Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
Il nuovo libro di Luca Leone, nelle librerie e negli store online. Compralo su www.infinitoedizioni.it

mercoledì 29 aprile 2015

Infinito edizioni: quando una piccola casa editrice supera quota 200 libri (in soli dieci anni!)


Nel momento in cui, oggi, abbiamo “chiuso” le copertine delle quattro novità editoriali di maggio della Infinito edizioni, un po’ casualmente mi sono ritrovato a fare due conti sulle nostre tante collane e con (piacevole) sorpresa ho letteralmente scoperto che con i quattro testi nuovi di aprile attualmente in promozione, la nostra casa editrice ha raggiunto la considerevole vetta di “quota 203”. Quando abbiamo mandato in tipografia i libri di aprile, quindi, eravamo arrivati alla mitica “quota 199”. Ora vai a capire quale dei quattro titoli di aprile (“Pane al pane”, “Così banche e finanza ci rovinano la vita”, “1926-1939, l’Italia affonda”, “Srebrenica. La giustizia negata”) è stato il numero 200!?!
Naturalmente, dal computo complessivo di 203 libri stampati in poco più di dieci anni (dei quali, solo due non sono più in catalogo) sono escluse ristampe, nuove edizioni, eccetera. Ora il prossimo passo sarà capire quante copie abbiamo stampato… ma secondo me superiamo senza problemi quota 350.000. Se non è un record, per un piccolo editore, poco ci manca…
A questi 203 libri – circa metà dei quali sono già stati resi disponibili come e-book – vanno aggiunti gli otto inediti in e-book (nei formati ePub e mobi), come ad esempio il nuovissimo “Giardino atomico” della nostra ottima Emanuela Zuccalà, per un totale di ben 211 titoli.
Insomma, visti i tempi grami che sta vivendo l’editoria italiana (senza spiraglio alcuno nel breve e medio periodo) c’è da essere soddisfatti.
A proposito delle novità di maggio – che ci porteranno a quota 215 – si tratta di “Come un uomo”, di Alberto Bertoli con Gabriele Maestri, “Vegan liberi tutti” di Giuseppe Coco, “Ragazzi con la bandana” di Daniela Di Fiore con Roberto Ormanni (e con Monica Bellucci…) e di “Non mi piace stare solo” di Michele Caricato.
E intanto proprio oggi abbiamo spedito le schede delle Strenne di Natale per la promozione. Ben cinque novità, pesantissime: un nome enorme della letteratura e del cinema italiani, una grandissima sportiva, due super musicisti e un grande amico della nostra casa editrice, già autore per noi di tre libri, uno dei quali fondamentale, notissimo e stracitato.
Buona lettura, insomma.

martedì 28 aprile 2015

Mercoledì 29 aprile, a Padova la "prima" di "Srebrenica. La giustizia negata"

Vi aspettiamo!
Le altre date:
Maggio:
- giovedì 14 maggio, VENEZIA, sala San Leonardo, Cannaregio 1584, ore 18,00; organizza Buongiorno Bosnia;
- venerdì 15 maggio, VILLORBA (TREVISO), Libreria Lovat, via Isaac Newton 13, ore 18,30; organizzano, nell'ambito del progetto culturale "Altre Frontiere" (http://altrefrontiere.org/), NATs per... (www.natsper.org), il Gruppo Amnesty International di Treviso e Buongiorno Bosnia;
- sabato 16 maggio, GUASTALLA (RE), Biblioteca, ore 18,00; organizzano Iscos Emilia Romagna e Mirni Most; intervengono Antonio Campanini (Mirni Most) e Andrea Cortesi (ISCOS E.R.); conclude Aziz Sadid (Cisl);
- giovedì 21 maggio, BOLOGNA, in definizione;
- sabato 23 maggio, TORINOin definizione;
- mercoledì 27 maggio, TERAMO, Libreria Tempo Libero, Corso Cerulli 53, ore 18,00; organizza il Gruppo di Amnesty International di Teramo;
- giovedì 28 maggio, CAMPOBASSOin definizione;  
Giugno:
- sabato 13-domenica 14 giugno, GIAVERA DEL MONTELLO (TREVISO), Festival delle culture, in definizione;
- giovedì 18 giugno, FIORANO (MO), organizza l’associazione culturale Le Graffette, in definizione; modera Matteo Pagliani;
- giovedì 25 giugno, ROMA, Summer School per Operatori di pace, Museo Storico della Liberazione, via Tasso 145, in definizione; organizza Caritas Mondialità;
Luglio:
- domenica 5 luglio, PARMA, in definizione.
Ottobre:
-venerdì 9 ottobre, MACERATA, Overtime Festival, in definizione. 

mercoledì 22 aprile 2015

"Srebrenica. La giustizia negata", il primo comunicato stampa


Infinito edizioni – nuovo in libreria
 (€ 13 – pag. 128)

di Luca Leone e Riccardo Noury
prefazione di Moni Ovadia, introduzione di Irfanka Pašagić
postfazione di Silvio Ziliotto, con un contributo di Miralem Pjanić

Srebrenica, Bosnia Erzegovina, 11 luglio 1995: oltre diecimila maschi tra i 12 e i 76 anni vengono catturati, torturati, uccisi e inumati in fosse di massa. Stesso destino hanno alcune giovani donne abusate dalla soldataglia. Le vittime sono bosniaci musulmani, da oltre tre anni assediati dalle forze ultranazionaliste serbo-bosniache agli ordini di Ratko Mladić e dai paramilitari serbi.
Quattro lustri dopo, rimane un profondo senso di ingiustizia e di impotenza nei sopravvissuti e un pericoloso messaggio di impunità per i carnefici di allora, in buona parte ancora a piede libero e considerati da alcuni persino degli “eroi”.
Questo libro è un reportage nel buco nero della guerra e del dopoguerra bosniaco e nel vuoto totale di giustizia che ha seguito il genocidio di Srebrenica, una delle pagine più nere della storia europea del Novecento e sicuramente la peggiore dalla fine della seconda guerra mondiale.
“Lo sconvolgente volume di Riccardo Noury e Luca Leone Srebrenica. La giustizia negata, ci mostra che la comunità internazionale e le vaste maggioranze delle nostre società, sono segnate da un tragico fallimento perché se i sopravvissuti al genocidio di Srebrenica e i familiari dei trucidati, delle donne stuprate, dei torturati e fatti a pezzi, non trovano giustizia e pace a distanza di vent’anni e se atrocità di simile portata si sono prodotte nelle terre della ex Jugoslavia che conobbe nelle sue forme più brutali la ferocia dei nazisti e dei fascisti, ci troviamo di fronte alla bancarotta morale dell’intero Occidente in primis, in particolare dell’Europa comunitaria pavida e opportunista, nonché dell’Onu, imbelle e impotente”. (Moni Ovadia)
“Luca Leone e Riccardo Noury sanno quanto sia importane raccontare ciò che è stato fatto a Srebrenica e quanto sia vitale che anche gli altri, più persone possibile, sentano e facciano qualcosa affinché finalmente avvenga quello che le Donne di Srebrenica da anni chiedono durante le loro proteste non violente, che si svolgono l’11 di ogni mese a Tuzla: ‘Noi vogliamo verità e giustizia, e vogliamo condanne per i criminali’”. (Irfanka Pašagić)
“Il popolo bosniaco va accompagnato e aiutato verso quell’Europa che qui ha dimenticato a lungo le sue carte dei diritti e da qui deve ripartire in un cammino, arduo ma possibile, di pace e giustizia”. (Silvio Ziliotto)
“I bosniaci hanno un cuore grande e meritano un futuro positivo. Spero davvero che andrà sempre meglio. Io continuerò a fare il massimo per aiutare il mio Paese”. (Miralem Pjanić)

Crimini di guerra in Bosnia, arrestati sei musulmani bosniaci

Sei uomini, tutti bosniaci appartenenti al gruppo nazionale musulmano, sono stati tratti in arresto nella località di Bužim, nel Cantone dell'Una-Sana, nella parte occidentale del Paese. I sei, tutti ex membri dell’Armija (l’esercito regolare bosniaco) ai tempi della guerra del 1992-1995, sono stati fermati per crimini di guerra in quanto sospettati di aver ucciso dodici prigionieri – otto dei quali membri dell’esercito serbo-bosniaco – nel carcere militare di Rodoč, nella municipalità di Mostar. Le altre quattro vittime sarebbero stati quattro musulmani bosniaci sostenitori dello staterello illegale fondato in seguito al colpo di mano del tycoon Fikret Abdić, ex “signore” del gigante Agrokomerc, fallito negli anni Ottanta. Durante la guerra Abdić si oppose al governo regolare bosniaco di Sarajevo e fondò un suo staterello autoproclamato nella Bosnia nord-occidentale, poi dissoltosi in seguito all’intervento dell’Armija.

martedì 21 aprile 2015

"Srebrenica. La giustizia negata", le prime presentazioni

Carissimi,
le prime presentazioni del nuovo libro SREBRENICA. LA GIUSTIZIA NEGATA.


Aprile:
- mercoledì 29 aprile, PADOVA, Centro di Ateneo per i Diritti Umani, Via Martiri della libertà, 2 (piazza Insurrezione), ore 16,30, incontro dal titolo “Srebrenica vent’anni dopo. Il genocidio e la giustizia negata”; partecipano Paolo De Stefani, docente di diritti umani presso l’Università di Padova, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, Luca Leone, giornalista, scrittore e direttore editoriale della Infinito edizioni; organizza il Gruppo 186 di Amnesty International di Padova.

Maggio:
- giovedì 14 maggio, VENEZIA, sala San Leonardo, Cannaregio 1584, ore 18,00; organizza Buongiorno Bosnia;
- venerdì 15 maggio, VILLORBA (TREVISO), Libreria Lovat, via Isaac Newton 13, ore 18,30; organizzano, nell'ambito del progetto culturale "Altre Frontiere" (http://altrefrontiere.org/), NATs per... (www.natsper.org), il Gruppo Amnesty International di Treviso e Buongiorno Bosnia;
- sabato 16 maggio, GUASTALLA (RE), biblioteca, ore 18,00; organizza Iscos Emilia Romagna; in definizione;
- 21 maggio, BOLOGNA, in definizione;

- 23 maggio, TORINO, in definizione.

Giugno:
- 13-14 giugno, GIAVERA DEL MONTELLO (TREVISO), Festival delle culture, in definizione;
- 18 giugno, FIORANO (MO), organizza l’associazione culturale Le Graffette, in definizione; modera Matteo Pagliani;
- 25 giugno, ROMA, Summer School per Operatori di pace, Museo Storico della Liberazione, via Tasso 145, in definizione; organizza Caritas Mondialità; in definizione.

Luglio:
- domenica 5 luglio, PARMA, in definizione;
Ottobre:
-venerdì 9 ottobre, MACERATA, Overtime Festival, in definizione.

Come noterete, alcune presentazioni sono in definizione, ma mancano pochi dettagli. Altre sono in arrivo.

Appello per la Siria

Care e cari,
diffondo con piacere questo Appello promosso dalla poeta siro-francese Maram al Masri affinché si possa mettere fine agli orrori in Siria. Se foste d’accordo, potreste firmare inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica di Maram (vedi sotto) e, se possibile, potreste diffonderlo.
Grazie

Sono ormai cinque anni che la Siria  è precipitata nelle tenebre. Le distruzioni e i massacri si susseguono. Città intere (Dara, Aleppo, Douna…) sono completamente distrutte. Le esazioni, la tortura e la barbarie sono diventate moneta corrente in un Paese che è stato fonte di cultura e di civiltà. Alle centinaia di vittime si aggiungono i milioni di rifugiati, uomini, donne e giovani, dentro e fuori il Paese, che sopravvivono in condizioni assai precarie. Come i rifugiati del campo di Yarmouk assediati da mesi. Migliaia di Siriani sono morti cercando di fuggire dal Paese e di traversare il Mediterraneo, dopo essere stati ricattati dai trafficanti d’esseri umani che han fatto pagare loro la loro tomba… E tutto questo sembra accadere nell’indifferenza generale.
Certo, l’opinione pubblica è come paralizzata dall’incapacità di comprendere e da un sentimento di impotenza.
E’ per questo che noi, scrittori, poeti, intellettuali europei, arabi, siriani, invitiamo a rompere con questo fatalismo. Bisogna agire per la Siria. Sì, qualcosa si può fare.
La Francia e l’Europa, invece di chiudersi dentro le loro frontiere, dovrebbero accogliere più generosamente i rifugiati e aiutare a rilanciare l’operazione Mare nostrum per aiutare i naufraghi della guerra.
La Francia e l’Europa possono accrescere il loro aiuto e agire affinché esso arrivi a chi ne ha bisogno.

lunedì 20 aprile 2015

"Srebrenica. La giustizia negata" nelle librerie e in vendita on line

Con grande piacere posso annunciare che da pochi minuti il libro scritto a quattro mani da Riccardo Noury e  da me, "Srebrenica. La giustizia negata", è on line nella home page della casa editrice Infinito edizioni.
La distribuzione sta procedendo e oramai il libro è disponibile o prenotabile in molte librerie.
Quello che segue, in sintesi, il contenuto del libro, che gode di importanti contributi.


Srebrenica, Bosnia Erzegovina, 11 luglio 1995: oltre diecimila maschi tra i 12 e i 76 anni vengono catturati, torturati, uccisi e inumati in fosse di massa. Stesso destino hanno alcune giovani donne abusate dalla soldataglia. Le vittime sono bosniaci musulmani, da oltre tre anni assediati dalle forze ultranazionaliste serbo-bosniache agli ordini di Ratko Mladić e dai paramilitari serbi.
Quattro lustri dopo, rimane un profondo senso di ingiustizia e di impotenza nei sopravvissuti e un pericoloso messaggio di impunità per i carnefici di allora, in buona parte ancora a piede libero e considerati da alcuni persino degli “eroi”.
Questo libro è un reportage nel buco nero della guerra e del dopoguerra bosniaco e nel vuoto totale di giustizia che ha seguito il genocidio di Srebrenica, una delle pagine più nere della storia europea del Novecento e sicuramente la peggiore dalla fine della seconda guerra mondiale.
“L’ipocrisia, il cinismo e l’indifferenza della politica interessata solo al potere, fanno sì che ancora, a Srebrenica, le vittime degli orrori debbano vedersi quotidianamente davanti, impuniti, arroganti, beffardi, minacciosi – spesso trasformati in eroi –, molti dei loro carnefici o quelli dei loro cari sepolti in fosse comuni o fatti a pezzi e conservati in frigoriferi, gli stupratori individuali e di massa, e non possano elaborare immani sofferenze e lutti atroci. Noi piccoli o grandi militanti della Memoria e attivisti dell’integrità inviolabile dell’uomo, ci sentiamo presi alla gola da un insopprimibile senso di impotenza sfregiato da revisionismi e negazionismi. Qualcosa però possiamo farlo!”. (Moni Ovadia)
“Luca Leone e Riccardo Noury sanno quanto sia importane raccontare ciò che è stato fatto a Srebrenica e quanto sia vitale che anche gli altri, più persone possibile, sentano e facciano qualcosa affinché finalmente avvenga quello che le Donne di Srebrenica da anni chiedono durante le loro proteste non violente, che si svolgono l’11 di ogni mese a Tuzla: ‘Noi vogliamo verità e giustizia, e vogliamo condanne per i criminali’”. (Irfanka Pašagić)
“Il popolo bosniaco va accompagnato e aiutato verso quell’Europa che qui ha dimenticato a lungo le sue carte dei diritti e da qui deve ripartire in un cammino, arduo ma possibile, di pace e giustizia”. (Silvio Ziliotto)
“I bosniaci hanno un cuore grande e meritano un futuro positivo. Spero davvero che andrà sempre meglio. Io continuerò a fare il massimo per aiutare il mio Paese”. (Miralem Pjanić)

giovedì 16 aprile 2015

Un successo inatteso per “Srebrenica. The days of shame”!


A poche ore dal lancio di Srebrenica. The Days of Shame, la versione in lingua inglese del primo reportage scritto in Italia sul genocidio dell’11 luglio 1995, il mio adorato libro, tradotto da Laura Clarke, ha ricevuto l’attenzione di importanti account internazionali.
Il post su Twitter ha avuto in poco tempo più di 800 visualizzazioni e il dato sta crescendo sempre di più. Tante le interazioni e i retweet internazionali. Uno su tutti è l’account @OurVoiceMatters, un sito che pone l’accento sulle problematiche legate a Paesi in difficoltà, come Palestina, Afghanistan, Yemen e Bosnia; qui il tweet è apparso come main post della home page, insieme alla copertina del libro.
È di pochissimi minuti fa la pubblicazione dell’uscita del libro su Paper.li
Infinito edizioni, inoltre, diventa sempre più cosmopolita: grazie al nuovo modello reseller, siamo presenti con Srebrenica. The Days of Shame e con tutti i nostri e-book non più solo negli store on line del circuito italiano, ma sui principali circuiti stranieri, tra cui per esempio Amazon Uk.
Buona lettura a tutti! Good reading to everyone!

"Srebrenica. La giustizia negata": il giorno più bello!

Ecco le prime copie di "Srebrenica. La giustizia negata", appena uscite dal primo scatolone sbancalato. Sedici scatoloni qui a Formigine, altrettanti in distribuzione nelle librerie italiane. Da ora si fa sul serio!
Spero che lo leggerete, che lo gradirete, che lo commenterete, che ci lavorerete. Magari anche che lo criticherete.
"Srebrenica. I giorni della vergogna", uscito esattamente dieci anni fa, è stato comprato da diecimila persone ed è stato letto da molte più persone. Ieri mi ha scritto una collega e amica di Cesena che ha definito quel libro "una Bibbia in materia". In effetti è vero. E non sapete quanto ne sia orgoglioso. Soprattutto perché in giro - e non solo in quel regno dell'apodittico che è internet - ci sono un sacco di bugie, anche molto grosse.
Ora c'è da fare un passo in avanti, un passo ulteriore. E non poteva esserci compagno di viaggio migliore di Riccardo Noury per compiere questo passo in più. Non possiamo sapere se comprerete e leggerete "Srebrenica. La giustizia negata" in diecimila. Quel che io e Riccardo possiamo assicurarvi è che questo libro non è una riedizione del precedente ma è un progetto completamente nuovo, per noi affascinante, ricco di informazioni nuove, di sfide, di intuizioni. A voi confermarci che sia così. Ma chi mi conosce almeno un po' sa bene che non amo ricamare su me stesso ma voglio lanciarmi sempre in sfide nuove, per poterle lanciare a fronte alta ai miei amici lettori. Credo che "I bastardi di Sarajevo", che considero fino a qui il mio libro migliore, lo abbia dimostrato. Ma da oggi c'è "Srebrenica. La giustizia negata".
La parola ora a voi. Io posso solo consigliarvi caldamente di leggere - e, se potete, rileggere - "Srebrenica. La giustizia negata". Duro e bello come la copertina. E come la Memoria.

mercoledì 15 aprile 2015

17 aprile, Amnesty International Italia festeggia 40 anni di vita

In occasione del 40esimo di Amnesty International Italia, venerdì 17 aprile, si terrà un convegno ospitato dal Comune di Roma presso la Sala della Protomoteca. Al convegno, che precede l’apertura della XXX Assemblea generale dell'associazione, parteciperanno le più alte cariche dello stato, così come personalità di spicco nell’ambito dei diritti umani.
Il convegno è aperto al pubblico fino a esaurimento posti.
Programma

Ore 10.00
Introduzione e moderazione
Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia

E-book Infinito edizioni: on line cinque grandi novità, sempre a prezzi imbattibili!

Abbiamo appena messo in vendita on line sul nostro sito www.infinitoedizioni.it e sui principali store on line cinque nuovi e-book in formato ePub e mobi:
Giardino atomico”, di Emanuela Zuccalà, € 3,49;
Srebrenica. The days of shame”, di Luca Leone, versione in lingua inglese del libro “Srebrenica. I giorni della vergogna”, € 5,99;
Non succederà mai più”, di Rossella Diaz,€ 5,99;
Cura all’anima, anima alla cura”, di Alessandro Meluzzi, € 4,99;
Punto di conTatto”, di Sabrina Servucci, € 4,99.

Il 2015 si è aperto con una piccola buona notizie per l’editoria italiana: l’Iva sugli e-book è passata dal 22% al 4%. Abbiamo sostenuto la campagna #unlibroèunlibro su Twitter e su Facebook partecipando con un’intervista ai nostri direttori Maria Cecilia Castagna e Luca Leone e spiegando ai lettori cosa sarebbe effettivamente cambiato nel caso in cui la riforma fosse passata.
Dallo scorso 2 febbraio i prezzi di listino dei nostri e-book si sono abbassati dal 9% al 40%. Lo sconto minimo è di 50 centesimi, fino a uno sconto massimo di 5 euro dal prezzo di partenza con l’Iva al 22%. Abbiamo infatti approfittato della rimodulazione dell’Iva anche per rivedere i prezzi di tutti i nostri e-book, cercando di ribassarli tutti il più possibile. A questo si aggiunga la necessità d’intervenire su ogni singolo libro, sia sul nostro sito che sugli store nazionali e internazionali, per variare i prezzi “pezzo per pezzo”: un lavoraccio!
I nostri e-book saranno quindi più economici sia su tutti i principali store online sia direttamente sul nostro sito www.infinitoedizioni.it
Anzi, sul nostro sito proporremo in alcuni casi prezzi ancor più bassi che non sugli store online, per venire ancora più incontro alle giuste esigenze di risparmio e di qualità dei nostri lettori.

martedì 14 aprile 2015

Finalmente "Srebrenica. The days of shame" by Luca Leone!

Con grande soddisfazione e un pizzico di gioia (che non guasta), posso finalmente presentarvi "Srebrenica. The days of shame", traduzione aggiornata e rivista del mio "Srebrenica. I giorni della vergogna", diventato - con mia immensa soddisfazione - una pietra miliare in materia.
"Srebrenica. The days of shame" ci ha messo dieci anni a nascere, perché i soldi sono pochi e il mercato è sempre più difficile; ma viene al mondo al momento giusto.
Non ne esiste al momento una versione cartacea ma solo quella elettronica, nei formati ePub e mobi, che abbiamo appena finito di caricare sui principali store on line mondiali. Tempo poche ore e sarà in vendita ovunque al prezzi di 5,99 euro. Da questo momento è in vendita sul sito della casa editrice, facendo clik qui.
La traduzione del libro è a cura di una collega londinese, Laura Clarke, madrelingua inglese ma da anni attiva in Italia presso varie testate.
Buona lettura!

Bosnia e Stato islamico: prime denunce e primi arresti

Quattro cittadini bosniaco-erzegovesi sono stati denunciati per aver reclutato o finanziato viaggi di volontari disposti ad arruolarsi nelle file dello Stato islamico in Siria.
Secondo la procura nazionale, il ruolo di reclutatore spetterebbe a tale Husein Erdić, che avrebbe organizzato l’espatrio di due volontari, Nevad Husidić e Merim Keserović, le cui spese di viaggio sarebbero state pagate da tale Midhat Trako. I quattro sono stati fermati lo scorso febbraio, prima che il viaggio avesse luogo, e ora la procura nazionale bosniaca ha formalizzato nei loro confronti l’accusa.
Sotto processo è già, invece, Husein Bosnić, arrestato nel 2014 in qualità di presunto leader del piccolo movimento salafita bosniaco, molto attivo nella propaganda integralista e nel reclutamento di volontari da introdurre nelle file dell’Is.
Secondo fonti della procura nazionale e dei servizi segreti bosniaci, circa 150 cittadini bosniaco-erzegovesi sarebbero stati arruolati nelle file dell’Is. Di costoro, pare che in 26 siano morti e che una cinquantina di loro al momento stia compiendo nefandezze in Siria o in altri Paesi in cui si sta combattendo.
Va ricordato che nel giugno del 2014 il Parlamento bosniaco ha approvato una legge che modifica il Codice penale nazionale introducendo una nuova fattispecie di reato, individuabile nel combattere all’estero illegalmente all’interno o in sostegno di organizzazioni quali l’Isis. La condanna prevista è fino a dieci anni di reclusione.

Bosnia, i nomi del nuovo governo centrale

L’inizio di aprile ha visto concretizzarsi il nuovo governo centrale della Bosnia Erzegovina, dopo il voto dello scorso ottobre 2014. Ci sono voluti “solo” sei mesi, circa un terzo della volta scorsa, ma questo non vuol dire che il Paese stia cambiando.
La scelta – obbligata, in qualche modo – è stata quella di allargare il più possibile le basi di consenso dell’esecutivo in parlamento, puntando su una coalizione ampia, il che è sinonimo di composita e, probabilmente, litigiosa. Ma questo ce lo racconterà il futuro.
La coalizione di governo include: Partito d’Azione Democratica (SDA); Fronte Democratico (DF); Unione Democratica Croata (HDZBiH); Partito Democratico Serbo (SDS); Partito del Progresso Democratico (PDP); Movimento Nazionale Democratico (NDP).
Primo ministro è il musulmano bosniaco dell’SDA Denis Zvizdić .
I ministeri nazionali sono stati “sapientemente” spartiti tra i vari partiti che compongono la macedonia del nuovo esecutivo:
Affari Civili: Adil Osmanović (SDA), vice Djordje Miličević (NDP);
Diritti Umani e i Rifugiati: Semiha Borovac (SDA), vice Predrag Jović (SDS);
Finanze e Tesoro: Vjekoslav Bevanda (HDZBiH), vice Mirsad Zuga (SDA);
Difesa Marina: Pendes (HDZBiH), vice Emir Suljagić (DF) e Boris Jernić (SDS);
Giustizia: Josip Grubesa,(HDZBiH), vice Nezir Pivić (SDA);
Affari Esteri: Igor Crnadak (PDP), vice Josip Brkić (HDZBiH);
Sicurezza: Dragan Mektić, (SDS), vice Mijo Kresić (HDZBiH);
Trasporti e Comunicazione: Slavko Matanović (DF), vice in attesa di nomina;
Commercio Estero e Relazioni economiche: Mirko Sarović (SDS), vice Mato Franjicević (HDZBiH).
Al nuovo governo si chiede lavoro, stabilità, riforme, lotta al nepotismo e alla corruzione, investimento sull’unità del Paese. Evidentemente siamo nel mondo dell’utopia, ma sperare è già molto di più che partire sconfitti…

venerdì 10 aprile 2015

L’Isis, la Bosnia e i foreign fighters

Secondo le stime rese note dai servizi segreti e dalla polizia della Bosnia Erzegovina, sarebbero circa 150 i cittadini bosniaco-erzegovesi a essersi affiliati a quel nuovo cancro planetario che si chiama Isis e ad aver combattuto nelle fila di quelli che, ancor più che terroristi, possono essere definiti dei veri e propri nazisti islamici. Una parte di questi affiliati sono bosniaci di appartenenza slava, altri sarebbero o potrebbero essere cittadini bosniaci di provenienza orientale, probabilmente una parte di coloro che arrivarono nel 1992-1993 in Bosnia dietro volontà e sponsorizzazione saudita e che la grande maggioranza dei bosniaco-erzegovesi non ha mai particolarmente tollerato. Di questi 150 criminali, pare che in 26 siano morti e che una cinquantina di loro al momento stia compiendo nefandezze in Siria o in altri Paesi in cui si sta combattendo.
Va ricordato che nel giugno del 2014 il Parlamento bosniaco ha approvato una legge che modifica il Codice penale nazionale introducendo una nuova fattispecie di reato, individuabile nel combattere all’estero illegalmente all’interno o in sostegno di organizzazioni quali l’Isis. La condanna prevista è fino a dieci anni di reclusione.
Intanto il procuratore capo bosniaco Goran Salihović ha preannunciato in un’intervista una prossima consistente campagna di arresti ai danni dei cosiddetti “foreign fighters” tornati in patria.

Srebrenica, ergastolo in appello all’ex generale Tolimir

La Corte d’Appello dei Tribunale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Tpi) ha confermato in appello la condanna all’ergastolo per l’ex generale serbo-bosniaco Zdravko Tolimir, ex alto ufficiale dell’intelligence della Repubblica serba di Bosnia (Rs), auto-proclamata tale da Radovan Karadžić nel 1992.
Tolimir è stato ritenuto colpevole di genocidio a Srebrenica, sterminio e persecuzione. Era stato condannato in primo grado nel 2012.
All’epoca del genocidio di Srebrenica, avvenuto tra l’11 e il 16 luglio 1995, Tolimir era il braccio destro del generale Ratko Mladić, capo di stato maggiore dell’esercito della Rs e attualmente sotto processo davanti allo stesso Tpi, ma in primo grado.
Donne e madri si Srebrenica hanno espresso soddisfazione, per quanto, hanno sottolineato, sia ancora tanto il lavoro da fare per assicurare tutti i criminali del conflitto bosniaco, di tutte le parti, alla giustizia.

giovedì 9 aprile 2015

La Bosnia, le mine, i numeri di una tragedia

Sono circa 19.000 i campi ancora oggi minati in Bosnia Erzegovina. Il numero fa paura. Almeno un paio di milioni le mine anti-persona e gli uxos (ordigni bellici inesplosi) attivi sul territorio bosniaco. Nemici che si muovono, che si spostano a volte lentamente, altre con inquietante velocità. La velocità di un’alluvione, di una valanga, dello scioglimento, anno dopo anno, della neve invernale.
I numeri della morte parlano di almeno 603 civili censiti, saltati sulle mine dalla fine della guerra a oggi. Molti erano bambini. Quasi mille persone sono sopravvissute all’incontro casuale e spaventoso con un ordigno bellico inesploso, ma hanno subìto danni permanenti e amputazioni. Circa 830 di loro sono stati trattati per la riabilitazione e l’impianto di arti artificiali in Slovenia.
Se nel mondo sono 59 i Paesi in cui esistono pericoli legati alle presenza di mine anti-persona sul territorio, la Bosnia è il Paese più pericoloso d’Europa, in materia. Eppure la Bosnia rimane un Paese meraviglioso, da visitare almeno una volta. Ma poi è impossibile resisterle, quindi si torna e si ritorna. Non c’è nulla da fare. Il mal di Bosnia non si vince. Si coccola. Si alimenta.
Questo qualche dato su un Paese in cui circa duemila persone hanno scelto di fare gli sminatori per mestiere, guadagnando 700 euro al mese per rischiare la vita ogni singolo secondo. Di loro si parla in un articolo pubblicato in Bosnia sul Dnevnik. Ne sono già morti una cinquantina. Anzi, 47. Nella tombola, un numero significativo: il morto che parla. Ne moriranno altri. E nessuno se ne ricorderà, al di fuori dei loro famigliari.
La guerra non finisce con gli accordi di pace. La guerra continua, per anni, anche in tempi di pace. La guerra non concede sconti e la sua lunga mano nera intrisa di morte si allunga per anni, lustri, decenni sulle vite delle persone sopravvissute. Meglio non dimenticarlo mai.

venerdì 3 aprile 2015

Šešelj il piromane di bandiere e l’imbarazzo di Belgrado

Dopo aver dato fuoco alle bandiere della Nato, dell’Unione europea, degli Stati Uniti e del Kosovo in occasione del sedicesimo anniversario dall’inizio dei bombardamenti della Nato sul Kosovo e su Belgrado, il leader ultranazionalista serbo Vojislav Šešelj, gran capo del Partito radicale serbo (Srs), lo scorso 1° aprile ha bruciato in piazza, davanti alla stampa, una bandiera croata, destando proteste a Zagabria e non poco imbarazzo a Belgrado.
Šešelj “non rappresenta la Serbia”, ha voluto puntualizzare il primo ministro serbo Aleksandar Vučić, aggiungendo che “la Serbia si comporta da elemento di stabilizzazione nella regione e non invierà messaggi che possano creare tensione”.

giovedì 2 aprile 2015

"Srebrenica. La giustizia negata": l'anteprima e la tipografia

Quando si scrive un libro giunge un momento che sa molto di sala parto. Quel momento si chiama, tecnicamente, "invio degli impianti in tipografia". Quegli impianti, per un editore, hanno un peso enorme. Non perché siano di piombo. Assolutamente. Ma perché rappresentano la fine di un percorso di lavoro duro. Quando sei sia editore che autore, il peso è doppio. Quando, nel libro che hai mandato in sala parto, affronti tematiche importanti come quella di Srebrenica, vent'anni dopo, il peso è quasi insostenibile. Perché senti tutta la responsabilità. Verso i lettori. Verso le vittime. Verso la giustizia, soprattutto se negata.
In questo caso, per fortuna, ho un amico vero che mi aiuta, e tanto, nel sostenere al 50 per cento questo peso. L'amico si chiama Riccardo Noury, di mestiere difende i diritti umani in qualità di portavoce di Amnesty International Italia, e ha accettato di mettersi in gioco insieme con un libro che è importante, tosto, vero, forse definitivo per quanto riguarda la tragedia del genocidio di Srebrenica. Un libro che ci è costato mesi di lavoro, di notti insonni, di parole pesate e soppesate, di dubbi risolti insieme, di condivisione assoluta di un percorso che da anni facciamo parallelamente - quello legato alla raccolta della Memoria e alla sua condivisione – e che finalmente siamo riusciti a fare insieme.
Con noi, in questo progetto che si chiama "Srebrenica. La giustizia negata", ci sono compagni di viaggio importanti: Moni Ovadia, Irfanka Pašagić, Silvio Ziliotto, il calciatore Miralem Pjanić. La pensiamo tutti nello stesso modo, ce ne assumiamo la responsabilità, e ve lo vogliamo raccontare, per filo e per segno, senza reticenze. Siamo stati, tutti, compagni di viaggio inconsapevoli in questi venti anni che ci separano dal genocidio di Srebrenica, una delle pagine di più nere delle storia europea del Novecento – appena ieri. Oggi siamo compagni di viaggio consapevoli e uniti da una visione comune. Credo sia un bel messaggio. Credo sia molto giusto.
Io e Riccardo speriamo che vorrete leggere, sapere, toccare con mano. Commentare, se vorrete. La potrete pensare come noi, quasi come noi, diversamente da noi. Ma, in democrazia, il bello è condividere, confrontarsi, crescere insieme in termini di consapevolezza anche nella diversità.
Il libro uscirà in libreria e sul web tra una quindicina di giorni. Attualmente è in anteprima sul sito della casa editriceInfinito edizioni. Ci vedremo presto in giro per l’Italia. A volte saremo tutti e due, altre volte ci sarà solo uno di noi, talvolta potranno esserci – e ce ne saranno! –  sorprese.
Un nuovo libro sta nascendo. Tra poco ne sentiremo i vagiti. Con emozione. Speriamo possano nascere nuove consapevolezze e nuovi desideri di confronto e di condivisione in chi lo leggerà.
Tra un paio di settimane comincia una nuova avventura. Ci auguriamo che vorrete condividerla con noi.