconfortante sentire espressioni vuote e di comodo di altre persone.
Višegrad, insieme al tuo straordinario “Srebrenica.I giorni della vergogna”, smuove le coscienze, aiuta chi lo desidera a ritrovare il valore dell’essere umano.
Le storie, le testimonianze che ci racconti con coraggio, si con coraggio perché eri li ad ascoltare le vittime e vedevi il dolore accanirsi su loro, ci umiliano, ci fanno male, a volte ci destabilizzano.
“Lady Wiesenthal”, “Vilina Vlas”, “Il gigante triste”, “La giustizia (negata)” soni capitoli che scrollano, scuotono.
Tutto il libro induce a riflettere, ad assumersi le proprie responsabilità e a uscire dall’indifferenza. È vero, maggiori colpe le ha chi ricopre ruoli istituzionali, leciti e abusivi, ma ognuno di noi deve poter fare la differenza con il proprio atteggiamento, con il proprio comportamento, a cominciare da noi stessi, nel nostro piccolo, dalla nostra coscienza. Noi decidiamo cosa vogliamo fare, cosa vogliamo essere. Per poi continuare ad assumerci le responsabilità con la nostra famiglia, con i nostri vicini di casa, e con il resto del mondo.
Luca ti apprezziamo in molti e altri ancora impareranno a riflettere anche grazie a Višegrad.
Un caro saluto.

Eunice

sabato 27 maggio 2017

Sabato 27 maggio, "Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio" a Brescia

Višegrad, Bosnia orientale, primavera del 1992. Dopo alcune settimane di bombardamenti da parte dell’esercito regolare jugoslavo, ritiratosi il 19 maggio, la città viene sottoposta al controllo di un gruppo paramilitare guidato dai cugini Milan e Sredoje Lukić, che inaugurano un regime del terrore e dell’orrore. Il 26 maggio del 1992 gli amministratori serbo-bosniaci di Višegrad or­ganizzano un convoglio per deportare i loro concittadini musulmani in Macedonia. Nei pressi di Bosanska Jagodina, diciassette uomini vengono fatti scendere e massacrati davanti a tutti gli altri. I loro resti, sepolti in una fossa comune, tornano alla luce solo nel 2006. Si suppone che l’ec­cidio sia stato realizzato dal gruppo paramilitare delle Aquile bianche, il cui referente principale era Milan Lukić e la cui esistenza era ben nota all’esercito regolare.
In pochi mesi la pulizia etnica ai danni dei musulmani-bosniaci – che costituivano il 63 per cento della popolazione locale – viene portata a termine con operazioni di rastrellamento, deportazioni, omicidi di massa e persino attraverso la combustione, in almeno due casi, di decine di civili all’interno di case private. Circa tremila persone vengono uccise e fatte scomparire.
Lo stupro etnico ai danni di donne, bambini e uomini diviene pratica comune.
Il fiume Drina, mirabilmente cantato dal premio Nobel per la letteratura Ivo Andrić, diviene la più grande fossa comune di quella guerra.
Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio reportage scritto sul campo dal giornalista Luca Leone racconta le vicende, raccoglie le testimonianze di tutte le parti e fa il punto sull’episodio che ha rappresentato la prova generale di ciò che sarebbe accaduto tra il 1992 e il 1995 a Srebrenica, Prijedor, Foča e in altri luoghi passati alla storia per la crudeltà degli eventi verificatisi.
“Venticinque anni di silenzi complici, di rimozione, di inganni e tradimenti. Di quel negazionismo spicciolo che si nutre di ‘letteratura’ cospirazionista e che, per mera affiliazione ideologica, ci spiega ogni tanto con un post tradotto o scritto pure male, che è tutto falso”. (Riccardo Noury)
“Luca Leone questa volta si supera in un libro inchiesta che sa di urla nel silenzio, di disperato tentativo di denuncia; mette in fila nomi e cognomi di chi è stato, di chi ha eseguito, di chi ha stuprato e ucciso, di chi ha deriso, ma anche di chi ha salvato a suo rischio e pericolo in quei giorni, mesi, anni tremendi di morte violenta autorizzata e sdoganata come pratica usuale”. (Silvio Ziliotto)
“Questo libro è importante perché offre una sponda, una voce e – perché no? – una speranza a tutte quelle persone in attesa di giustizia, di un riconoscimento del dolore patito, di pietà umana”. (Marco Travaglini)
“Le ferite che ci portiamo tutti addosso e dentro facilitano non poco il compito di chi vuole dividerci con la propaganda di parte. Viviamo, così, solo da un ciclo di guerra all’altro, mentre quelli sopra stanno bene e noi sotto, purtroppo, subiamo”. (Rato Rajak)

Luca Leone presenta il libro a Brescia sabato 27 maggio al Caffè Letterario Primo Piano (via Cesare Beccaria 10) alle 18,00. Dialoga con l’autore Anna Della Moretta.

venerdì 26 maggio 2017

26 maggio 1992: a Višegrad va in scena la deportazione e l’eccidio di Bosanska Jagodina


Višegrad, Bosnia orientale, primavera del 1992. Dopo alcune settimane di occupazione da parte dell’esercito regolare jugoslavo, ritiratosi il 19 maggio, la città viene sottoposta al controllo di un gruppo paramilitare guidato dai cugini Milan e Sredoje Lukić, che inaugurano un regime del terrore e dell’orrore. Il 26 maggio del 1992 gli amministratori serbo-bosniaci di Višegrad or­ganizzano un convoglio per deportare i loro concittadini musulmani in Macedonia. Nei pressi di Bosanska Jagodina, diciassette uomini vengono fatti scendere e massacrati davanti a tutti gli altri. I loro resti, sepolti in una fossa comune, tornano alla luce solo nel 2006. Si suppone che l’ec­cidio sia stato realizzato dal gruppo paramilitare delle Aquile bianche, il cui referente principale era Milan Lukić e la cui esistenza era ben nota all’esercito regolare.
In pochi mesi la pulizia etnica ai danni dei musulmani-bosniaci – che costituivano il 64 per cento della popolazione locale – viene portata a termine con operazioni di rastrellamento, deportazioni, omicidi di massa e persino attraverso la combustione, in almeno due casi, di decine di civili all’interno di case private. Circa tremila persone vengono uccise e fatte scomparire.
Lo stupro etnico ai danni di donne, bambini e uomini diviene pratica comune.
Il fiume Drina, mirabilmente cantato dal premio Nobel per la letteratura Ivo Andrić, diviene la più grande fossa comune di quella guerra.
Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio reportage scritto sul campo dal giornalista Luca Leone racconta le vicende, raccoglie le testimonianze di tutte le parti e fa il punto sull’episodio che ha rappresentato la prova generale di ciò che sarebbe accaduto tra il 1992 e il 1995 a Srebrenica, Prijedor, Foča e in altri luoghi passati alla storia per la crudeltà degli eventi verificatisi.
“Venticinque anni di silenzi complici, di rimozione, di inganni e tradimenti. Di quel negazionismo spicciolo che si nutre di ‘letteratura’ cospirazionista e che, per mera affiliazione ideologica, ci spiega ogni tanto con un post tradotto o scritto pure male, che è tutto falso”. (Riccardo Noury)
“Luca Leone questa volta si supera in un libro inchiesta che sa di urla nel silenzio, di disperato tentativo di denuncia; mette in fila nomi e cognomi di chi è stato, di chi ha eseguito, di chi ha stuprato e ucciso, di chi ha deriso, ma anche di chi ha salvato a suo rischio e pericolo in quei giorni, mesi, anni tremendi di morte violenta autorizzata e sdoganata come pratica usuale”. (Silvio Ziliotto)
“Questo libro è importante perché offre una sponda, una voce e – perché no? – una speranza a tutte quelle persone in attesa di giustizia, di un riconoscimento del dolore patito, di pietà umana”. (Marco Travaglini)
“Le ferite che ci portiamo tutti addosso e dentro facilitano non poco il compito di chi vuole dividerci con la propaganda di parte. Viviamo, così, solo da un ciclo di guerra all’altro, mentre quelli sopra stanno bene e noi sotto, purtroppo, subiamo”. (Rato Rajak)

Presento oggi, venerdì 26 maggio, il libro a Modena, alla libreria Emily Bookshop (via Fonte d’Abisso 9/11) alle 18,00. Dialoga con me Simona Minniti.

giovedì 25 maggio 2017

26 maggio 2011, Ratko Mladić finalmente in manette


Venerdì 26 maggio ricorre il sesto anniversario dell’arresto di Ratko Mladić, generale e capo di stato maggiore dell’esercito dell’autoproclamata Repubblica Serba di Bosnia (Rs) durante la guerra del 1992-1995. Mladić era stato fermato dopo 16 anni di latitanza nel villaggio di Lazarevo, nel nord della Serbia e, nonostante fosse ricercato dal Tribunale per i crimini di guerra nell'ex-Jugoslavia (Tpi) con le accuse di genocidio, crimini contro l'umanità, violazione delle leggi di guerra durante l'assedio di Sarajevo e per il genocidio di Srebrenica, godeva della protezione e persino della pensione militare da parte dello Stato serbo.
Il processo di primo grado presso il Tpi è ancora in corso e si attende la sentenza entro la fine di quest’anno. Le ultime notizie riferiscono che i legali di Mladić hanno presentato un ricorso contro il rifiuto opposto dai giudici del Tpi alla richiesta di rilasciare temporaneamente l'ex generale serbo-bosniaco per consentirgli di andare a curarsi in Russia. I giudici avevano motivato la loro decisione con il fatto che, nonostante le garanzie e le assicurazioni delle autorità di Mosca, non vi sia certezza sul ritorno di Mladić. Inoltre, avevano argomentato, l'ex generale può contare su cure adeguate nel carcere del Tpi a Scheveningen, dove è detenuto.
Sul tema segnalo, tra i miei tanti libri, in particolare Srebrenica. I giorni della vergogna e Srebrenica. La giustizia negata (quest'ultimo scritto a quattro mani con Riccardo Noury).

25 maggio, Giornata mondiale dell’Africa

Il 25 maggio, su iniziativa dell’Unione Africana (UA), si celebra la Giornata mondiale dell’Africa. La ricorrenza coincide con l’anniversario della fondazione dell’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA), avvenuta il 25 maggio del 1963, giorno in cui i leader di 30 dei 32 Stati indipendenti del continente firmarono lo statuto ad Addis Abeba (Etiopia). L’OUA è stata poi sostituita, nel 2002, dall’Unione Africana.
Vogliamo festeggiare questo compleanno ricordando la nuova arrivata nella nostra produzione, la collana Afriche.  
L’Africa, la culla dell’umanità, racchiude in sé tante diverse luci, ricchezze, possibilità e, allo stesso tempo, ombre, povertà estreme e grandi disparità. Afriche ci racconta le storie di donne e uomini di un continente unico, nei suoi mille colori, iniziando dal Burundi, con il libro di Maria Ollari, continuando con l’approfondimento sul Burkina Faso di Marco Bello ed Enrico Casale, proseguendo con l’avventurosa vita di Valeria Degl’Innocenti e con l’autobiografia di Amadou Kane sul racket dei senegalesi per terminare, appena arrivato in libreria, con il nuovo lavoro di Daniele Zanon che, questa volta insieme a Daniele Gobbin, ci porta nelle miniere d'oro del Congo.

mercoledì 24 maggio 2017

Višegrad, 26 maggio a Modena, 27 maggio a Brescia

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio sarà presentato a Modena il prossimo venerdì 26 maggio e a Brescia il successivo sabato 27 maggio. Pubblico qui le locandine dei due appuntamenti e vi aspetto numerosi.

martedì 23 maggio 2017

Višegrad, 25 anni fa iniziava l’inferno

Venticinque anni fa a Višegrad cominciava l'inferno. Avrei voluto pubblicare quersto breve testo lo scorso 19 maggio, data fondamentale, ma ero impegnato al Salone internazionale del libro di Torino e non ce l'ho fatta. Mi scuso per il ritardo. Il breve testo è tratto dal mio nuovissimo libro Višegrad.L’odio, la morte, l’oblio.
"Il 19 maggio 1992 il Corpo di Ušice viene richiamato oltre confine. Il lavoro che era stato chiamato a svolgere era completato. Ma nessuno, almeno tra i musulmani locali, poteva aspettarsi l’epilogo che racconte­remo nelle pagine che seguono.
Dopo la partenza del Corpo di Ušice, il primo atto formale compiuto in loco è la proclamazione della Municipalità serba di Višegrad a opera dei maggiorenti del Partito democratico serbo cittadino – davvero demo­cratico, nel nome… Un vero colpo di mano politico, con l’estromissione immediata dei non-serbi da qualsiasi ruolo. Non c’è neppure il tempo di capire che cosa stia realmente succedendo. Le forze paramilitari presenti in loco, guidate dai cugini Milan e Sredoje Lukić, la polizia e comuni cittadini trasformatisi in persecutori lanciano una campagna di pulizia etnica senza quartiere ai danni dei non-serbi. Non dei soli musulmani-bosniaci, per quanto la maggior parte delle vittime sarà annoverata tra questi ultimi. Non passa giorno in cui villaggi non siano attaccati; in cui a Višegrad e nei dintorni uomini, donne e bambini non siano vittime delle peggiori violenze, fino alla morte. Torture, stupri di donne e bam­bine, violenze sessuali di gruppo, saccheggio, minacce, sparizioni forza­te, deportazioni, esecuzioni sommarie, omicidi di massa, roghi di esseri umani rappresentano la quotidianità fino a tutta l’estate e la “normalità” fino almeno all’inizio di ottobre del 1994.
Višegrad diventa l’inferno in terra.
Višegrad si trasforma nella prima attuazione sul campo della pulizia etnica".

lunedì 15 maggio 2017

Tra Zenica, Višegrad e il Salone del libro, una settimana a Torino

Archiviata con ottimi risultati e non meno validi spunti la trasferta abruzzese, da domani è la volta di Torino. Martedì 16 sono, con orgoglio e apprensione, presentatore e moderatore in occasione della "prima" nazionale di TRA IL BENE E IL MALE. Mercoledì 17 presento alle 18,30, sempre in città, il mio nuovo libro VIŠEGRAD. L'ODIO, LA MORTE, L'OBLIO. Sempre mercoledì, mattinata di allestimenti per la XXX edizione del Salone del libro di Torino, che apre i battenti giovedì 18 alle 10,00 per chiuderli lunedì 22 alle 20,00. Al Salone presenteremo il 19 maggio ancora TRA IL BENE E IL MALE, sabato 20 maggio faremo un happening dedicato all'Iran, alle 16,00, presso il nostro stand, domenica 21 maggio presenteremo invece LA FUGA.
Questi gli appuntamenti, nel dettaglio:
- Martedì 16 maggio, TORINO, “prima” del libro TRA IL BENE E IL MALE, Polo del Novecento, Sala del Novecento, via del Carmine, 14, presentazione del libro “Tra il bene e il male”, di RE.TE. ONG. Partecipano Lidia Menapace e Luca Leone, ore 18,30; organizza RE.TE. ONG.

- Mercoledì 17 maggio, TORINO, Libreria AUT, via Barbaroux, 8, ore 18,30; modera Marco Travaglini.
- Giovedì 18 maggio, apertura della XXX edizione del Salone del libro di Torino (orario 10,00-20,00 fino a lunedì 22).
- Venerdì 19 maggio, TRA IL BENE E IL MALE, Lingotto, Padiglione 2, Sala Argento, ore 11,30, a cura della Regione Piemonte.
- Sabato 20 maggio, Lingotto, Padiglione 3, stand U87-T84, ore 16,00, incontro con Antonello Sacchetti per commentare l'esito delle elezioni presidenziali in Iran, con focus sul suo ultimo lavoro, LA RANA E LA PIOGGIA.
- Domenica 21 maggio, Lingotto, Padiglione 1, stand B08-C07, presentazione del libro LA FUGA a cura della Regione Basilicata, ore 12,00.
Lunedì 22 maggio, ore 20,00, chiusura del Salone internazionale del libro di Torino e rientro alla base.
Altri appuntamenti con VIŠEGRAD. L'ODIO, LA MORTE, L'OBLIO nel mese di maggio:
- Venerdì 26 maggio, MODENA, Emily Bookshop, via Fonte d’Abisso 9/11, ore 17,00, modera Simona Minniti.
- Sabato 27 maggio, BRESCIACircolo ARCI “Caffè letterario”, via Cesare Beccaria, 10, ore 17.00-20.00; modera Anna Della Moretta; organizza l’Associazione “Orage d’étoiles”.

mercoledì 10 maggio 2017

"Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio", gli incontri nelle Marche e in Abruzzo

Nella primavera del 1992, all’inizio del conflitto che sino alla fine del 1995 insanguinerà la Bosnia Erzegovina, Višegrad viene sottoposta a un intenso bombardamento da parte dell’esercito regolare jugoslavo. Ritiratesi le forze armate, millantando una situazione ormai sicura e sotto controllo, la cittadina della Bosnia orientale finisce sotto il controllo di un gruppo paramilitare guidato dai cugini Milan e Sredoje Lukić, che inaugurano un regime del terrore e dell’orrore. In pochi mesi la pulizia etnica ai danni dei musulmani-bosniaci – che costituivano il 63 per cento della popolazione locale – viene portata a termine con operazioni di rastrellamento, deportazioni, omicidi di massa e persino attraverso la combustione, in almeno due casi, di decine di civili all’interno di case private.
Circa tremila persone vengono uccise e fatte scomparire.
Lo stupro etnico ai danni di donne, bambini e uomini diviene pratica comune.
Il fiume Drina, mirabilmente cantato dal premio Nobel per la letteratura Ivo Andrić, diviene la più grande fossa comune di quella guerra.
Questo reportage scritto sul campo racconta le vicende, raccoglie le testimonianze di tutte le parti e fa il punto sull’episodio che ha rappresentato la prova generale di ciò che sarebbe accaduto tra il 1992 e il 1995 a Srebrenica, Prijedor, Foča e in altri luoghi passati alla storia per la crudeltà degli eventi verificatisi.
“Venticinque anni di silenzi complici, di rimozione, di inganni e tradimenti. Di quel negazionismo spicciolo che si nutre di ‘letteratura’ cospirazionista e che, per mera affiliazione ideologica, ci spiega ogni tanto con un post tradotto o scritto pure male, che è tutto falso”. (Riccardo Noury)
“Luca Leone questa volta si supera in un libro inchiesta che sa di urla nel silenzio, di disperato tentativo di denuncia; mette in fila nomi e cognomi di chi è stato, di chi ha eseguito, di chi ha stuprato e ucciso, di chi ha deriso, ma anche di chi ha salvato a suo rischio e pericolo in quei giorni, mesi, anni tremendi di morte violenta autorizzata e sdoganata come pratica usuale”. (Silvio Ziliotto)
“Questo libro è importante perché offre una sponda, una voce e – perché no? – una speranza a tutte quelle persone in attesa di giustizia, di un riconoscimento del dolore patito, di pietà umana”. (Marco Travaglini)
L’autore presenta il libro in queste occasioni:
- 11 maggio, Porto S. Elpidio, I.I.S. Carlo Urbani, ore 9,00
- 11 maggio, Lanciano, Libreria D’Ovidio, ore 18,30
- 12 maggio, Ripa Teatina, Sala Lettura Flaiano, ore 18,00
- 12 maggio, Giulianova, Circolo il Nome della Rosa, ore 21,30
- 13 maggio, Montesilvano, Libreria On the Road, ore 18,00

Viaggio in Bosnia di fine maggio, ancora due soli posti disponibili

Due posti ancora disponibili per il viaggio del 30 maggio-4 giugno 2017. Stiamo quindi chiudendo la lista e preghiamo chi è interessato a farsi avanti rapidamente.
Per la prima volta – ma sempre con la stessa squadra – si parte da Modena e non dal Veneto.
Saremo complessivamente in 27 (al momento quindi siamo in 25), viaggeremo su tre comodissimi pulmini e al momento abbiamo ancora solo sei posti liberi. La quota è di 490 euro che includono tutto, fuorché ingressi a musei, pranzi e cene, da calcolare a parte. Ai 490 euro vanno aggiunti i 15 euro dell’assicurazione, facoltativa ma sempre consigliata, anche se fin qui sempre inutile.
Si parte il 30 maggio 2017 sera (intorno alle 20,00) da Modena per dormire in Slovenia.
Il 31 maggio arriviamo a Mostar e restiamo in Erzegovina fino al 1° giugno, visitando posti meravigliosi e incontrando associazioni al femminile. Ecco, sarà un viaggio quasi esclusivamente fatto di incontri, bellissimi, al femminile.
Il 2 giugno siamo a Sarajevo, con un incontro e tanto turismo.
Il 3 giugno siamo a SrebrenicaPotočari e Bratunac, quindi a Tuzla, dove dormiamo per ripartire il 4, dopo aver fatto festa con le amiche dell’Iskre Ansambl di Tuzla.

martedì 9 maggio 2017

Enrico Rocca: se “in Italia c’è ancora chi sa e vuole fare un serio giornalismo d’inchiesta”

Enrico Rocca, lettore di Brescia, mi ha gentilmente inviato un commento molto dettagliato sul mio ultimo lavoro VIŠEGRAD. L’ODIO, LA MORTE, L’OBLIO, mettendo in risalto elementi di dibattito molto profondi e interessanti, che mi stanno particolarmente a cuore.
Pubblico molto volentieri questo suo contributo, che spero possa diventare elemento di riflessione e di dibattito. E spero di ricevere altri commenti da condividere, cosa secondo me fondamentale in questa epoca di chiusura e di rassegnata impotenza individuale e collettiva.

“Mi piace iniziare questo commento partendo dalle ultime righe scritte dall’autore, quel “grazie per aver voluto resistere insieme”, perché ormai leggere un libro che non scada nella trita e ritrita banalità è quasi un atto di resistenza; come diceva Tiziano Terzani, il giornalismo è una missione, ma nell’epoca odierna è più semplice scrivere per stereotipi o fare copia/incolla da internet ed è purtroppo raro vedere giornalisti che viaggiano (magari scomodamente e a proprie spese) e provano a far parlare le persone, i luoghi e a descrivere la Storia, in quanto, ed è questo il messaggio più importante dell’opera, attraversare i confini che ci separano da questi luoghi si può, basta volerlo.
Ma questo libro ci riguarda? Perché dovremmo preoccuparci di vicende passate delle quali in Italia non esiste neppure una sufficiente conoscenza? Perché purtroppo suddividere l’umanità tra razze superiori e inferiori non è un fenomeno conclusosi poco prima della metà del secolo scorso, ma è proseguito e continua tutt’oggi più di quanto pensiamo e, magari sottotraccia e premettendo un “io non sono razzista, però…”, anche nella nostra società.
Dopo “Srebrenica”, con “Visegrad” Luca Leone sta nuovamente dalla parte del più debole, ma soprattutto dà voce e offre una speranza a coloro che non hanno ancora ottenuto giustizia, che si trovano costretti tutti i giorni a camminare fianco a fianco con assassini e stupratori spesso ritenuti “eroi” da chi non vuole considerare nemmeno lontanamente l’ipotesi di una convivenza pacifica tra eguali.
La lettura dell’opera, che nonostante la “durezza” degli argomenti trattati ha il pregio di scorrere piacevolmente e senza pesantezza, ha anche il merito di andare a cercare un esempio positivo, quello che possiamo trovare a Rudo, un comune che sorge sulla riva destra della Drina con un sindaco che, in controtendenza alla maggioranza, espone un punto di vista volto a costruire un futuro di speranza per tutti e senza suddivisioni etniche e religiose.
Per concludere, mi preme sottolineare che questo libro è, inoltre, la dimostrazione concreta che, nonostante un panorama nostrano desolante con una percentuale di lettori tra le ultime in Europa, in Italia c’è ancora chi sa e vuole fare un serio giornalismo d’inchiesta e case editrici che meritano d’essere sostenute senza se e senza ma. Perché la cultura è la sola speranza di un futuro migliore per noi e per i nostri figli”.

domenica 7 maggio 2017

11-14 maggio, al via la mini-tournée abruzzese di "Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio"

Introdotta da una "puntata" marchigiana in quel di Porto Sant'Elpidio, giovedì 11 maggio prende il via la mini-tournée abruzzese di VIŠEGRAD. L'ODIO, LA MORTE, L'OBLIO, con appuntamenti a Lanciano, Ripa Teatina, Giulianova e Montesilvano. Il tempo di rientrare e dal 16 maggio, per una settimana, sarò a Torino per due incontri e per il Salone Internazionale del Libro.
Ecco nel dettaglio tutti gli appuntamenti:
- Giovedì 11 maggio, PORTO SANT’ELPIDIO (FM), I.I.S.S. “Carlo Urbani”, via Legnano 17, ore 9,00; modera Emanuela Ciucaloni.
- Giovedì 11 maggio, LANCIANO (CH), Libreria D’Ovidio, Corso Trento e Trieste, 44, ore 18,00.
- Venerdì 12 maggio, RIPA TEATINA (CH), sala di lettura del Centro culturale “E. Flaiano”, ore 18,00; interviene l’assessore alla Cultura Gianluca Palladinetti.
- Venerdì 12 maggio, GIULIANOVA (TE), Circolo Il Nome della Rosa, ore 21,30; interviene Paolo Pignocchi, vicepresidente di Amnesty International; modera Domenico Spina.
- Sabato 13 maggio, MONTESILVANO (PE), Libreria On the road, Galleria Europa 2, Corso Umberto I, 134, ore 18,00, modera Antonella Buccigrossi.
- Martedì 16 maggio, TORINO, “prima” del libro TRA IL BENE E IL MALE, Polo del Novecento, Sala del Novecento, via del Carmine, 14, presentazione del libro “Tra il bene e il male”, di RE.TE. ONG. Partecipano Lidia Menapace e Luca Leone, ore 18,30; organizza RE.TE. ONG.
- Mercoledì 17 maggio, TORINO, Libreria AUT, via Barbaroux, 8, ore 18,30; modera Marco Travaglini.
- Venerdì 26 maggio, MODENA, Emily Bookshop, via Fonte d’Abisso 9/11, ore 17,00.
- Sabato 27 maggio, BRESCIA, Circolo ARCI “Caffè letterario”, via Cesare Beccaria, 10, ore 17.00-20.00; modera Irene Panighetti; organizza l’Associazione “Orage d’étoiles”. 
GIUGNO
- Venerdì 9 giugno, SCANDIANO (RE), in definizione; modera Andrea Cortesi.
- Sabato 10 giugno, PARMA, Libreria Voltapagina, via Oberdan, 4/c, ore 18,00; modera Laura Caffagnini.
- Sabato 17 giugno, GIAVERA DEL MONTELLO (TV), Giavera Festival, Villa Wassermann, orario pomeridiano in definizione.
Sperando di vedervi numerosi, a presto!

venerdì 5 maggio 2017

30 maggio-4 giugno, ultimo viaggio del 2017 per la Bosnia Erzegovina

Ultimo viaggio del 2017 per la Bosnia Erzegovina, se si escluda quello che farò a inizio ottobre con la Cisl dell’Emilia Romagna. Per la prima volta – ma sempre con la stessa squadra – si parte da Modena e non dal Veneto.
Saremo complessivamente in 27, viaggeremo su tre comodissimi pulmini e al momento abbiamo ancora solo sei posti liberi. La quota è di 490 euro che includono tutto, fuorché ingressi a musei, pranzi e ceni, da calcolare a parte. Ai 490 euro vanno aggiunti i 15 euro dell’assicurazione, facoltativa ma sempre consigliata, anche se fin qui sempre inutile.
Si parte il 30 maggio 2017 sera (intorno alle 20,00) da Modena per dormire in Slovenia.
Il 31 maggio arriviamo a Mostar e restiamo in Erzegovina fino al 1° giugno, visitando posti meravigliosi e incontrando associazioni al femminile. Ecco, sarà un viaggio quasi esclusivamente fatto di incontri, bellissimi, al femminile.
Il 2 giugno siamo a Sarajevo, con un incontro e tanto turismo.
Il 3 giugno siamo a Srebrenica, Potočari e Bratunac, quindi a Tuzla, dove dormiamo per ripartire il 4, dopo aver fatto festa con le amiche dell’Iskre Ansambl di Tuzla.
Non è detto che l’anno prossimo ci riveda partire per la Bosnia Erzegovina. Questa potrebbe essere l’ultima occasione per un viaggio diverso dal solito e diverso dagli altri. Un viaggio al femminile. Un viaggio di dolcezza, forza e sensibilità, fatto di gemellaggi, narrazioni, paesaggi incantevoli e cibo indimenticabile.
Il tempo di assegnare i sei posti rimanenti e si parte!

Quel momento magico prima del "visto si stampi"



In questo momento vivo quel momento magico di limbo che trascorre tra l'aver inviato in stampa gli impianti dei libri nuovi, quelli di maggio, e il "visto si stampi". Momenti impagabili. So che dovrei farlo ogni mese, e che alla fine abdico sempre. Ma, in attesa degli impianti rispediti dalla tipografia e del mio fatidico "ok" (responsabilità enorme, tra l'altro) mi permetto di mostrarvi i "visi" dei tre nuovi libri in arrivo, con i quali - escludendo gli inediti solo in e-book - la produzione della Infinito edizioni arriva a quota 271 in tredici anni, con l'obiettivo di superare quota 280 a fine 2017 e quota 310 alla fine del 2018. L'altitudine comincia a essere niente male, l'aria è frizzantina e talvolta c'è ancora stupore per essere riusciti ad arrivare fin qui. E le sorprese, ve l'assicuro, non sono finite, non solo in materia di novità in libreria, come potrete vedere, seguendoci, tra l'estate di quest'anno e l'inizio del prossimo anno. Bollono in pentola, infatti, novità notevoli.
Le tre novità di maggio sono, ciascuna a modo suo, speciali e riguardano amici di diversa data e con diverse storie.
Per prima voglio presentarvi una collega che stimo immensamente e che da anni, con tutto quel che accade e non accade in Rai, svolge un lavoro preziosissimo come inviata della redazione Esteri del Tg2. Christiana Ruggeri è una donna coraggiosa e una giornalista speciale e la sua storia parla per lei. Tra pubblicare anche questo suo lavoro con Giunti oppure optare per Infinito edizioni, alla fine ha scelto noi, perché siamo in linea con quel che denuncia, con grande coraggio, ne "I dannati". Nei ringraziamenti del libro, impaginati proprio stamattina, prima di andare in tipografia, ha scritto, tra l'altro: "Il mio più sentito grazie va a chi, con me, ha creduto in questo progetto. Il mio editore Luca Leone, da sempre in prima linea con i dimenticati". Mi hai fatto venire i brividi, Chri. Grazie a te!

“Višegrad. L’odio, la morte l’oblio”, la lettura di Massimo Chiavarino

Continua la pubblicazione delle recensioni che così gentilmente continuate a inviarmi a proposito del mio ultimo lavoro, “Višegrad. L’odio, la morte l’oblio”. Spero che ne arrivino sempre di più. Oggi pubblico la recensione di Massimo Chiavarino, amico incontrato anni fa grazie a un libro e che mai ha smesso, da allora, di leggermi.

“Ho avuto la fortuna di conoscere Luca cinque anni fa. Un incontro che conservo gelosamente fra i ricordi più cari. Giornalista, scrittore editorialista, soprattutto uomo curioso e sensibile che ha raccontato (e tutt'ora racconta) i Balcani in maniera trasparente e onesta essendo lui stesso persona umile e schietta. Il suo ultimo libro: “Višegrad. L’odio, la morte l’oblio” è un viaggio di terrore e amarezze. Ma nella filigrana delle sue interviste e dei viaggi sulle stragi e tragedie di questa città, si intravede e si tocca anche la speranza, l’amore incondizionato per un futuro di pace e un riscatto di tanti sguardi e occhi che Luca ha descritto sulle pagine mai banali o fini a se stesse. Storie di madri, figli, vittime di intolleranze e ideologie che non dovrebbero più ripetersi ma che purtroppo continuano ancora oggi a essere “pietra d’inciampo” e di scandalo per tutti noi che ci culliamo nei nostri pregiudizi. È come essere accanto all’autore quando descrive le atmosfere di Višegrad o l'incontro con Lady Wiesenthal. La notte quasi insonne dentro il Vilina Vlas: incubo claustrofobico di orribili ricordi... L’incontro con il "Gigante triste" e il mito vivente di Jovan Divjak (che pure il sottoscritto ha avuto l'onore di conoscere). Tutto questo, con altre emozioni, ho trovato nel libro, che come tutti i suoi precedenti lavori lascia davvero la consapevolezza di aver viaggiato gomito a gomito con Luca”.

mercoledì 3 maggio 2017

Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio, la recensione di Pietro Aleotti

Con mia grande soddisfazione, continuano ad arrivare via e-mail e via Facebook recensioni scritte di pugno dai lettori di Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio. Come sapete, tengo moltissimo ai riscontri dei miei lettori ed è un grande piacere poter pubblicare e diffondere il punto di vista non dei soliti critici, che spesso neanche leggono i libri ma copiano i comunicati stampa, ma di lettori veri.
Oggi è la volta di Pietro Aleotti, che scrive:


"Chiunque desideri approfondire le vicende che hanno sconvolto la Bosnia Erzegovina nella prima metà degli anni Novanta non può esimersi dal leggere i lavori di Luca Leone e non può, dunque, sottrarsi anche alla lettura di questo libro, Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio, l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie. Con un avvertimento, però: sia pronto a una lettura non facile, aspra, poco incline allo smussamento degli spigoli. E di spigoli ce ne sono tanti, anche in questo volume, che ha il merito di fare luce su episodi meno noti del conflitto in questione e proprio per questo importanti. Luca Leone mette tutta la sua passione civile in queste pagine, quella passione che gli consente di confezionare qualcosa di più e di diverso da un “semplice” reportage giornalistico: un racconto pieno di umanità. Consigliatissimo".

Grazie Pietro. Altre recensioni sono nel frattempo arrivate e a breve troveranno spazio su questo blog e sui social collegati. Inviatemi, se avete tempo e piacere, le vostre.