Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
Il nuovo libro di Luca Leone, nelle librerie e negli store online. Compralo su www.infinitoedizioni.it

sabato 28 febbraio 2015

A Montebelluna un premio speciale per me, direttamente dal deserto tunisino

Splendida serata ieri sera a Montebelluna presso l'auditorium bella bellissima biblioteca comunale. Organizzazione impeccabile dell'associazione Ritmi e danze dal mondo, i cui componenti spiccano per gentilezza, disponibilità e sensibilità. Un ringraziamento particolare a don Bruno e a Stefano, persone speciali tra persone speciali. L'auditorium era pieno in ogni ordine di posto, il che vuol dire circa 200 persone presenti. Tutte attentissime e partecipative. Serate così ti riconciliano con questo lavoro e con questo Paese.
A fine serata ho avuto una sorpresa speciale. L'associazione Le terre d'Artijanè di Giavera del Montello mi ha premiato con questo oggetto speciale, che potete vedere in foto. Si tratta di una pietra del deserto tunisino, adagiata su sabbia del deserto stesso, raccolta e levigata tra il 2011 e il 2013 da uno dei tanti, tantissimi (circa 14.000) profughi africani e asiatici che hanno dovuto lasciare la Libia per paura di subire violenze in seguito alla rivolta contro la famiglia Gheddafi e trovare riparo nel campo profughi di Choucha, una lingua di terra tunisina posta tra il mare e il deserto al confine con la Libia. L'associazione Le terre d'Artijanè ha partecipato al sostegno degli ultimi duemila disperati presenti nel campo profughi - 217 dei quali letteralmente "invisibili", perché privati di qualsiasi documento di riconoscimento - fino all'inizio del 2013 e li ha sovvenzionati per la produzione di oggetti simili e altri ancora.
Avere per sempre con me questo oggetto speciale mi ricorderà non solo la splendida serata di Montebelluna ma anche come nel mondo tante persone disperate abbiano bisogno di aiuto, comprensione e umanità.
Grazie di cuore!

Addio Signor Spock: lunga vita e prosperità

Tragico, è tragico anche se può sembrare impossibile, quando amici che ti hanno accompagnato da quando sei nato, fedelmente, alla fine se ne vanno.
Lunga vita e prosperità, amico Spock-Nimoy!
http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2015/02/27/news/addio_al_dottor_spock-108351794/

venerdì 27 febbraio 2015

Usa-Bosnia, sì a estradizione di bosniaco musulmano che torturò civili serbi per i croati

È un incrocio complicato, quasi “pericoloso”, automobilisticamente parlando. Per questo va spiegato, per mostrare la complessità della guerra del 1992-1995 in Bosnia Erzegovina.
Protagonista della vicenda è Almaz Nezirović, musulmano bosniaco residente nella contea di Roanoke, in Virginia, Stati Uniti.
Nezirović durante la guerra del 1992-1995 era in forza all’Hvo, l’esercito croato-bosniaco che combatteva per staccare con la forza l’Erzegovina bosniaca dalla Bosnia Erzegovina e annetterla alla Croazia per creare la cosiddetta Grande Croazia. L’uomo prestò servizio in un campo di detenzione croato, nel quale erano detenuti prigionieri sia musulmani sia, soprattutto, serbo-bosniaci.
Dopo la guerra, ed esattamente nel 1997,  Nezirović si trasferì negli Stati Uniti e prese casa per l’appunto nella contea di Roanoke. Nel 2003 fu raggiunto da una richiesta di estradizione da parte della giustizia bosniaca. Ma, mancando un trattato ad hoc tra Sarajevo e Washington, i tempi per la decisione da parte delle autorità Usa – in effetti molto restie a operare estradizioni in Bosnia – si sono allungati a dismisura. Ieri, 26 febbraio 2015, finalmente la giustizia statunitense ha dato l’ok all’estradizione di Nezirović, accusato di aver percosso, torturato e umiliato prigionieri civili serbi detenuti nel campo di prigionia erzegovese in cui prestava servizio.
Un caso minore, senza dubbio, ma al contempo la dimostrazione che giustizia può essere fatta sempre, se ce n’è la volontà. Anche a distanza di vent’anni e più.

mercoledì 25 febbraio 2015

No alla nascita dell’editore unico Mondadori-Rcs libri

La notizia dell’offerta di acquisto della Rcs libri da parte del gruppo Mondadori è l’ultimo, preoccupante segnale di quello che sta avvenendo all’interno del mercato editoriale italiano. Un soggetto capace di controllare il 40% del settore (caso unico in Europa) e che non avrebbe di fronte alcun concorrente di pari dimensione, potrebbe di fatto orientare l’intera produzione editoriale. Sarebbe infatti drasticamente ridotta la possibilità di scelta degli autori e di conseguenza la loro forza contrattuale. Ancora più allarmanti sarebbero gli effetti nei confronti delle librerie, e in particolare delle librerie indipendenti, condannate di fatto ad accettare le scelte distributive del Megagruppo o, in alternativa, a essere condannate alla marginalità e probabilmente alla chiusura. L’entrata in scena di un attore che sovrasterebbe tutti gli altri non potrebbe, in definitiva, che tradursi in una riduzione della concorrenza, del mercato, del pluralismo editoriale e culturale.Odei, Osservatorio degli editori indipendenti, dice di no ad una nuova concentrazione, proprio mentre sta prendendo il via la fusione fra Messaggerie e Pde-Feltrinelli con la nascita di una posizione dominante nella distribuzione per conto terzi. Denuncia le condizioni sempre più difficili in cui lavorano ed operano piccoli e medi editori indipendenti che svolgono tuttora un prezioso lavoro di ricerca ma le cui condizioni di sopravvivenza si fanno via via più difficili. E insieme ricorda il gravissimo calo degli indici di lettura in Italia. Invita il ministero della Cultura e l’Autorità per la Concorrenza a vigilare sugli effetti che la nuova concentrazione potrebbe produrre e a lavorare per garantire anche nel settore librario le possibilità di una effettiva concorrenza.
Odei (Osservatorio degli editori indipendenti)
info@odei.it – www.odei.it – www.bookpride.it

venerdì 20 febbraio 2015

Respinto lo sconto selvaggio, una vittoria per librai ed editori indipendenti

Il consiglio dei ministri che oggi ha varato il disegno di legge sulla Concorrenza ha deciso di stralciare la parte che avrebbe praticamente abrogato la legge Levi, quella che fissa un tetto massimo di sconto sui libri al 15%. La protesta e la mobilitazione dei giorni scorsi, soprattutto da parte di librai ed editori indipendenti, oltre che di attori istituzionali come il Centro per il libro e la lettura attraverso la voce del suo presidente Romano Montroni, ha bloccato una misura dissennata che avrebbe portato un colpo mortale al pluralismo culturale e alla effettiva possibilità di concorrenza. L’Odei si rallegra del ripensamento del governo e conferma l’appuntamento per il 27-29 marzo a Book Pride, fiera dell’editoria indipendente, quando presenterà la propria proposta di legge per il libro.

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27 febbraio, "I bastardi di Sarajevo" a Montebelluna (TV)



In libreria "Mi chiamo Beba", l'ottimo romanzo del Capitano Palma Lavecchia


Infinito edizioni novità in libreria
(€ 13 – pag. 156)
di Palma Lavecchia
prefazione di Alessandro Meluzzi

La violenza, l’umiliazione e la rinascita di una donna coraggiosa

Benedetta, è una giovane donna, bellissima moglie e mamma di un bimbo dolcissimo. Sempre curata ed elegante nel vestirsi. Rende felice suo marito, Luca, e si prende cura del piccolo Mattia. Un giorno, però, tutto cambia. Non esce più di casa, fuma una sigaretta dietro l’altra, non si vuole più bene. Trascura Mattia trascinandolo con sé in lunghe notti al freddo, spiando di nascosto il marito, oppure passa tutta la giornata immobile sul divano, inerte, piangendo.
Paola è un’assistente sociale. Un giorno arriva nel suo ufficio una segnalazione che non può ignorare e, nella notte, riceve questo messaggio: “Tieniti pronta, vado a prendere il piccolo…”.
Mi chiamo Beba, di Palma Lavecchia, capitano dei Carabinieri, è la storia di una donna, Benedetta, di violenze, di famiglie a pezzi e di figli che non vivono la loro età dell’innocenza. Ma se i media, nella realtà, ci raccontano sempre la stessa vicenda, con un triste epilogo che sfocia nella cronaca nera, in questo romanzo possiamo sperare in un lieto fine e dare forza e fiducia alle donne dicendo loro che l’amore per i figli, e per se stesse, possono salvare la vita e dare la possibilità di ricominciare. Con un nuovo spirito, e un nuovo nome. Beba.
“Un terribile proverbio ispanoamericano recita: más te pego, más te quiero, ossia più ti picchio, più ti amo. Una frase paradossale che rivela un inconscio fantasma di violenza all’interno della coppia, basata sull’umiliazione”. (Alessandro Meluzzi)
Il libro ha avuto il patrocinio della Provincia di Barletta Andria Trani, dei Comuni di Gaeta, Barletta, Cassino, Montella e Veroli e dall’Associazione Libera espressione che hanno riconosciuto il suo valore per la divulgazione di un tema socialmente importante.

L’autrice
Palma Lavecchia (1974), Capitano dei Carabinieri, è laureata in Restauro Architettonico. Nel 2003 si è arruolata nell’Arma dei Carabinieri e dopo incarichi a Roma, Cassino, Lanciano e Gaeta, attualmente vive e lavora ad Alatri. Sposata, madre di due figli, ha nella scrittura la sua grande passione. Per contattarla: palma.lavecchia@gmail.com, www.palmalavecchia.wordpress.com
Per la nostra casa editrice ha pubblicato Mi chiamo Beba (2015).

giovedì 19 febbraio 2015

Editoria, dal 21 febbraio via alla liberalizzazione degli sconti e al massacro per editori e librerie

In attesa di Bookpride, L’Odei denuncia i rischi del ddl sulla concorrenza

Il disegno di legge sulla Concorrenza e le liberalizzazioni in discussione venerdì 20 febbraio al Consiglio dei Ministri, nel quale non mancano i dossier controversi, sembra avviato sulla strada dell’approvazione e con esso lo smantellamento della legge Levi che regola i comportamenti di librai e rivenditori in materia di sconto sul prezzo del libro. Se così fosse, dal 21 febbraio il mercato editoriale italiano conoscerebbe uno stravolgimento immediato e fino a oggi mai visto: di fatto una liberalizzazione del prezzo di copertina che andrà unicamente a vantaggio delle concentrazioni verticali della filiera editoriale, della grande distribuzione e dei grossi rivenditori online.
L’Osservatorio degli Editori Indipendenti ribadisce che l’abrogazione della legge Levi

– acuirebbe ulteriormente la distorsione di un mercato editoriale italiano già fortemente asimmetrico nel garantire le stesse condizione di accesso a editori e librai;
– sarebbe un fattore di grave limitazione della concorrenza tra i soggetti oggi operanti sul mercato;
– porterebbe a una riduzione del numero degli operatori in grado di concorrere, quindi meno editori, meno librai e meno pluralismo editoriale.

L’Osservatorio degli Editori Indipendenti
– torna a invitare il governo e tutte le forze politiche a opporsi al tentativo di allontanare l’Italia dall’Europa (basta confrontarsi con le legislazioni sul prezzo dei libri di Francia, Germania, Spagna e molti altri paesi Ue);
– denuncia con forza il tentativo di eliminare l’unico, per altro ancora insufficiente, provvedimento che limita lo strapotere delle grandi concentrazioni editoriali;
– chiede una legge sul libro che sia riflesso di una politica culturale e di valorizzazione della bibliodiversità;
– invita associazioni culturali e di categoria, operatori del settore, editori e librai indipendenti ad aderire a una campagna di denuncia da avviare all’indomani dell’approvazione del decreto e che avrebbe in Book Pride, fiera degli editori indipendenti, Milano 27-29 marzo, uno dei momenti di visibilità pubblica.

Odei
(Osservatorio degli editori indipendenti)
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Un anno senza Angelo Lallo ma con i suoi preziosi scritti e un regalo per chi lo vuole ricordare con noi


Un anno è già passato dalla scomparsa di Angelo Lallo, l'amico scrittore dal grande cuore la cui ultima fatica è stato lo splendido "Mala dies", che la famiglia presenterà quest'oggi a Palazzolo della Stella, in provincia di Udine, per fare sì che il lavoro di Angelo e la sua lotta per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) non vengano dimenticati. L'incontro si terrà presso il Centro Artistico Culturale ArtPort, in via del traghetto 3, alle 18,30. Partecipano Lorenzo Toresini, Giovanna Del Giudice e Marco Bertoli.Modera Viviana Zamarian, letture a cura di Rossana Valier. Segue la proiezione del film "Lo stato della follia", la cui regia è di un altro amico comune, l'ottimo regista Francesco Cordio.
Angelo ha dedicato la sua vita alla famiglia, al lavoro duro, prima in fabbrica poi sui libri e a scuola, per i suoi ragazzi. Ha scoperto già grande la sua passione per la ricerca storica e ha firmato alcuni libri che sono e saranno pietre miliari della ricerca storica applicata alla psichiatria. Ha firmato molti titoli, e per Infinito edizioni ha pubblicato due capolavori che s'intitolano "Il sentiero dei tulipani" e "Mala dies".
Il 2015 è l’anno del ventennale del genocidio di Srebrenica e della fine della guerra in Bosnia Erzegovina. Angelo, che ha dedicato buona parte della sua vita di ricercatore a questo Paese balcanico che amava profondamente, avrebbe passato quest’anno in giro per l’Italia a raccontare la guerra e la pace in Bosnia.
Ci fa piacere ricordarlo, in questa giornata di sole ma di vuoto per la sua assenza, regalando il primo capitolo de “Il sentiero dei tulipani”, il libro che lo ha visto coniare un neologismo, psiconazionalismo, di cui si parlerà molto in futuro.

Cattivi e pessimi

Il delirio di K, fulminante e senza equivoci. Il suo sogno – o la sua ossessione – era di riconvertire Sarajevo in un’immensa istituzione totale. La terra della convivenza etnica e della tolleranza religiosa doveva essere umiliata. Il suo folle progetto era disegnato in modo da disperdere la secolare diversità che si respirava nella celebre porta carovaniera dei Balcani, l’antico borgo di Saraj-ovasi. Il segnale che suonava come punizione verso la città, in realtà diventava un monito indirizzato alle terre balcaniche e K da tempo minacciava i bosniaci a non intraprendere la stessa strada della Slovenia e della Croazia perché il prezzo da pagare era l’annientamento, la sparizione dei musulmani di Bosnia.

mercoledì 18 febbraio 2015

"La migliore gioventù", un grande nuovo libro di storia in libreria


Infinito edizioni novità in libreria
La migliore gioventù.
Vita, trincee e morte degli sportivi italiani nella Grande Guerra
(€ 14 – pag. 204)

Di Daniele Nardi e Dario Ricci
Prefazione di Giovanni Malagò
Introduzione di Sergio Giuntini
Postfazione di David Baldini

I luoghi e le battaglie della prima guerra mondiale
con gli occhi dei grandi sportivi dell’epoca
Le Dolomiti che svettano nel cielo terso di montagna, tanto blu da far male agli occhi. Difficile pensare che tanta bellezza sia stata funestata della Grande Guerra e che il sentiero che ora si percorre con l’adrenalina della salita sia stato teatro di morte. Le trincee feriscono ancora oggi le rocce, cosparse di schegge di bombe, proiettili di piombo e resti di gavette o di lanterne dei nostri soldati al fronte. Chi erano questi giovani? La guerra non guarda il nome sulla carta d’identità, né i traguardi raggiunti. Le fatiche e le gioie per conquistare un traguardo sul ring, in pedana, sul campo da calcio, in un circuito o sulla pista di atletica non hanno risparmiato a questi giovani gli orrori della guerra, dove la sfida principale, la vera vittoria, era la sopravvivenza.

sabato 14 febbraio 2015

L'infinita lotta contro gli operatori telefonici: dopo Telecom, ecco le furbizie di Wind...

Attenzione alle furbizie varie degli operatori telefonici. Vi segnalo quella recentissima di Wind, che ho scoperto stamattina. Ho scritto una mail all'Agcom, il cui indirizzo è info@agcom.it
Tempestate l'Agcom di segnalazioni quando necessario, perché se un'authority esiste, quell'authority deve essere informata e deve essere spinta ad agire e a dare risposte.
Da cittadino ne ho le tasche piene di gente che - a cominciare dallo Stato stesso e dagli enti pubblici, continuando a cascata con tutti gli altri - mi mette costantemente le mani nel portafoglio mentre io devo spaccarmi la schiena per campare a causa di un sistema iniquo come quello in cui viviamo.


Lo scorso 21 dicembre 2014 l’operatore telefonico Wind segnalava via sms la sua decisione unilaterale di cambiare le condizioni del servizio My Wind a partire dal 23/01/2015. Il servizio da quella data diventava a pagamento, con l’addebito di 19 centesimi di euro ogni sette giorni incluso quello di ricezione per ricevere un sms informativo su chi ha cercato l’utente qualora questi avesse il telefono spento o non fosse raggiungibile. Veniva inoltre comunicato, con lo stesso sms, che era possibile disattivare il servizio chiamando il numero 403020 entro il 22/01/2015.
Ho disattivato il servizio pochi giorni dopo la ricezione del messaggio e ampiamente prima della data di scadenza del 24/01/2015 e non mi sono più pervenuti sms fino all’11 febbraio 2015, quando il servizio è stato arbitrariamente riattivato da Wind per una prima telefonata ricevuta con telefono cellulare spento, arrivata la quale mi è stato immediatamente addebitato l’importo di 19 centesimi.
Dopo oltre un’ora di attesa ho scoperto questa mattina tramite il call center del servizio 155 di Wind che il servizio era stato appunto arbitrariamente riattivato. Dietro mie proteste, i 19 centesimi addebitatimi l’11 febbraio mi sono stati riaccreditati, ma il call center ha tenuto a specificare che s’è trattato di una procedura eccezionale e una tantum, per cui gli altri 19 centesimi addebitatimi fin qui per colpa di Wind non mi saranno mai rimborsati.
Si tratta di comportamento palesemente scorretto che l’Agcom dovrebbe vigilare e punire, per tutelare i cittadini da situazioni quali quelle sopra descritte o anche peggiori.
Grazie per l’attenzione, cordiali saluti e buon lavoro

venerdì 13 febbraio 2015

Gianluca Paciucci: "Rictus delle verità sociali" è in libreria


Infinito edizioni novità in libreria


(€ 10,00 – pag. 96)
Di Gianluca Paciucci

Prefazione di Francesco Improta


Quando un essere umano rifiuta l’orrore, qualcosa che è impossibile da accettare o da far presente alla memoria, spesso rimuove il dolore e il suo ricordo, ingannando se stesso e la sua mente per poter vivere e andare avanti. Il gesto, quindi, è quello del chiudersi in se stessi, di “non guardare” e di fuggire lontano. È qui, però che sta la forza impavida dei poeti.
Nel libro Rictus delle verità sociali Gianluca Paciucci, poeta fortiniano, riversa in una prorompente e roboante poesia, gridata e urlata ad alta voce, una cruda denuncia contro gli orrori del presente. Nei suoi versi il lettore si scontra con tematiche sociali scottanti e scomode, dai corpi degli immigrati, che popolano di sangue e cadaveri il nostro mare, alla contenzione dei malati psichiatrici, ai mattatoi dei centri di identificazione e di espulsione italiani, alle morti violente nelle carceri, facendo riferimento a fatti di cronaca vera e recente.
All’umanità che non vuole vedere e che si nasconde dietro una maschera di ipocrisia, Paciucci risponde con una potente espressione di atroce fissità del viso, il rictus appunto, e con una serie di immagini scattate da Guido Penne, dove la fragilità e la forza della nudità del corpo esprime l’eterna battaglia dell’uomo, in bilico tra luce e tenebre.
Come quella di Franco Fortini, anche la poesia di Gianluca Paciucci è poesia civile, permeata da una passione profonda e da una straordinaria lucidità, in cui si ritrovano istanze contrapposte: Etica ed Estetica; Marxismo e Cristianesimo; Onirismo e Pragmatismo, un fiume magmatico che scorre e ribolle in queste pagine”. (Francesco Improta)

giovedì 12 febbraio 2015

Mille sfumature di che?!? Ecco un vero romanzo erotico d’autore, firmato Sabas Martin

In occasione della festa degli innamorati, il 14 febbraio ci associamo a due bellissime iniziative, mondiali e nazionali. La prima è One Billion Rising, da un’idea di Eve Ensler, scrittrice del libro I monologhi della vagina: anche quest’anno, per la terza volta, le donne si alzeranno in un coro di danze da ogni parte del mondo per dire il loro no a stalking e violenza.
La seconda iniziativa è Piazzate d’Amore #LoStessoSì, un modo originale per dire che l’amore è uguale per tutti. In 26 piazze italiane ci sarà un’invasione di  cuori rossi con al centro il simbolo “=” per dire no all’odio e rispondere a certe “manifestazioni in piedi” di recente memoria.
In aggiunta, vista la recente attenzione a una serie di amorose sfumature più o meno colorate, nel giorno in cui esce al cinema la trasposizione di uno dei tanti romanzetti americani pompati ad arte dai media, vogliamo regalarvi un assaggio di un vero romanzo erotico, un capolavoro che proviene dalle Isole Canarie. Il libro si intitola I lavori di Ester, del grande Sabas Martìn, di cui siamo l’unica casa editrice di riferimento in Italia. Una sapiente fusione di ironia ed erotismo in un libro tutto da godere con l’eleganza che solo la letteratura verace sa dare.

martedì 10 febbraio 2015

"I bastardi di Sarajevo" secondo lo scrittore Daniele Zanon


"I bastardi di Sarajevo” è un testo sorprendente. Innanzitutto a sorprendere è il modus narrandi e la maestria con cui Luca Leone riesce a tenerlo dall’inizio alla fine. Più essenziale di quanto non lo sia una sceneggiatura, lo sviluppo dei fatti si affida unicamente alle battute fra i personaggi. Le immagini necessarie a comprendere dove si è e cosa succede sono tutte nelle loro parole. Dialogo assoluto dalla prima all’ultima pagina, dunque. Questo procedere, paragrafo dopo paragrafo, in un fiume in piena di botta e risposta, senza la minima didascalia descrittiva, rende la lettura veloce, gradevole, accattivante.
L’aspetto che più si apprezza nella lettura del romanzo è l’equilibrio con cui tutti i pezzi si tengono insieme. Equilibrati sono i piani dove si muovono i “bastardi” della storia. Una sceneggiatura ben pensata, organizzata, solida. E soprattutto equilibrato è il linguaggio, crudo quando deve, senza eccedere però in quella volgarità gratuita che è scorciatoia degli scrittori che non sanno scrivere e tentazione irresistibile per molti, pur bravi, che decidono di raccontare di un mondo tanto maledetto.
Luca Leone nei momenti in cui si trova costretto, dal suo stesso plot, a eccedere, ci regala la sensazione che sia volgare e bastardo il personaggio che parla, e non lo sia la penna dello scrittore. È sottile questa differenza e pare cosa da poco, ma è uno di quei sapori che contribuiscono a fare di una buona storia, e questa lo è, una storia ben scritta. Di questi tempi, non è cosa facile da trovare.

Daniele Zanon

I grandi gruppi editoriali all’attacco della legge Levi

Pubblico qui il comunicato diffuso dall'Osservatorio degli editori indipendenti (Odei), di cui Infinito edizioni, casa editrice che ho co-fondato e di cui sono direttore editoriale, è socio fin dalla fondazione.

Fra le pieghe del ddl sulla Concorrenza che approderà in consiglio dei ministri il 20 febbraio c’è una sorpresa davvero spiacevole per gli editori e le librerie indipendenti. Una “manina”, allo stato attuale dei fatti ancora anonima, ma facilmente identificabile seguendo la logica del “a chi conviene” ha infilato nel provvedimento (articolo XX) alcuni emendamenti che sostanzialmente abrogano la legge che regolamenta lo sconto sul prezzo dei libri. Cancellando in particolare il limite del 15% per lo sconto.
Se approvata, l’abrogazione della legge Levi farebbe ritornare di colpo il mercato editoriale alla legge del più forte, con le librerie di catena invase da libri a sconti praticabili solo dai grandi gruppi editoriali, gli unici che, anche grazie alle concentrazioni “verticali” (la stessa proprietà ha case editrici, distribuzione e librerie), si possono permettere questo tipo di offerta. Un colpo mortale per gli editori indipendenti (che già hanno margini risibili per sopravvivere) e per le librerie indipendenti. Un nuovo, grave elemento di distorsione della concorrenza nel mercato editoriale. Di fatto una ulteriore riduzione del pluralismo editoriale e culturale.
Per questo Odei, L’Osservatorio degli editori indipendenti:
– denuncia con forza il tentativo di eliminare l’unico, per altro ancora insufficiente, provvedimento che limita lo strapotere delle grandi concentrazioni editoriali.
– invita il governo e tutte le forze politiche a opporsi al tentativo di allontanare l’Italia dall’Europa (basta confrontarsi con le legislazioni sul prezzo dei libri di Francia, Germania, Spagna e molti altri paesi Ue).
– annuncia che in occasione di “Book Pride”, la prima fiera dell’editoria indipendente, in programma a Milano dal 27 al 29 marzo, presenterà una propria bozza di proposta di legge per rafforzare la difesa della bibliodiversità e la possibilità di sopravvivenza di piccoli e medi editori di qualità e delle librerie indipendenti.
info@odei.it | www.odei.it

sabato 7 febbraio 2015

Bosnia: anniversari, bavaglio alla libertà d'espressione in Rs e aggiornamenti sulle alluvioni

Ricevo e pubblico molto volentieri perché è importante sapere, a maggior ragione in questo momento in cui in Bosnia Erzegovina la libertà di stampa è sotto minaccia, come ho denunciato recentemente ne “I bastardi di Sarajevo”, che è sì un romanzo, ma lo è solo di facciata, perché tutto quel che c’è là dentro è molto più che vero. Mantengo anonima la fonte per questioni di sicurezza della medesima.

Oggi, sabato 7 febbraio, è il primo anniversario della protesta sociale degli studenti e dei disoccupati. Oltre ai palazzi incendiati, non è rimasta alcuna traccia di cambiamento. Sui social network si cerca di invitare a una nuova manifestazione, però a giudicare da tutto non si farà niente. Giovedì 6 febbraio nella Republika Srpska è stata approvata una legge in base alla quale anche i social network sono da considerarsi spazio pubblico e sono state previste le pene qualora alle autorità non dovesse piacere quello che i cittadini scrivono. Nonostante la condanna da parte di tutti quelli che ci tengono alla libertà d’espressione, è come se a loro non riguardasse.

venerdì 6 febbraio 2015

6 febbraio, Giornata mondiale contro l’infibulazione e le mutilazioni genitali femminili


Le mutilazioni genitali femminili (MGF), sono pratiche tradizionali che vengono eseguite principalmente in 28 paesi dell'Africa sub-sahariana, per motivi non terapeutici. Tali pratiche ledono fortemente la salute psichica e fisica di bambine e donne che ne sono sottoposte.
L’Organizzazione mondiale per la Sanità ha stimato che siano già state sottoposte alla pratica 130 milioni di donne nel mondo, e che 3 milioni di bambine siano a rischio ogni anno. Il 6 febbraio si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro l'infibulazione e le mutilazioni genitali femminili, che, purtroppo, conoscono una serie di declinazioni e specificità.
Tutte queste mutilazioni ledono gravemente sia la vita sessuale sia la salute delle donne, ed è a tutela di queste ultime che si adoperano i movimenti per l'emancipazione femminile, soprattutto in Africa.
Le mutilazioni genitali femminili hanno gravissime conseguenze sul piano psicofisico, sia immediate (con il rischio di emorragie a volte mortali, infezioni, shock), sia a lungo termine (cisti, difficoltà nei rapporti sessuali, rischio di morte nel parto sia per la madre sia per il nascituro).
Per ricordare questa data regaliamo un estratto dal libro di Emanuela Zuccalà dal titolo Donne che vorresti conoscere in cui si affronta questo tema.

Il grande albero protettore delle sue notti di paura sta ancora lì, a presidiare i sentieri dell’infanzia. Nice l’osserva con antica gratitu­dine, forse pensando che l’acacia sia l’unico personaggio rimasto inerte in questa savana ventosa nel sud del Kenya, sorvegliata dal Kilimanjaro che appare e scompare dietro la corsa delle nuvole.

La neve boicotta l'incontro di oggi a Bologna con "I bastardi di Sarajevo"... ma ci rifaremo!

Causa questa situazione meteo (a Formigine siamo intorno al mezzo metro di neve) tra Modena e Bologna, con dispiacere devo comunicare che la presentazione di questa sera a Bologna, al Millenium, è rinviata. Appena possibile comunicheremo la nuova data.
Mi diceva simpaticamente una delle organizzatrici, l'instancabile e sempre positiva Elvira, che questa mattina una ragazza bosniaca residente a Bologna l'ha chiamata dicendole: "Ma come, rinviate l'iniziativa per una nevicata come questa? Da noi in Bosnia è una spruzzata di neve...! Figurati se a Sarajevo o a Tuzla rinvierebbero un incontro per qualche decina di centimetri di neve!".
Di fronte a questa evidenza ti cade bovinamente la mascella in avanti e non puoi far altro che incassare la staffilata e soffrire in silenzio... E quindi siamo qui a doverci scusare e a chiederci se il meteo l'abbia fatto apposta o se, per pura sfiga, due mesi fa siamo andati a centrare proprio la data dell'unica mega-nevicata del 2015.
Mi consolo col fatto che dopo quattro ore di black-out è tornata la corrente elettrica e che tre ore e mezzo di spalata mi ha reso ormai scultoreo alla stregua di un mister muscolo dei fumetti. Potremmo fare un calendario...
Buona neve a chi è nelle nostre condizioni, buon sole a chi ha la fortuna di averne. E da Bologna presto arriveranno notizie per recuperare l'incontro di oggi.

giovedì 5 febbraio 2015

La guerra di Bosnia studiata dai ragazzi della terza media

 Ci sono poche parole da aggiungere alle due immagini che pubblico qui. Le ho scattate ieri sera al libro di storia in dotazione a mia figlia, ragazzina di terza media. L'editore è Mondadori. Il prezzo del libro lo potete vedere nella seconda foto.Trenta euro per un libro di storia scritto con i piedi, in cui in tre righe si risolve la guerra di Bosnia, e si fa passare Milosevic per dittatore mentre era stato regolarmente eletto dal popolo serbo, sulla scia della crescente e violenta ondata di nazionalismo cavalcata e anzi proprio rinfocolata da "Slobo" il carnefice di Bosnia e delle Krajine.

Oggi va così...


La luce dell’Est… - John Doe su "I bastardi di Sarajevo"


di Luca Leone/Hohn Doe
Vi propongo la recensione a “I bastardi di Sarajevo” di un amico e omonimo che abbiamo recentemente pubblicato per Infinito edizioni sotto lo pseudonimo di John Doe. Il suo libro s’intitola “Solo come in area di rigore”. Luca/John si occupa di sport e lo fa (bene) come pochi in Italia. Il suo è un punto di vista sul libro molto duro e realistico. Mi piace molto ed è, dunque, un piacere pubblicarlo.

Non c’è niente di poetico né di malinconico tra le pagine. Non c’è una rima o una luce che dia adito a qualche speranza.
“I Bastardi di Sarajevo” è un romanzo bastardo.
Bastardo perché l’autore lo scrive interamente di dialoghi, spesso e volentieri fra due interlocutori, in modo tale da renderlo un finto romanzo scritto in terza persona ma che rimane sempre soggettivo, cambiano sì i punti di vista ma il risultato è sempre il pensiero dell’uno.
Bastardo perché il sentimento che prevale è l’egoismo, di tutti i personaggi, anche di chi si ritiene filosofo o innamorato o amato. L’egoismo aleggia sopra tutto e tutti tranne per chi personaggio non è ma compare per caso tra le righe.
Bastardo infine perché leggendo ti accorgi che nessuno al mondo parlerebbe come quei personaggi, nessuno farebbe dialoghi in quel modo su temi di politica, religione, storia. La gente parla d’altro eppure il tutto risulta estremamente vero e crudo come ti aspetti da quell’Est che ha subìto la storia, non l’ha fatta e che non riesce in nessun modo e in nessuna maniera a scrollarsi di dosso una guerra enorme e vorace di una crudeltà troppo spesso sottovalutata.
E da quelle macerie non può che rimanere egoismo proprio come un cane bastardo che lotta ogni giorno per vivere, che se ne frega del mondo che lo circonda perché la morte può arrivare da qualunque parte in qualunque momento, anche dal cane che ti cammina affianco e lusso è poter pensare un secondo più in là del prossimo.
Complimenti al mio omonimo che riesce ad andare oltre la cortina del luogo comune su tutto ciò che è ex Jugoslavia ma soprattutto riesce a farlo fare a chi legge, che inevitabilmente resta colpito dalla luce dell'Est.
I Bastardi di Sarajevo - Luca Leone
Infinito edizioni, Roma 2014

martedì 3 febbraio 2015

Serbia-Croazia-Bosnia: quando le sentenze dell’Aja paiono fatte con la fotocopiatrice…

Lo scorso 2 febbraio 2015 la Corte di giustizia internazionale dell’Aja ha emesso una sentenza su una doppia denuncia relativa ai fatti delle Krajine e al conflitto serbo-croato del 1991-1995. La prima denuncia era stata presentata nel 1999 da Zagabria ai danni della Serbia, la seconda nel 2000 da Belgrado contro la Croazia. In tutte e due le denunce i governi dei due Paesi chiedevano alla Corte di riconoscere la fattispecie del genocidio nelle atrocità commesse dai militari e paramilitari agli ordini degli uni ai danni dei civili degli altri.
Il conflitto tra Croazia e Serbia costò la vita a ventimila persone, oltre ad aver ingenerato violenze e disumanità d’ogni sorta.

lunedì 2 febbraio 2015

E-book Infinito edizioni e Iva: da lunedì 2 febbraio 2015 ribasso dei nostri prezzi dal 9 al 40%

Il 2015 si è aperto con una piccola buona notizie per l’editoria italiana: l’Iva sugli e-book è passata dal 22% al 4%. Abbiamo sostenuto la campagna #unlibroèunlibro su Twitter e su Facebook partecipando con un’intervista ai nostri direttori Maria Cecilia Castagna e Luca Leone e spiegando ai lettori cosa sarebbe effettivamente cambiato nel caso in cui la riforma fosse passata.
Siamo ora in grado di annunciare ai nostri lettori che a partire da lunedì 2 febbraio 2015 i prezzi di listino dei nostri e-book si abbasseranno dal 9% al 40%. Lo sconto minimo sarà di 50 centesimi, fino a uno sconto massimo di 5 euro dal prezzo di partenza con l’Iva al 22%. Abbiamo infatti approfittato della rimodulazione dell’Iva anche per rivedere i prezzi di tutti i nostri e-book, cercando di ribassarli tutti il più possibile. Per questa ragione abbiamo impiegato un paio di settimane di troppo per procedere con questa comunicazione. A questo si aggiunga la necessità d’intervenire su ogni singolo libro, sia sul nostro sito che sugli store nazionali e internazionali, per variare i prezzi “pezzo per pezzo”: un lavoraccio! Infine, non di poco conto è stata la sgradita e sgradevole “visita” dei ladri nella nostra redazione, che ci ha ulteriormente rallentato. Ora siamo finalmente pronti, scusandoci per il ritardo.
I nostri e-book saranno quindi più economici sia su tutti i principali store online sia direttamente sul nostro sito www.infinitoedizioni.it
Anzi, sul nostro sito proporremo in alcuni casi prezzi ancor più bassi che non sugli store online, per venire ancora più incontro alle giuste esigenze di risparmio e di qualità dei nostri lettori.

Srebrenica, ergastolo in appello per due ex alti ufficiali serbo-bosniaci

Il Tribunale penale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Tpi) ha condannato in appello all’ergastolo l’ex aiutante colonnello Vojadin Popović e l’ex colonnello Ljubisa Beara per cospirazione a scopo di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità in riferimento al genocidio di Srebrenica (11-15 luglio 1995). I due ex militari ai tempi del genocidio erano entrambi in forze all’esercito serbo-bosniaco, sotto il diretto comando del generale Ratko Mladić, il boia di Srebrenica, attualmente ancora in attesa, all’Aja, di sentenza di primo grado. Secondo la corte, i due ex ufficiali hanno deliberatamente individuato e annientato gruppi di bosniaci musulmani in base alla loro appartenenza nazionale e religiosa.
I giudici hanno inoltre respinto l’appello di altri ex militari serbo-bosniaci, confermando la condanna a 35 anni di carcere per Drago Nikolić e a 13 anni per Vinko Pandurević. Un quinto serbo-bosniaco, Radivolge Miletić, si è invece vista ridotta la condanna da 19 a 18 anni di carcere.
A Srebrenica nel luglio 1995 furono trucidate oltre 10.000 persone, in gran parte di sesso maschile e d’età compresa tra i 12 e i 76 anni.

L'editore consiglia: "Cascina Novecento", il nuovo splendido libro di Gioacchino Allasia


Infinito edizioni presenta come novità in libreria:

(€ 13,00 – pag. 160)
di Gioacchino Allasia
Prefazione di Amasi Damiani, introduzione di Luigi Botta


L’Italia del secondo dopoguerra è un mondo puro, rustico e contadino. Nella vita di campagna c’è sempre tanto da fare e tutti lavorano alacremente per arrivare alla fine della giornata, quando la famiglia, spesso allargata, si riunisce a tavola e, nel silenzio turbato solo dal crepitio del fuoco, ognuno consuma il proprio pasto.
In Cascina Novecento Gioacchino Allasia ci fa sentire il profumo della polenta cucinata nel grande paiolo in cortile e assaporare il pesce pescato nel fiume con una canna da pesca costruita dallo zio Gianni. Ciò che affascina è come questi ricordi, veri e autobiografici, si facciano strada nella mente dell’autore a Boston, dove negli anni ’80 Allasia aveva tentato di aprirsi nuove strade per il futuro.