Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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giovedì 14 maggio 2015

Bosnia e dintorni: una bella e-mail da un bibliotecario veneto


A volte arrivano e-mail che fanno un gran piacere e danno ottimismo e “benzina” per andare avanti. Questa è una di quelle e-mail. Non sta a me dire se tutto quel che c’è scritto dentro sia vero, in particolare in riferimento al mio lavoro. Sul resto però metto la mano sul fuoco, in particolare su Kanita Focak, di cui si parla diffusamente nell’e-mail. Allego la scansione con la dedica di cui si parla nel messaggio, che è una specie di documento storico.
E grazie all’amico bibliotecario veneto per la sua bella e-mail che riporto integralmente qui sotto, con la sola eccezione di nomo e cognomi, e che mi fa gran piacere condividere.

Caro Luca,
utilizzo parte di questa newsletter degli amici di Centro biblioteche (che ben conosco da lustri) per scriverti: grazie di esistere! 
E grazie sincero per quello che fai e per come lo fai. Non ci vuole molto a capire che nei Balcani, in Bosnia in particolare hai lasciato una parte di te, che continua a vivere e non solo nei libri, scritti con abilità e passione civile.
Sono un bibliotecario di origine friulana, appassionato di storia contemporanea. Siamo reduci (il termine è decisamente inadeguato, per noi occidentali) da un viaggio in Croazia-Bosnia-Montenegro. Con nostra (almeno mia) sorpresa, per la visita a Sarajevo abbiamo avuto una guida d'eccezione, una persona unica, con un cuore grande, Kanita! Abbiamo avuto modo di apprezzare sia la sua competenza che la caparbietà nel farci vedere e vivere più cose e situazioni possibili, al limite del suo sfinimento. Sono riuscito a strapparle una dedica nel tuo libro “Saluti da Sarajevo”, di cui ti allego la scansione. E anche un sorriso sincero e un attestato di stima e affetto nei tuoi confronti.
Da bravo bibliotecario ho portato e distribuito una parte delle monografie della collana Orienti ai partecipanti. Mi sono permesso di definirti una sorta di Marco Travaglio dei Balcani e inaspettatamente le persone sono state conquistate: mi hanno chiesto di ordinare una quarantina abbondante di copie dei tuoi libri...
Non solo per questo, ti chiederei di poter (senza fini di lucro, naturalmente!) scansionare ed inviare una delle pagine scritte da Kanita dell'introduzione a Saluti di Sarajevo. Lunga vita a Infinito edizioni.
E venerdì in tardo pomeriggio dovrei riuscire a venire alla presentazione in Libreria Lovat.
A presto e in bocca al lupo per tutto quanto!
M.S.