Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
Il nuovo libro di Luca Leone, nelle librerie e negli store online. Compralo su www.infinitoedizioni.it

lunedì 31 marzo 2014

Angiolina Jolie a Srebrenica...

Molta stampa italiana ha scritto, negli ultimi giorni, che l'attrice "Angelina Jolie è andata a visitare il cimitero di Srebrenica ed è scoppiata in lacrime". A parte il fatto che il memoriale di Potocari dedicato alle vittime del genocidio di Srebrenica non è un cimitero (ma i giornalisti italiani da anni litigano con le parole e non ricevono uno straccio di aggiornamento professionale che ridia decenza a questo mestiere, al quale oramai hanno accesso quasi esclusivamente figli di papà semi-analfabeti che hanno fatto costose scuole o ragazzi in gamba sfruttati nel nome di una passione che diventa una gabbia infernale, pagati 3-5 euro ad articolo) ma, per l'appunto, un memoriale, la cosa che più fa riflettere è che solo le lacrime di una bella donna, nota attrice e aspirante regista, riescano a svegliare il torpore dei media nostrani. Sono quasi due decenni che ogni anno migliaia di persone si recano a piangere a Srebrenica. E sono quasi due decenni che le mogli, le figlie, le sorelle, le mamme delle 10.701 persone torturate e ammazzate a Srebrenica piangono tutti i giorni, non solo nel ricordo dei cari uccisi e inumati in fosse comuni ma anche a causa della rimozione di questa tragedia europea di cui cinquecento milioni di europei sono colpevolmente "vittime". Quelle donne piangono da quasi due decenni per la tragedia che hanno subìto. Piangono per la giustizia che loro e i loro cari non hanno mai ricevuto (e mai riceveranno). Piangono per essere state dimenticate - loro e i loro morti - dall'Europa bugiarda e ipocrita.

venerdì 28 marzo 2014

Sfoghi editoriali in un Paese impossibile seduto su un pozzo di petrolio (o di merda?)

Vengo da una settimana editorialmente difficile, non lo nego. Per questo butto giù queste poche righe di sfogo, che vogliono essere una sfida a chi certe cose non ha il coraggio di dirle, eppure vanno dette.
Provo a mettere in fila alcune “perle editoriali” che più, tra le altre, mi hanno fatto riflettere.
  1. Una realtà che organizza validi corsi di preparazione all’ingresso dei giovani in questo mondo orribile che è l’editoria mi propone di tenere una lezione. Mi offrono cento euro lordi per tre ore di lezione. Accetto soprattutto perché mi piace stare a contatto coi giovani, provare a trasmettere loro quel poco che so. Ma non ho capito che il viaggio di andata e ritorno da Modena a Roma è a mio carico, così come ogni altro tipo di spesa, incluso il panino che, per motivi di salute, comunque non potrei mangiare. Provo a mediare e chiedo che almeno i cento euro siano netti, perché così almeno non sarei andato in perdita, costo dei biglietti alla mano, ma più o meno in pareggio. Mi viene risposto che non si può assolutamente fare. Bene, ritiro la mia disponibilità e mi chiedo: ma qualche manager di Stato (normalmente incompetente e discretamente raccomandato) farebbe tre ore di corso di alto livello gratis? Io credo nessuno. Magari di fronte a una proposta del genere minaccerebbero di andarsene in Svizzera (e venisse presto quel giorno…). E allora perché viene chiesto a un professionista che vive solo del suo lavoro di gettare alle ortiche un intero giorno di vita e di lavoro per… rimetterci di tasca sua? Succede solo in editoria ma è in linea col Paese...

martedì 25 marzo 2014

Libri e Bosnia: è giunto il giorno della copertina di I.B.D.S.

In una giornata trascorsa tra posta elettronica e bozze di libri, abbiamo trovato il tempo in casa editrice per cominciare a studiare la copertina del mio nuovo libro, che dovrebbe uscire il prossimo ottobre, se riuscirò a completarlo in tempo. Voglio tenere il massimo riserbo su tutto perché tengo troppo a questo progetto e prima di sbilanciarmi voglio essere sicuro. Sono a metà libro, all'incirca, e sono molto soddisfatto. L'hanno letto due sole persone - persone ipercritiche e molto preparate - fin qui, e mi hanno detto parole importanti.
Il titolo non lo posso e voglio ancora dire, perché è un titolo tosto, molto tosto, direi decisamente duro, come tutto il libro. Puntato viene così: I. B. D. S. Si parla ancora di Bosnia Erzegovina, come credo non sia mai stato fatto. Né relativamente al taglio né relativamente al linguaggio né, infine, relativamente al soggetto. La mia ambizione è far capire in modo definitivo come funzionano le cose lì per capire come funzionano le (stesse) cose qui. E, al contempo, voglio sperimentare una forma narrativa difficile, inusuale e travolgente. Se ci riuscirò, sarà una grandissima sfida vinta.
Se avete letto i miei "Srebrenica. I giorni della vergogna" o "Bosnia Express" o il mio adorato "Mister sei miliardi"... beh, il libro a cui sto lavorando è mille miglia più avanti: ancora più diretto, ancora più netto, ancora più cattivo, ancora più sincero. Ancora più spietato. E, mi dice chi lo ha letto, ancora più bello. E siccome ho voglia e bisogno di credere che sia così, vi lancio la sfida: ditemi se è vero, quando uscirà. E intanto, se avete voglia, provate a decifrare il titolo e a lanciarmi qualche provocazione attraverso la mia pagina Facebook o attraverso il mio nuovissimo account Twitter (che ho capito come funziona ma ho una sorta di terrore sacro a cominciare a usare).
Più avanti, a copertina completata, ve la mostrerò in anteprima e svelerò il segreto del titolo "cattivo", anzi cattivissimo. A meno che, nel frattempo, qualcuno non indovini... Allora, mi toccherà capitolare e svelare tutto in anticipo.
E ancora, mi chiedo: servono una prefazione e un'introduzione oppure stavolta è meglio andare subito al sodo, subito alla lettura del libro?
I. B. D. S., spero in libreria da metà ottobre (se riesco a incollarmi alla sedia)!

lunedì 24 marzo 2014

Lo shelfie del lunedì

Il nuovo shelfie è dedicato alle anteprime di marzo della Infinito edizioni, tre libri splendidi:
- Daniele Scaglione, Françoise Kankindi, "Rwanda, la cattiva memoria";
- Alessandro Meluzzi, "Crimini e mass media";
- Lucilio Santoni, "Fusa e parole tra umanità e gatti".

venerdì 21 marzo 2014

"La mia vita senza di me", la nuova sfida di Jasmina Tešanović (e mia)

Oggi, 21 marzo 2014, oltre che primo giorno di primavera è per me una data importante perché ho portato a compimento una sfida che mi è costata gran fatica ma mi ha dato immense soddisfazioni. Mezz'ora fa è andato in stampa il nuovo libro di Jasmina Tešanović, "La mia vita senza di me", che uscirà a metà aprile per la casa editrice Infinito edizioni (di cui sono direttore e cofondatore). Un anno di bellissimo lavoro per curare dalla prima all'ultima parola un grande libro di una grande scrittrice - ma anche regista, attrice, cantante, attivista politica e per i diritti sociali - già uscito in Serbia (nel dicembre 2013) e in procinto di essere pubblicato negli Stati Uniti.
Questa che vedete è la gotica copertina che abbiamo realizzato per il libro, di cui prossimamente vi racconterò di più. Quel che mi sento di anticipare è che è un grande lavoro che racconta una quarantina d'anni di Jugoslavia e di Serbia dall'interno, come forse nessuno ha mai saputo fare finora.
Spero vorrete leggere questa grande fatica letteraria, capace di divertire, informare, commuovere, indignare.

lunedì 17 marzo 2014

Intervista su "Fare editoria" e sull'editoria italiana al Gr Parlamento Rai

Facendo clik qui potete ascoltare o scaricare l'intervista che ho rilasciato sabato 15 marzo ad Alessandro Forlani del Gr Parlamento Rai sullo stato dell'editoria italiana e, perché no, sul mio libro FARE EDITORIA.
Spero che il piccolo contributo possa servire ai lettori, agli operatori del settore e ai politici per capire in quale terribile stato versa l'editoria italiana, una delle grandi ricchezze nazionali, trattata alla stregua di un cassonetto dell'immondizia. Se, come ha detto il nuovo ministro della Cultura, Franceschini, accettando l'incarico si è seduto di un pozzo di petrolio, speriamo che finalmente la politica cominci a lavorare per mettere a frutto questa enorme ricchezza nazionale, tutta, e non solo le poche grandi aziende dei soliti noti, come purtroppo sfacciatamente già avvenuto in passato.
Buon ascolto. E sempre buona lettura (leggere non nuoce alla salute e leggere bene espande gli orizzonti, aiuta a riflettere e persino a essere cittadini migliori!).

Lo shelfie del lunedì

Dedicato alla Festa del Papà, da Infinito edizioni.

giovedì 6 marzo 2014

Putin premio Nobel per la pace? Qualcuno lo spieghi ai ceceni, ai georgiani, ai bosniaci, ai siriani, ad Anna Politkovskaja…

La notizia oramai ha fatto più e più volte il giro del mondo: il tre volte presidente russo (e due volte primo ministro) Vladimir Putin (San Pietroburgo, 7 ottobre 1952) è candidato al premio Nobel per la pace. Abbiamo chiesto, come casa editrice Infinito edizioni, un commento a Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e quel che ha detto è stato semplicemente perfetto: “Le candidature ai Nobel riservano sempre delle sorprese. A volte, persino le decisioni su chi assegnarlo. Putin Nobel per la pace sarebbe un imbarazzante ossimoro”.
Un ossimoro, come ben sapete, è una figura retorica che gioca sull’accostamento di due termini di senso contrario tra loro. Nello specifico, l’ossimoro consiste nell’accostare la parola “Pace” al nome di Putin.

martedì 4 marzo 2014

Giovedì 6 marzo a Bologna documentario e dibattito sulla Bosnia

Giovedì 6 marzo, alle ore 20,00, a Bologna, interverrò alla proiezione del documentario “Stolica/Sedia” di Elisabetta Lodoli, che si terrà presso il Cinema Lumière, Cineteca di Bologna, via Azzo Gardino, 65.

“Stolica/Sedia” (c’è una sola parola per “sedia” in bosniaco, croato e serbo) è un documentario che intreccia le storie di uomini e donne, anziani e giovani, a cui é accaduto di vivere su differenti sponde durante la guerra in Bosnia del 1992-1995. Il trattato di pace di Dayton ha però accettato la creazione a tavolino di una divisione etnica e religiosa tra i gruppi nazionali che vivono in Bosnia Erzegovina e, venti e più anni dopo l’inizio della guerra, chi è sopravvissuto sta ancora lottando per la definizione della propria identità. Strutturate attorno all’idea della trasformazione del conflitto, queste storie di vita sono la testimonianza di ferite ancora aperte e del puzzle di un Paese ancora diviso e lacerato nel quale, però, c’è chi resiste e lavora per costruire un futuro possibile per le prossime generazioni. Il trailer del documentario è a questo indirizzo: https://vimeo.com/68577562
Dopo la proiezione del film, la cui durata è di circa sessanta minuti, ci sarà un dibattito tra me, la regista Lodoli e Raffaella Lamberti (associazione Orlando).

Bosnia e Balcani, alcuni prossimi appuntamenti

Qui di seguito riporto alcuni appuntamenti già in fase avanzata d'organizzazione per i giorni e i mesi a venire.

Marzo 2014:
- giovedì 6 marzo, BOLOGNA, proiezione del documentario “Stolica/Sedia” di Elisabetta Lodoli, Cinema Luymière, Cineteca di Bologna, Piazzetta Pasolini 2/B, ore 20,00; intervengono Elisabetta Lodoli e Raffaella Lamberti (associazione Orlando);
- lunedì 17 marzo, PIEVE DI CENTO, scuole con Matteo Pagliani per l’associazione Adottando.
Aprile 2014:
- mercoledì 17 aprile, CASTEL D'ARGILE, scuole con Matteo Pagliani per l’associazione Adottando.
Maggio:
- giovedì 8 maggio, Casoria (NA), in definizione;
- mercoledì 14 o giovedì 15 maggio, BOLOGNA, intervento a cena per finanziare attività di Tuzlanska Amica a Tuzla, Bosnia, in definizione;
- domenica 25 maggio, BOLOGNA, pranzo sociale di Adottando e intervista a Jasmina Tešanović sul suo nuovo libro “La mia vita senza di me”.

Per proporre nuove presentazioni:
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lu.ne@libero.it
facebook: Luca Leone