Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
Il nuovo libro di Luca Leone, nelle librerie e negli store online. Compralo su www.infinitoedizioni.it

martedì 30 dicembre 2014

Per "I bastardi di Sarajevo" la recensione di un professore, lo storico e scrittore Ugo Mancini


Ne I bastardi di Sarajevo, Luca Leone riassume le lacerazioni, i drammi e le miserie che ancora oggi gravano sulla popolazione della Bosnia Erzegovina, a causa di una pessima politica che ha dato al Paese prima una guerra e poi un dopoguerra cui non sembra voler porre fine.
Attraverso un’abile regia, in un alternarsi di quadri, Leone snoda storie che concorrono a rappresentare la Bosnia come una sorta di laboratorio politico dell’orrore; come il delirante risultato del trionfo di nazionalismi che hanno diviso sul piano religioso comunità che in precedenza non avevano la tendenza a litigare su Dio; come inquietante prospettiva di ciò che potrebbe diventare l’Italia, ormai da un ventennio vittima di artificiose divisioni tra il “noi”, che il politico trionfante di turno ogni volta esibisce orgogliosamente, e quel “loro” con cui contestualmente indica in maniera demagogica e denigratoria tutti gli altri.
La Sarajevo ritratta da Leone non vive attraverso le sue strade, i suoi edifici e i suoi monumenti. Sembra piuttosto un’anima che vive e palpita attraverso i drammi e le delusioni di chi la popola e che sopporta come un corpo estraneo quella pessima politica che l’ha ridotta a un cumulo di macerie morali e materiali.
È una città che mostra i segni e la sofferenza di tante vite scandite da un prima, un durante e un dopo la guerra, di tante vite segnate irreversibilmente dalla violenza, dal fanatismo e dall’odio di cui si è alimentata una guerra voluta da nazionalismi in cerca di una nazione e da fanatici identitari in cerca di un’identità.

mercoledì 24 dicembre 2014

Bosnia, se la scopata di qualche adolescente in gita fa più notizia di corruzione e fame

La stampa italiana sta insistendo da giorni su una vicenda ben più che minore accaduta qualche tempo fa in Bosnia Erzegovina: una scolaresca va in gita di cinque giorni a Sarajevo e sette delle ragazze partite tornano incinte. La stampa locale ne ha parlato perché fa effetto e fior di sociologi bosniaco-erzegovesi hanno impiegato ore e ore di diretta televisiva per raccontare una cosa che già tutti sappiamo, ovvero che l’età dei primi rapporti sessuali si è abbassata, e non solo in Bosnia, bensì in tutto il mondo. Ci sono associazioni serie stanno lavorando per questo in Bosnia, come Tuzlanska Amica, che da anni denuncia il problema dei rapporti sessuali e dei matrimoni precoci e che, in silenzio, lavora utilizzando l’unico strumento possibile e utile in questi frangenti: la cultura.

martedì 23 dicembre 2014

On line il nuovo catalogo 2004-2015 Infinito edizioni

Con un colpo di mano che sa quasi di colpo da fine impero, è finalmente on line il nuovo catalogo Infinito edizioni 2004-2015, per una volta incredibilmente in anticipo sui tempi.
Il catalogo contiene tutti i nostri titoli cartacei fino al febbraio 2015 incluso. Il prossimo anno aggiorneremo il catalogo anticipando sempre di almeno un bimestre le pubblicazioni (o almeno così ci prefiguriamo di fare, poi si sa che... insomma, promettiamo di mettercela tutta!).
Buone feste, buona lettura e... buon catalogo!
Per scaricare e/o visionare il catalogo, fai clik qui!

Ne parlano i lettori: "I bastardi di Sarajevo" secondo Sabrina Servucci da Milano


Ho comprato “I bastardi di Sarajevo” per conoscere meglio Luca Leone, di cui intuivo la competenza, la capacità di scrittura giornalistica e narrativa e l’umanità appassionata, ma soprattutto per esplorare zone del mondo e squarci di storia a me sconosciute. Man mano che la lettura del libro è entrata nel vivo, questa voglia di recuperare informazioni e approfondimenti si è addirittura macchiata di una leggera “colpa”, per qualcosa di grave ed importante che è accaduto non lontano ma che i più, tra cui me, forse non sanno o non hanno degnato di sguardi adeguati.
Il romanzo, se così si può definire viste le storie dal sapore più che reale che in esso si intrecciano, mi è piaciuto veramente molto e non solo perché ben scritto. Mi è piaciuto immergermi in una realtà – quella della Bosnia e della sua capitale Sarajevo - che non conoscevo ed entrarci da più porte, tutte molto chiare ed eloquenti e, purtroppo, crude come il linguaggio che le esprime.
Si parla di guerra e di criminalità, di politica invasa di potere senza scrupoli, di umanità e di amore-odio per il proprio paese, di cultura offuscata da luoghi comuni e miseria, di donne abusate, di malattia espressione di sofferenza e impotenza, di italiani ignoranti ed arricchiti che pagando per giocare alla guerra, di voglia di ricostruzione e riscatto.
Alcune pagine mi hanno fatto piangere, ma di un pianto poco vicino alla commozione pura e semplice, un pianto liberato piuttosto dal sentimento di fratellanza che certe storie smuovono abilmente con la loro autenticità.
Qualcosa, poi, mi ha fatto anche ridere... come il personaggio di Yusuf che mi ha sorpreso totalmente! Una geniale trovata a riprova che la leggerezza aiuta in ogni circostanza, una valida e inaspettata boccata d’aria che l’autore è stato capace di regalare.

lunedì 22 dicembre 2014

La Republika Srpska di Bosnia ha il nuovo governo

Poco più di due mesi dopo le elezioni dello scorso 12 ottobre, la Republika Srpska di Bosnia (Rs) ha un nuovo governo. Il parlamento dell’entità a maggioranza serbo-bosniaca, che insiste sul 49 per cento circa del territorio nazionale bosniaco-erzegovese, ha infatti votato la fiducia con 44 voti a favore e 37 contrari al governo guidato da Željka Cvijanović – classe 1967, bionda ex insegnante di lingua e letteratura inglese oltre che già ministro per le Relazioni economiche e per la cooperazione regionale – che rappresenta in realtà una scelta di continuità voluta dal presidente ultranazionalista Milorad Dodik, poiché Cvijanović ha guidato l’esecutivo con cui la Rs è andata alle urne.

giovedì 18 dicembre 2014

Torino (oggi) e Cuneo (il 19/12) le ultime fermate del 2014 per "I bastardi di Sarajevo" (con appendice il 20...)

Aspetto gli amici piemontesi oggi a Torino e domani a Cuneo per le ultime due presentazioni del 2014. Sempre domani, a Cuneo, avrò il grande piacere di incontrare i ragazzi delle scuole superiori, esperienza che ripeterò il 20 a Torino. Poi anche "I bastardi di Sarajevo" si fermano per la pausa festiva di fine anno e tornano, più agguerriti che mai, nel 2015. Anno importantissimo. Ma ne parleremo più avanti.
Ci vediamo oggi a Torino e domani a Cuneo!!!



martedì 16 dicembre 2014

"I bastardi di Sarajevo": la recensione di Giulia e gli appuntamenti piemontesi

Scrive Giulia, una giovane lettrice, a proposito de I BASTARDI DI SARAJEVO:


“Le nostre femmine sono così. Palle grandi e cervello buono. Siamo noi maschi che non riusciamo a tenere il passo...e allora giù bastonate… ma prima o poi ci sgozzeranno tutti nel sonno... cazzo, faranno bene!!".
Queste sono le parole di uno dei protagonisti de "I bastardi di Sarajevo", il nuovo libro di Luca Leone.
La donna nominata in questione è Emina, ma per me è Zeljka.
Zeljka è la nostra interprete croata che ci aiuta ogni anno, durante il nostro campo di gemellaggio con la Bosnia Erzegovina, a capire le storie e le testimonianze di questo Paese.
Luca ha centrato il modo di essere di una vera donna bosniaca. Anche se il termine giusto forse è jugoslava perché, anche se ora il Paese è spaccato, al tempo erano una cosa sola.
Leggendo le parole di Luca puoi solo renderti conto di quanto siano pungenti e vere, di quanto tu possa appassionarti dei personaggi più vigliacchi che ti disgustano, anche solo per una loro parola,  ma allo stesso tempo creandoti curiosità nella lettura.

lunedì 15 dicembre 2014

Roma, Venezia e una signora che grida: “Italiani, vergogna!”…

Due città diverse, presentazioni dello stesso libro, “I bastardi di Sarajevo”, belle emozioni. Roma e Venezia. Città particolari, ferite da scandali più o meno recenti. La connection mafiosa romana da una parte. Lo scandalo del Mose dall’altra. Sempre la stessa consolidata storia: qualcuno ruba, la città subisce nuove ferite, i contribuenti onesti pagano. E giustizia forse sarà fatta, forse no. In Italia non è dato sapere. Quel che sappiamo è che tanto poi rispuntano sempre gli stessi nomi, o quasi, e che il “vizio” del furto è ormai diventato consolidato costume, a fronte di leggi assolutamente incapaci di stare al passo coi tempi e di impartire punizioni esemplari ai ladri.
Quel che rimane, però, spesso sono le piccole cose. A Roma, come ho scritto fu facebook qualche giorno fa, l’idea di essere presi in giro quando, alla reception dell’albergo, l’addetta si scusa spiegando che c’è da pagare di più perché “dal primo settembre 2014 la tassa di soggiorno è stata aumentata a quattro euro”. Sui giornali si racconta di furti di decine e decine di milioni, furti di denaro pubblico; e la tassa di soggiorno viene aumentata a quattro euro. Che pagano, come sempre, le persone oneste. È una quisquilia, ma ti senti preso in giro e ferito.
A Venezia, riecheggiano ancora nelle orecchie le parole di una signora anziana, sudamericana: “Italiani, vergogna”. Parole strillate perché, dopo essere stata “alleggerita” nel portafoglio per tutto il giorno in una città in cui il livello dei prezzi è così alto da apparire alla fine grottesco, a un certo punto non ce l’ha fatta più quando, nella stazione delle ferrovie dello stato, s’è ritrovata a dover inserire una moneta da un euro per poter accedere ai bagni pubblici. Sarà anche normale pagare 1.936,27 lire per fare una pisciata. Ma è “normale” perché ormai noi italiani siamo disposti ad accettare tutto, incapaci come siamo di ribellarci e di diventare popolo da quell’accozzaglia che siamo. Ma – che ne conveniate o no – 1.936,27 lire per liberare la vescica dopo aver dovuto pagare anche l’aria che hai respirato – perché a Venezia è così – alla fine è davvero troppo. Chiaro, siamo di fronte alla goccia che fa traboccare il vaso. Ma quel vaso prima o poi è destinato a incrinarsi, se ogni anno tanti veneziani se ne vanno dal centro storico. Di chi è Venezia? È di proprietà dei negozianti che fanno pagare cinque euro per una cioccolata calda fatta con la bustina? O dei corrieri che per consegnare un pacco chiedono un sovrapprezzo di 25 euro? Ma lo sapete che per farsi consegnare mille chili dalla Polonia bastano 17 euro e che per farsi arrivare dagli Stati Uniti lo stesso pacco che a Venezia richiede un sovrapprezzo di 25 euro servono pochissimi dollari? Eppure c’è molta più acqua in mezzo. Addirittura un oceano…
E allora sì: “Italiani vergogna”, la signora aveva ragione. Italiani vergogna perché oramai non riusciamo a indignarci più di fronte a nulla ma sappiamo solo chinare il capo e aprire il portafoglio, pur di vivere quietamente e non avere problemi.
Però per quanto potrà ancora andare avanti così? Siamo davvero sicuri che possa essere per molto?

venerdì 12 dicembre 2014

Venezia, 12 dicembre: "I bastardi di Sarajevo" sbarcano in laguna, sciopero permettendo

Nella speranza che lo sciopero generale non impedisca gli spostamenti, dovremmo poterci incontrare oggi, nel tardo pomeriggio, a Venezia per la chiusura di un'importante manifestazione sui Balcani e la conseguente presentazione de "I bastardi di Sarajevo".
A dopo.

martedì 2 dicembre 2014

“Beethoven”, un inno contro ogni rigurgito di nazi-fascismo in Europa

C’è una persona, un uomo, in questa povera Europa in preda a rigurgiti di nazionalismo, razzismo, localismo e nazi-fascismo, che da una trentina d’anni produce testi come quello qui sotto. Non lo fa con giri di parole. Scrive, tra l’altro:
The boots are back in town
When ignorance and fear
Are closing mouths and ears
The skins are on their way
Questa persona di mestiere – dopo aver fatto il lavapiatti e qualsiasi altra cosa onesta e onorevole – fa il musicista. Ha una delle voci più potenti d’Europa e, negli anni, è diventato un poeta di spicco nel panorama della poesia del suo Paese. La Germania. Un posto dove di nazismo se ne intendono. Purtroppo per tutti.
L’uomo in questione – che non avrò mai il piacere di conoscere personalmente ma che considero come un fratello dal 1983, un fratello a cui devo moltissimo – si chiama Hartwig Schierbaum. In Italia è sconosciuto sia col suo nome che con quello d’arte, con cui è invece arcinoto in buona parte del resto del mondo. Il nome d’arte è Marian Gold, e lui in Italia è famoso solo per un disco (Forever Young) e per tre o quattro canzoni, il tutto datato 1984. Un millennio orsono. Prima che cominciasse il medioevo in cui siamo precipitati. O forse era già cominciato ma non ce ne rendevamo ancora conto.

Roma, 3 dicembre: La libreria Arcadia ospita "I bastardi di Sarajevo"


"I bastardi di Sarajevo": la recensione di Sabrina da Cuneo e gli appuntamenti di dicembre


Caro Luca,
ho appena finito di leggere il tuo libro!
Ho pensato di scriverti subito perché mi è piaciuto molto!
Bravo veramente!
Purtroppo non sono riuscita ad iniziarlo prima della scorsa settimana, ho avuto un periodo un po’ complicato che non mi ha permesso di potermi dedicare in modo adeguato alla lettura. Appena ho potuto, però, mi ci sono buttata a capofitto!
Il libro scorre velocemente e devo dire che mi è piaciuta molto la scelta di raccontare più storie alternandole nella scrittura dei capitoli. Purtroppo per chi ama la Bosnia come noi è sempre difficile e doloroso leggere queste storie che purtroppo conosciamo, magari con nomi di persone diversi e in altre cittadine bosniache, ma la sostanza non cambia...
Un libro come questo è  sicuramente un modo per raccontare delle storie (vere o verosimili che siano) che probabilmente ancora qualcuno non sa, per dar voce a chi non è stato ascoltato da nessuno.
Aggressivo il linguaggio in alcuni capitoli ma assolutamente adeguato, meravigliosa la figura del Professore....
Grazie anche questa volta per le emozioni che hai saputo trasmettere a noi lettori!
Un forte abbraccio, ci vediamo il 19 dicembre qui a Cuneo!
A presto!
Sabrina

domenica 30 novembre 2014

Domenica 30 novembre, "I bastardi di Sarajevo" al Nome della Rosa di Giulianova


Le prossime presentazioni:

Novembre:
- domenica 30 novembre, GIULIANOVA, Circolo culturale Il nome della rosa, via Gramsci 46/a; modera Domenico Spina; organizza Il nome della rosa; ore 17,00.
Dicembre 2014:
- mercoledì 3 dicembre, ROMA, Libreria Arcadia, ore18,00; interviene Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
- giovedì 4-lunedì 8 dicembre, ROMA, Piùlibri Piùliberi, Palazzo dei Congressi dell'Eur, sarò per l'intera durata della manifestazione allo stand D15, piano terra, Infinito edizioni;

sabato 29 novembre 2014

Sabato 29 novembre, "I bastardi di Sarajevo" ad Ancona con Amnesty


Le prossime presentazioni:

Novembre:
- sabato 29 novembre, ANCONA, Casa delle Culture, ore 18.00; organizza Amnesty International Ancona, modera Paolo Pignocchi;
- domenica 30 novembre, GIULIANOVA, Circolo culturale Il nome della rosa, via Gramsci 46/a; modera Domenico Spina; organizza Il nome della rosa; ore 17,00.
Dicembre 2014:

venerdì 28 novembre 2014

Venerdì 28 novembre, "I bastardi di Sarajevo" a Cupra Marittima



Le prossime presentazioni:

Novembre:
- venerdì 28 novembre, SAN BENEDETTO DEL TRONTO, Scuola IPSIA, Viale dello Sport, 60, ore 9,00; introduce Mimmo Minuto;
- venerdì 28 novembre, CUPRA MARITTIMA (AP), sala consiliare del Comune di Cupra Marittima, piazza Libertà 11, ore 21,00; modera e organizza Lucilio Santoni;
- sabato 29 novembre, ANCONACasa delle Culture, ore 18.00; organizza Amnesty International Ancona, modera Paolo Pignocchi;
- domenica 30 novembre, GIULIANOVA, Circolo culturale Il nome della rosa, via Gramsci 46/a; modera Domenico Spina; organizza Il nome della rosa; ore 17,00.
Dicembre 2014:

mercoledì 26 novembre 2014

Giovedì 27 novembre, "I bastardi di Sarajevo" a San Benedetto del Tronto

Le prossime presentazioni:
Novembre:
- venerdì 28 novembre, SAN BENEDETTO DEL TRONTO, Scuola IPSIA, Viale dello Sport, 60, ore 9,00; introduce Mimmo Minuto;
- venerdì 28 novembre, CUPRA MARITTIMA (AP), sala consiliare del Comune di Cupra Marittima, piazza Libertà 11, ore 21,00; modera e organizza Lucilio Santoni;
- sabato 29 novembre, ANCONA, Casa delle Culture, ore 18.00; organizza Amnesty International Ancona, modera Paolo Pignocchi;
- domenica 30 novembre, GIULIANOVA, Circolo culturale Il nome della rosa, via Gramsci 46/a; modera Domenico Spina; organizza Il nome della rosa; ore 17,00.
Dicembre 2014:

martedì 25 novembre 2014

“I bastardi di Sarajevo”: nuova recensione di un lettore e presentazioni di fine novembre


Scrive Andrea, lettore romano de “I bastardi di Sarajevo”:

Ciao Luca, Ho appena terminato I bastardi di Sarajevo. Complimenti!!!!! Il mio amico fraterno, non solo per il comune amore balcanico, Giuseppe, mi aveva detto che l'avrei letto tutto di un fiato, ma non pensavo che le pagine si lasciassero (passami l'accostamento gastronomico) gustare così golosamente. Anche se, per chi come me ama i Balcani e a Sarajevo ci ha lasciato un po' più che il cuore, devo ammettere che la lettura è stata anche assai dolorosa (per i contenuti, non certo per lo stile). Tutte le volte che torno da quei maledetti luoghi meravigliosi insieme all'amarezza nel constatare che le cose non migliorano mai c'è una grande grandissima speranza che deriva dalle persone che in quei maledetti luoghi meravigliosi ci sono nate e ci vivono, nonostante i bastardi... ma che te lo dico a fare... è tutto nel libro ed è tutto dentro di te, si sente. Non vedo l'ora di incontrarti qui a Roma alla Fiera di inizio dicembre, dove tra l'altro già facemmo due chiacchere due anni fa... tu ti eri trasferito a Formigine da non molto e io e la mia compagna aspettavamo un bimbo... ora Federico ha due anni, è già stato due volte in Bosnia e Infinito edizioni continua a sfornare ottime letture. Idemooooo!!!!!!! Ancora complimenti, un abbraccio. Andrea”.

sabato 22 novembre 2014

Un Peter Gabriel immenso in concerto ieri a Bologna


Ieri sera ho avuto il piacere immenso e l’onore di assistere – per la quinta volta in vita mia – al concerto bolognese di Peter Gabriel.
Peter – artista a trecentosessanta gradi e per questo unico o quasi nel panorama contemporaneo – ha proposto dal vivo, in un concerto sold out, tutto lo storico album “So” (di cui festeggiamo il venticinquennale) e buona parte dei suoi successi. Oltre due ore di musica ad altissimo livello, con arrangiamenti, scenografia, luci, suoni perfetti.
Hanno accompagnato sul palco un Gabriel in forma smagliante e dalla voce sempre più graffiante i grandi amici di una vita oltre che impareggiabili artisti – l’immenso bassista Tony Levin, uno dei migliori al mondo e tra i pochi specialisti planetari di uno strumento incredibile che si chiama “Chapman Stick”; il grintoso e pulitissimo chitarrista David Rhodes; il tastierista e polistrumentista David Sancious; il batterista e percussionista Manu Katché – cui si sono aggiunte due magnifiche cantanti e polistrumentiste svedesi, Jennie Abrahamson e Linnea Olson, che hanno scaldato il pubblico come “spalle” con le loro voci struggenti e potenti e poi si sono esibite al fianco di Peter come coriste e strumentiste, in particolare con un meraviglioso violoncello.

giovedì 20 novembre 2014

Telecom, la Saga: il mistero della durata di 24 ore e di certe forbici malandrine...

Nuova puntata delle disavventure della Infinito edizioni con l’ex monopolista telefonico Telecom Italia, dopo i danni da noi subiti – e ovviamente mai ripagati – per l’incuria e la superficialità di quell’azienda tra il 15 e il 18 ottobre scorsi.
Il mese scorso la nostra azienda era stata oggetto di un “blocco amministrativo”  da parte di Telecom poiché risultava morosa. La ragione? Telecom nell’ambito dell’imposizione unilaterale del passaggio al sistema Sepa non aveva correttamente agganciato i clienti con le rispettive banche, facendo risultare così morose centinaia di utenze che da tempo (noi da due anni) erano regolarmente domiciliate. Quattro giorni di lavoro buttati, ore passate al telefono, richieste di spiegazioni e di scuse mai evase, perché in Italia i potenti sono prepotenti e impuniti. Oltre che maleducati.

On line l'intervista a Radio Radicale, domenica alle 21,00 in radio

Potete ascoltare da ora in anteprima sul Web l'intervista rilasciata ieri a Roberto Spagnoli, conduttore di "Passaggio a sud-est", sulle frequenze di Radio Radicale per parlare sia de I BASTARDI DI SARAJEVO sia, nel complesso, di Bosnia Erzegovina e di "bastardi" vari.
Per ascoltare la chiacchierata, di una decina di minuti, potete connettervi all'indirizzo http://www.radioradicale.it/scheda/426761/i-bastardi-di-sarajevo-intervista-a-luca-leone
Domenica 23 novembre, tra le 21,00 e le 22,00, l'intervista sarà trasmessa alla radio. Per trovare le frequenze di Radio Radicale nella vostra regione, basta fare clik qui.

mercoledì 19 novembre 2014

Domenica 23 novembre "I bastardi di Sarajevo" su Radio Radicale

Domenica 23 novembre, tra le 21,00 e le 22,00, avrò l'immenso piacere d'essere ospite del collega Roberto Spagnoli su Radio Radicale per parlare sia de I BASTARDI DI SARAJEVO sia, nel complesso, di Bosnia Erzegovina e di "bastardi" vari. La trasmissione condotta da Roberto è "Passaggio a sud-est". Per scoprire quali sono le frequenze di Radio Radicale nella vostra regione, basta fare clik qui. Successivamente potrò poi fornirvi il podcast della trasmissione.
Grazie.

"Srebrenica. I giorni della vergogna", bellissima recensione su Critica Letteraria

Vi segnalo questa bella recensione al mio amato SREBRENICA. I GIORNI DELLA VERGOGNA su Critica Letteraria. Leggere recensioni di questo livello fa bene alla salute (e anche un po' al proprio ego)...

martedì 18 novembre 2014

Giulia e il pugno nello stomaco: una lettrice scrive de "I bastardi di Sarajevo"

Caro Luca,
“Le nostre femmine sono cosí. Palle grandi e cervello buono. Siamo noi maschi che non riusciamo a tenere il passo...e allora giù bastonate… ma prima o poi ci sgozzeranno tutti nel sonno... cazzo, faranno bene!!".
Queste sono le parole di uno dei protagonisti de "I bastardi di Sarajevo", il tuo nuovo libro.
La donna nominata in questione è Emina, ma per me è Zeljka.
Zeljka è la nostra interprete croata che ci aiuta ogni anno, durante il nostro campo di gemellaggio con la Bosnia Erzegovina, a capire le storie e le testimonianze di questo Paese.
Luca, hai centrato il modo di essere di una vera donna bosniaca. Anche se il termine giusto forse è jugoslava perché, anche se ora il Paese è spaccato, al tempo erano una cosa sola.
Leggendo le tue parole puoi solo renderti conto di quanto siano pungenti e vere, di quanto tu possa appassionarti dei personaggi più vigliacchi che ti disgustano, anche solo per una loro parola,  ma allo stesso tempo creandoti curiosità nella lettura.
L'energia delle tue parole può entrarti dentro come un pugno nello stomaco.
È la stessa energia che ci mette la Bosnia a entrarti dentro, con violenza e sorpresa, lasciandoti poi quella sensazione amara che non puoi ignorare.
Un libro coinvolgente, diverso dal solito, il tuo, fatto di dialoghi e non di narrazione, dove chi parla sono solo i personaggi e dove i luoghi vengono creati dalla fantasia del lettore.
Un libro pungente che ti fa ragionare sul fatto di quanto l'Italia, di ieri e di oggi, abbia preso parte a questi strascichi della guerra di Bosnia e di quanto sia a un passo nell'essere spaccata anche lei; un libro denso e contemporaneo, che risponde e pone domande durante la narrazione a chi lo legge.

Giulia Di Norcia, Parma


Grazie a te Giulia, per aver letto il libro, per le tue parole, per la tua voglia di continuare a essere cittadina critica, vigile e libera. Alla prossima a Parma.

lunedì 17 novembre 2014

Splendido incontro a Parma, ecco le altre date, da San Benedetto a Cuneo

L'incontro di Parma, sabato pomeriggio, è stato splendido e molto partecipato. Tante persone, di tutte le età, hanno partecipato gremendo in ogni ordine di posti la libreria Ubik di via Oberdan. In moltissimi sono rimasti in piedi, un po' pressati. Ma capirete che per un autore questo equivale a un Nobel... Gli amici del Gruppo Bosnia di Parma e della Ubik hanno organizzato tutto meravigliosamente e vedere pressoché ogni presente con una copia de I BASTARDI DI SARAJEVO in mano è equivalso a vincere un secondo Nobel.
L'intervento di due ragazzi - uno mostarino e uno sarajevese - a conforto delle mie parole è poi stata la cigliegina sulla torta di un pomeriggio speciale. Grazie a tutti, grazie ancora una volta a Parma!
Ora il tour continua e finalmente si fa serrato.
Questo il calendario dei prossimi incontri, che ci porteranno praticamente fino a Natale, mentre già stiamo lavorando per quelli del 2015:
NOVEMBRE 2015:
- giovedì 27 novembre, SAN BENEDETTO DEL TRONTO, Libreria La Bibliofila, ore 18,30; organizza Mimmo Minuto; modera Lucilio Santoni;
- venerdì 28 novembre, SAN BENEDETTO DEL TRONTO, Scuola IPSIA, Viale dello Sport, 60, ore 9,00; introduce Mimmo Minuto;
- venerdì 28 novembre, CUPRA MARITTIMA (AP), sala consiliare del Comune di Cupra Marittima, piazza Libertà 11, ore 21,00; modera e organizza Lucilio Santoni;

venerdì 14 novembre 2014

Sabato 15 novembre, 18,30: "I bastardi di Sarajevo" a Parma, Libreria Ubik


"I bastardi di Sarajevo", ottima recensione su "Vita Nuova" in vista della presentazione di domani a Parma

Con piacere condivido l'ottimo articolo di Laura Caffagnini uscito oggi a Parma su "Vita Nuova", in vista della presentazione di domani alle 18,30 presso la Libreria Ubik.


Per la prima volta nella storia, la Bosnia controlla il suo spazio aereo

Questa mattina all’alba la Bosnia Erzegovina ha assunto per la prima volta nella sua breve storia il controllo del suo spazio aereo. Al momento i controllori dei quattro aeroporti nazionali – Sarajevo, Mostar, Banja Luka e Tuzla – estenderanno il controllo dello spazio aereo fino a circa 10.000 metri di altitudine. Dal novembre 2015 i controllori dei quattro impianti controlleranno anche lo spazio aereo superiore ai 10.000 metri.
Dopo il referendum del 1992 che sancì l’indipendenza della Bosnia, il Paese non riuscì a controllare il proprio spazio aereo poiché nella primavera dello stesso anno esplose la guerra e nell’ottobre del 1992 una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu estese su tutto il territorio nazionale la “no fly zone”. Dopo la guerra il controllo dello spazio aereo bosniaco rimase alla Forza di stabilizzazione della Nato in Bosnia (Sfor), che poi la trasferì all’Eufor, la missione di stabilizzazione dell’Unione europea. Nel 2006 l’Eufor dismise il controllo sulla spazio aereo fino ai tremila metri, inclusi quindi atterraggi e decolli, passandolo alla Croazia, mentre quello superiore ai tremila metri fu successivamente posto sotto il controllo congiunto di Croazia e Serbia. Ora la Bosnia sembra aver acquisito le necessarie conoscenze e strutture tecnologiche che le consentono di entrare in possesso del proprio spazio aereo.

Eufor in Bosnia per tutto il 2015, ma la Russia si astiene e…

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una mozione che garantisce l’estensione della durata della missione della Forza di stabilizzazione dell’Unione europea (Eufor) in Bosnia Erzegovina fino alla fine del 2015. Hanno votato a favore 14 membri su 15 del  Consiglio di Sicurezza e la sola Russia, uno dei cinque membri permanenti, si è astenuta. È la prima volta in quattordici anni di vita della missione di peacekeeping della Ue che Eufor non riceve l’approvazione unanime di tutti i membri del Consiglio.
La scelta di Mosca è motivata da almeno due ragioni: la Russia sostiene apertamente la secessione della Repubblica serba di Bosnia (Rs), l’Entità bosniaca fondata sul genocidio di Srebrenica, sulla pulizia etnica e sullo stupro etnico; da mesi è in corso un duro e pericoloso braccio di ferro tra Russia e Nato sull’indipendenza e sull’integrità territoriale dell’Ucraina, con il rischio reale di una guerra che potrebbe esplodere in qualsiasi momento, visti i continui atti di provocazione messi in atto dai russi in questo remake della guerra fredda.
A questo proposito, due giorni fa a Sarajevo si sono incontrati l’assistente del ministro degli Esteri della Bosnia Erzegovina, Ana Trisić-Babić, e l’ambasciatore russo a Sarajevo, Petar Ivancov. L’incontro è stato definito costruttivo ma Ivancov ha espresso il parere negativo della Russia su un ingresso della Bosnia nella Nato mentre ha dato luce verde all’ipotesi di entrata bosniaca nella Ue.

giovedì 13 novembre 2014

"I bastardi di Sarajevo", ottima recensione su Leggeremania

"Se desiderate leggere un romanzo “diverso”, sia dal punto di vista stilistico che del contenuto, dove ogni cosa viene detta esplicitamente e non si fanno sconti, vi consiglio I bastardi di Sarajevo di Luca Leone, pubblicato da Infinito Edizioni, nella Collana Orienti, nell’ottobre 2014".
Questo l'attacco della recensione che Cristina Biolcati ha dedicato su LEGGEREMANIA di oggi al mio nuovo libro I BASTARDI DI SARAJEVO.
Per leggere l'intero articolo, concluso con un voto 8 al libro, fate clik qui e cliccate "mi piace" in fondo all'articolo!

Il Tpi dell’Aja rilascia Šešelj per motivi di salute. E lui fa un comizio

Preoccupati per le condizioni di salute di Vojislav Šešelj, il leader dell’ultranazionalista Partito radicale serbo (Srs), i giudici del Tribunale per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi) hanno infine deciso di rilasciare l’uomo, in attesa di sentenza per il processo intentatogli dalla giustizia internazionale per omicidio, atti inumani, persecuzioni per motivi politici, razziali e religiosi, sterminio e attacchi contro civili in Bosnia Erzegovina, in Croazia e nella regione serba della Vojvodina.
Šešelj è giunto ieri a Belgrado accolto da una folla festante di estremisti e da un nugolo di giornalisti. Il capo dell’ala più estrema della politica serba ha subito inscenato – a dispetto delle sue presunte cattive condizioni di salute – un acceso, per non dire violento, comizio contro gli attuali governanti serbi.

lunedì 10 novembre 2014

"I bastardi di Sarajevo" in tutto il mondo nei formati epub e mobi

Abbiamo appena terminato l'inserimento de I BASTARDI DI SARAJEVO nei formati epub e mobi sulla piattaforma Stealth. Entro 24-72 ore al massimo il libro sarà disponibile in lingua italiana in tutto il mondo presso i seguenti store on line:
9am.it, amazon kindle store, apple ibook store, barnesandnoble.com, bezkartek.pl, biblet.it, bol.it, bookrepublic.it, casadellibro.com, coop, deastore.com, decalibro.it, dottorebook.com, ebook.it, ebook.unita.it, ebookizzati.com, ebooklabitalia.it, ebooklife.it, ebookorange.com, ebooks.prestigioplaza.com, ebookstore.sony.com, ebookvanilla.it, ecstore.it/ebookstore, excalibooks.com, facebook.com/ultimabooks, feedbooks.com, Gandhi, hoepli.it, ibs.it, ie-online.it, ilgiardinodeilibri.it, kitabyte.com, kobobooks.com, lafeltrinelli.it, libramente.it, libreriabook.com, libreriaebook.it, libreriafantasy.it, libreriarizzoli.corriere.it, libreriauniversitaria.it, librisalus.it, librouniversitario.it, macbook, macrolibrarsi.it, mediaworld.it, mrebook.it, mystore.biblon.it, nineva, nokia reading, omniabuk.com, sanpaolostore.it, saturnonlineshop.it, storecentoebook.it, Streetlib, thefirstclub.net, tolino.de, txtr.com, ultimabooks.it, ultimabookspro, ultimabookspro, unilibro.it, webster.it, winvaria.it, www.foyles.co.uk/ebooks
I BASTARDI DI SARAJEVO è uscito da poco più di una settimana in circa mille copie nelle librerie italiane ed è inoltre in vendita sui principali store on line nazionali, oltre che sul sito www.infinitoedizioni.it
A breve renderò nota la lista delle presentazioni fino a fine anno, mentre già sono in preparazione quelle del 2015.
Grazie a tutti per aver scelto di leggere I BASTARDI DI SARAJEVO!

venerdì 7 novembre 2014

I dieci anni della Infinito edizioni (8 novembre 2004-8 novembre 2014)

Dieci anni non sono pochi, ve lo assicuro.
Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, pare che una volta abbia detto: “Sono stato per dieci anni al numero uno della ‘lista delle persone che vorresti veder morto’. Insomma, ero molto dispiaciuto quando ne sono uscito”.
Io non so suonare la chitarra e non me la cavo tanto bene nemmeno col citofono, a volerla dire tutta, però dieci anni fa mi sono iscritto da solo alla lista delle persone che volevano provare a rendere migliore l’Italia attraverso la cultura. E, un po’ d’ufficio e un po’ perché ci credevano anche loro, ci ho iscritto la mia piccola famiglia e tante amiche e tanti amici. Non me ne pento e non ne sono ancora uscito, da questo gruppo, – e questo già è qualcosa di immenso, un vero lusso, visto il periodo – ma confesso d’aver capito, con profonda delusione, che l’Italia e gli italiani della cultura, e specificamente del libro, se ne infischiano, in questo magistralmente guidati dalla classe politica che da anni e anni e anni ci governa e ci amministra. Forse ci assedia.
Ti ritrovi, insomma, a suonare, cantare e tirare il carro sempre da solo, in questo Paese allergico alla cultura e ai libri. Ma intanto, asciugandoti il sudore, durante una sosta ti accorgi che sono già passati dieci anni. Un decennio. Una volta – penso agli anni Ottanta e Novanta – una band musicale avrebbe fatto un bel disco antologico per festeggiare “la prima decade”. E poi una serie di concerti e magari un bel disco live. Ma una casa editrice?
Giunta al decimo anno di vita, in piena crisi editoriale ed economica nazionale, che cosa può mai fare una piccola casa editrice? Oltre che, beninteso, continuare a sperare che il settore editoriale non crolli del tutto?

Tanti auguri Infinito Edizioni, cento di questi giorni

L’8 novembre 2014 la casa editrice Infinito edizioni compie dieci anni di attività. Abbiamo visto nascere 198 titoli e lavorato con più di 176 autori. Abbiamo approfondito tematiche sociali dure, come la violenza e la negazione dei diritti umani, denunciato soprusi e corruzione, cavalcato la Storia, italiana e del mondo, appassionandoci a figure rivoluzionarie e prendendo da loro ispirazione. Nessuno aveva parlato come abbiamo fatto noi dei migranti, o raccontato la situazione di una terra separata da noi solo da una sottilissima lingua di mare, i Balcani, avendo a cuore questo paese come fosse la nostra seconda casa. Ci siamo messi in gioco lanciando nuove sfide, nuove collane e nuovi temi legati al rispetto degli animali e della natura, promuovendo una vita sana e in armonia con l’ambiente. Inoltre, abbiamo appassionato grandi e piccini con romanzi avvincenti e libri illustrati di favole per bambini. Alla fine, dieci anni sono volati senza avere il tempo fisico di renderci conto del grandissimo cammino percorso fino a qui.
Il giorno del nostro compleanno vogliamo festeggiare con tutti i nostri lettori e lo faremo su due fronti, perché i veri editori sono multitasking e soprattutto non si fermano mai. Sabato 8 e domenica 9 novembre alla Rassegna della Microeditoria di Chiari troverete il nostro direttore editoriale nonché scrittore Luca Leone, che a ogni acquisto al nostro stand vi regalerà uno dei nostri libri. Nello stesso momento sul web avrà luogo un grande evento twitter coordinato dall’amministratore Maria Cecilia Castagna e dalla responsabile dei social media Elisabetta Falcioni. A partire dalle 15,00 di sabato twitteremo gli auguri dei nostri autori e dalle 18,00 partirà una “tweet-presentazione” di Infinito edizioni, ospiti del noto e popolarissimo account culturale @CasaLettori. Tante curiosità su come siamo nati e su come lavoriamo. Vi spiegheremo chi siamo, lasciando la parola a ciò che, meglio di noi, può appassionare i lettori: i nostri libri. Inoltre per i nostri amici dello shopping online tanti regali: per chi acquista un nostro libro sconti, gadget e libri in omaggio firmati Infinito edizioni.
Vi raccontiamo con i nostri libri il mondo in cui viviamo. Vi diciamo quello che gli altri non dicono. Questo è il motto della nostra casa editrice. Ci auguriamo di poterlo onorare a lungo e di festeggiare cento di questi giorni.

martedì 4 novembre 2014

Weekend a Chiari tra fiera, compleanno e presentazione

Venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 novembre la casa editrice Infinito edizioni partecipa, credo per il decimo anno, alla Fiera della microeditoria di Chiari, in provincia di Brescia. Per noi oramai questa è una fiera tradizionale ed è un appuntamento a cui abbiamo piacere di non mancare, prima del clou di fine anno a Roma (4-8 dicembre, Palazzo dei Congressi, Eur).
Io personalmente sarò in fiera a Chiari sabato 8 e domenica 9. Domenica, con la collaborazione speciale di Alessandro Dotti, presenteremo alle 17,30 il mio nuovo libro, I BASTARDI DI SARAJEVO. Da Chiari parte una lunga cavalcata per il mio libro, che presenterò quasi ininterrottamente fino intorno al 20 dicembre. A breve pubblicherò il calendario, con alcuni aggiornamenti e novità. Dopo Chiari sarà la volta di Parma, e così via.
Spero di vedervi numerosi a Chiari, dove sarò presente allo stand con una sessantina di nostri titoli, a cominciare dalle tante novità dell'ultimo anno e da due anteprime assolute: DONNE CHE VORRESTI CONOSCERE di Emanuela Zuccalà e FARE E LEGGERE E-BOOK di Caterina Giso!
Vi aspetto numerose/i, per quella che è anche la FIERA DEL COMPLEANNO DELLA INFINITO EDIZIONI, CHE PROPRIO L'8 NOVEMBRE COMPIE DIECI ANNI DI VITA.

Ospedali psichiatrici giudiziari: siamo proprio in Italia...

Nonostante la proroga al 31 marzo 2015 del termine per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (opg), “sulla base dei dati in possesso del ministero della Salute appare non realistico che le Regioni riescano a realizzare e riconvertire le strutture entro la data stabilita”.
I ministri della Salute e della Giustizia, Beatrice Lorenzin e Andrea Orlando, hanno inviato ieri al Parlamento una relazione che lascia aperte ben poche speranze sul rispetto della data stabilita per il superamento degli opg, come si legge sul sito web Quotidiano salute, in un articolo di Gennaro Barbieri. Inoltre, continua la relazione, “sulla base delle valutazioni rese è quindi di nuovo auspicabile un ulteriore differimento del termine di chiusura degli opg”.

mercoledì 29 ottobre 2014

"I bastardi di Sarajevo": dicono i lettori... Alessandro Dotti

Con piacere pubblico una nuova lettera di un lettore de I BASTARDI DI SARAJEVO: Alessandro Dotti da Brescia.

Beh Luca, che dire, i Bastardi di Sarajevo è veramente come mi avevi anticipato: “un grande libro, forse il mio lavoro più bello”. Poche letture sono riuscite a catturare la mia attenzione come questa, oltre duecento pagine che scorrono come l'acqua sulle piume impermeabili di un cigno.
Abituarsi a saltellare fra le storie dei vari personaggi che compongono il romanzo è praticamente un gioco da ragazzi: la sensibile Fata, l'eterno insicuro Andrea, il miserabile Tommaso, lo spregevole Semsudin, il cinico e colto Dubravko, il mostruoso Snajper, il nobile Nermin, l'irreprensibile Professore. Tutti legati l'uno all'altro da un sottile filo conduttore, spinti dalla mano invisibile degli strascichi di una guerra ancora ben presenti al giorno d'oggi.
La sensazione è che la povera Bosnia Erzegovina, ferita ed abbandonata, sia una sorta di Divina Provvidenza manzoniana spogliata dei suoi poteri, segregata a ruolo di spettatore passivo, costretta ad osservare impotente una società spaccata fra “uomini e belve”.
Questo libro è un piccolo gioiello, forte e spietato quanto basta per dipingere questo complesso quadro. Hai avuto il grande merito di prendere la storia dotta, erudita, paludata e trasformarla per il grande pubblico.
Spero che “i bastardi” riesca ad avere il successo che merita, anche fra i neofiti dell'argomento.
Con affetto e stima, Alessandro.

martedì 28 ottobre 2014

Sinossi, super-recensione e intervista per "I bastardi di Sarajevo" su "Il momento di scrivere"

Il super-blog "Il momento di scrivere" - uno dei punti di riferimento per la letteratura nel mondo del Web - mi ha fatto quest'oggi tre regali in un sol colpo: una bellissima recensione dedicata a I BASTARDI DI SARAJEVO, di cui si parla con toni che mi emozionano; una bella sinossi del libro; e una lunga intervista a me in qualità di autore e di operatore del mondo della piccola editoria nazionale.
Mi permetto di consigliare a tutti la lettura di questo ottimo lavoro firmato Salvatore Albano sulle pagine di "Il mondo di scrivere", cosa che potete fare cliccando qui.
Grazie a "Il momento di scrivere" e a tutti coloro che lavorano, instancabilmente, per una piccola editoria libera e con la stessa dignità dei giganti del settore. Grazie a chi leggerà l'ottimo testo di Salvatore Albano e cliccherà su "mi piace". Grazie a chi leggerà I BASTARDI DI SARAJEVO  e mi scriverà per raccontarmi le sue sensazioni.

lunedì 27 ottobre 2014

Dopo Milano, le nuove date da non perdere de "I bastardi di Sarajevo"

Dopo l'intensa, bella e partecipata "prima" di Milano de I BASTARDI DI SARAJEVO, è un piacere rendere pubblico il calendario aggiornato delle presentazioni tra l'inizio di novembre e Natale 2014. Alcune date sono in definizione e comunicherò i dati definitivi a giorni. Altre date sono in costruzione e non risultano nel calendario che riporto qui sotto. Come sempre, e sempre più numerosi, io e gli organizzatori delle iniziative vi aspettiamo con I BASTARDI DI SARAJEVO!


Novembre:
- domenica 9 novembre, CHIARI (BS), Fiera della Microeditoria, Villa Mazzotti, sala Morcelli, ore 17,30; modera Alessandro Dotti;
- sabato 15 novembre, PARMA, Libreria Ubik, via Oberdan 4/c, ore 18,30; organizza il Gruppo Bosnia Azione Cattolica;
- tra 20 e 23 novembre, GIAVERA DEL MONTELLO (TREVISO), Festival delle culture, in definizione;
- venerdì 28 novembre, CUPRA MARITTIMA (AP), sala consiliare del Comune di Cupra Marittima, piazza Libertà 11, ore 21,00; modera e organizza Lucilio Santoni;
- sabato 29 novembre, ANCONA, Casa delle Culture, ore 18.00; organizza Amnesty International Ancona, modera Paolo Pignocchi;
- domenica 30 novembre, GIULIANOVA, Circolo culturale Il nome della rosa, via Gramsci 46/a; modera Domenico Spina; organizza Il nome della rosa; ore 17,00.

Dicembre 2014:
- mercoledì 3 dicembre, ROMA, Libreria Arcadia, ore18,00; interviene Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
- lunedì 8 dicembre, ROMA, Piùlibri piùliberi, Palazzo dei Congressi, Roma Eur, Piazza John Fitzgerald Kennedy 1, sala Ametista, primo piano, ore 15,00; interviene Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
- martedì 9 dicembre, Albano Laziale (RM), luogo in definizione, ore 17,30; organizza l’Associazione 8 Marzo; modera Ada Scalchi; interviene Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
- venerdì 12 dicembre, VENEZIA, in definizione;
- venerdì 19 dicembre, CUNEO, doppio appuntamento: al pomeriggio con insegnanti e studenti, alla sera con la cittadinanza; in definizione; organizza Gigi Garelli.

venerdì 24 ottobre 2014

In regalo il "Prologo" de "I bastardi di Sarajevo"

Prologo

Sarajevo, fine del 1991

– Le mie felicitazioni per la sua brillante esposizione, caro ragazzo. Lei ha concluso nel migliore dei modi un percorso di studi eccellente!
– Grazie, Professore. Detto da lei è un grande onore…
– Cosa pensa di fare, ora?
– Beh, come sa la mia famiglia sta bene e, se tanto mi dà tanto, a breve la Bosnia Erzegovina non farà più parte di un’anacronistica federazione di repubbliche socialiste ma sarà uno Stato sovrano, presto o tardi membro della Comunità europea… poi si parla sempre più insistentemente della nascita di un nuovo soggetto, l’Unione europea… con un’economia di mercato e una posizione geografica assolutamente strategica… insomma, credo che per noi giovani si aprano grandi possibilità… grandi speranze…
– Lo spero davvero… eppure, sempre più sento voci che destano in me la più profonda preoccupazione… nessuno dà retta ormai ai canti delle Sirene dopo che Odisseo ci ha insegnato ad assicurarci all’albero della nostra derelitta nave. Le voci che ascolto cantare, tuttavia, non sono soavi ma giungono alle mie orecchie come suoni stridenti… parlano di magazzini della nostra Difesa territoriale che vengono svuotati delle armi, poi convogliate nelle caserme dell’Esercito popolare jugoslavo, sottoposto al controllo di una maggioranza di generali serbi… di reclutamento a suon di soldi di gruppi paramilitari a Belgrado, per farne chissà cosa… di ammassamenti di truppe intorno a Sarajevo e ad altre città… di incidenti tra vicini di casa di sempre… di alberi che lassù in cima alle montagne intorno alla nostra bella città vengono tagliati… di curiose esercitazioni militari… sa, qualche notte fa ho avuto un brutto incubo…

Su "Il piacere di scrivere" la prima intervista a "I bastardi di Sarajevo" in vista della "prima" di Milano

Annarita Faggioni, anima ispirata de Il piacere di scrivere, ha appena pubblicato l'intervista che le ho rilasciato in occasione dell'uscita de I BASTARDI DI SARAJEVO. Annarita ha avuto piacere di pubblicare l'intervista nel giorno che precede la "prima" milanese del libro (25 ottobre, Libreria Paoline, Milano, via Francesco Albani 21, ore 18,30), così abbiamo confezionato in un colpo solo più "prime": la mia prima intervista a Il piacere di scrivere, la prima intervista sul libro, la prima presentazione.
Vi invito a leggere l'intervista direttamente sul sito del Il piacere di scrivere facendo clik qui. E vi invito a mettere "mi piace", se lo splendido lavoro di Annarita e le mie umili risposte lo meriteranno.
Grazie e... a domani a Milano (e a più tardi per l'omaggio, come promesso del prologo del libro)!

giovedì 23 ottobre 2014

"I bastardi di Sarajevo": dicono i lettori... Giuseppe Modica

Giuseppe Modica ha indovinato il titolo de I BASTARDI DI SARAJEVO in occasione del piccolo concorso che avevo bandito su Facebook. Ricevuto il libro martedì 21 ottobre, pomeriggio, nella sua Torino, pensavo che lo avrebbe letto e speravo che prima o poi mi avrebbe scritto qualche riga per commentarlo. Invece...
Questo è il messaggio che mi ha mandato su Facebook pochi minuti fa. Giuseppe mi ha gentilmente concesso la possibilità di pubblicarlo ed è un piacere farlo. Spero di ricevere presto altri messaggi. Intanto, chi ha un minuto potrebbe cominciare col leggere quello di Giuseppe, che mi ha sorpreso ed entusiasmato. E che ringrazio di cuore.
Ciao Luca,
qualche impressione a caldo e in assoluto ordine sparso. Ho letto "i bastardi" tutto di un fiato. E' qualcosa che mi capita assai di rado, a essere sincero. Ciò, a ben vedere, rivela già che cosa pensi del tuo libro sul piano narrativo: ottimamente scritto, linguaggio semplice, diretto, pulito nel suo essere sporco, incisivo proprio perché schietto e lurido, tremendamente a tono con ciò e chi descrive. Le storie che compongono la storia e la Storia, sono avvincenti. I protagonisti sono appassionanti, ogni personaggio chiede di essere letto e di essere scoperto senza interrompersi mai. Di qui l'esigenza di leggere il tuo libro senza pause. Il quadro entro cui vivono le figure che hai disegnato è un paesaggio dell'anima, della mia anima, che mi sta nel cuore dalla prima volta che ho messo piede nei Balcani. Quindi è stato per me impossibile non leggere senza un grande trasporto emotivo che, all'ultima pagina, strepitava: "ancora, ancora, ancora!".

martedì 21 ottobre 2014

Per "Ilmomentodiscrivere.org" "I bastardi di Sarajevo" è lettura della settimana

Con immenso piacere ho appena appreso che per http://ilmomentodiscrivere.org il mio I BASTARDI DI SARAJEVO è lettura della settimana. Un piacere immenso, considerando che "Ilmomentodiscrivere" è una delle più belle e attive realtà odierne attive nel settore della letteratura non solo attraverso il blog ma anche, potentemente, su Twitter; e che il libro sta uscendo in questi giorni. Considero questa come una prima grande promozione per il libro e per il mio lavoro. Grazie mille Giuseppe Monea e "Ilpiacerediscrivere"!
Per leggere il post (i libri consigliati sono tre), potete fare clik qui: http://ilmomentodiscrivere.org/2014/10/21/letture-settimana/

lunedì 20 ottobre 2014

Quei furgoni pieni di "Bastardi di Sarajevo" e alcune fermate da ricordare...

Questa mattina, decisamente sul presto, i furgoni contenenti i volumi in distribuzione nella quarta settimana di ottobre hanno lasciato il magazzino di Bologna del distributore Dehoniana e in giornata hanno raggiunto i tre magazzini di collegamento con librerie, grande distribuzione, grossisti, store on line, eccetera. A bordo di quei furgoni c'erano un migliaio di copie de I BASTARDI DI SARAJEVO, gentilmente prenotate dagli addetti ai lavori, pronte e profumate di nuovo appositamente per prendere la strada di nuove case, di mani che vogliano sfogliare, di occhi interessati a leggere, di teste volenterose di capire e d'immaginare.
L'uscita di un libro è una bella avventura. Qualcosa al contempo di tenero e di lacerante. Ti chiedi non solo come andrà. Ti chiedi, molto più semplicemente: andrà? Di questi tempi, forse è l'unica domanda lecita.

venerdì 17 ottobre 2014

"I bastardi di Sarajevo": le news che non dovete perdere e l'introduzione firmata Silvio Ziliotto

Con grande piacere, come promesso, lascio alla vostra lettura l'introduzione a I BASTARDI DI SARAJEVO firmata da Silvio Ziliotto, come ho fatto un paio di settimane fa con la prefazione firmata da Riccardo Noury.
La prossima settimana il libro uscirà in un migliaio di copie dal magazzino del distributore e arriverà nelle librerie. Questo accadrà più o meno in contemporanea con la "prima" del libro, sabato 25 ottobre a Milano presso la libreria Paoline, dove vi aspetto, spero numerosi. In coincidenza con quella che sarà l'uscita ufficiale del libro sarà un piacere regalare ai miei lettori anche il prologo de I BASTARDI DI SARAJEVO. Poi dal 24 ottobre in poi sono previste una serie di iniziative con alcuni preziosissimi partner on line per la promozione del libro. Vi racconterò tutto in presa diretta qui, sulla mia pagina Facebook (Luca Leone) e attraverso il mio account Twitter LeoneBiH, oltre che naturalmente su sito, blog, Fb e Twitter della Infinito edizioni. A breve sarà poi un piacere comunicarvi la lunga lista aggiornata di presentazioni, di cui quella di Milano sarà, appunto, solo la "prima".

Grazie Telecom per il disservizio quotidiano!

Mercoledì mattina, 15 ottobre, sono le otto, il cielo è grigio, gonfio di pioggia e umido. Inizia il lavoro ma internet non va. Spegni e riaccendi modem e router. Ma niente da fare. Ti scappa una parolaccia. Provi e riprovi cavi e spinotti, riavvii tutto e ancora e un’altra volta. Nulla. Rassegnato, inizi il pellegrinaggio presso l’inarrivabile centro assistenza Telecom. Oltre mezzora al telefono. È la prassi. Per loro. Scopri di non avere un guasto tecnico e che il guasto suddetto, stavolta, non ce l’hanno neppure dall’altra parte. Niente centraline, cavi e altro. Nonostante il disastro di Parma, dove qualcuno ha avuto la splendida idea di costruire un centro strategico per le telecomunicazioni in riva o quasi non a uno ma a ben due corsi d’acqua. Genio italiano…!
“Siete oggetto di un blocco amministrativo”, dice la signorina assonnata e svogliata dall’altra parte della cornetta. Blocco amministrativo!? Indaghiamo. Significa che ci hanno staccato la linea perché non abbiamo pagato. Eppure, ribattiamo piuttosto stizziti, abbiamo attivato oltre due anni fa la domiciliazione del pagamento delle fatture Telecom presso il nostro conto bancario e tutte le fatture arrivateci in redazione contengono la scritta, bella grossa, che tutto è ok, che non abbiamo debiti con l’azienda telefonica in questione, che siamo bravi e proni pagatori. Sinonimo di “cittadino” in Italia. La signorina cerca meglio. Scopre che noi non c’entriamo nulla ma che è Telecom ad aver fatto pasticci nel passaggio al sistema Sepa ed, esattamente, in questa imposizione unilaterale di cui ogni utente è stato oggetto (o vittima) non ha correttamente agganciato i clienti con le rispettive banche, facendo risultare così morose centinaia di utenze. Centinaia di utenze!

lunedì 13 ottobre 2014

Elezioni in Bosnia, risultati parziali per presidenza tripartita, parlamenti e presidenza della Rs

In attesa dei risultati definitivi, sembrano sufficienti i parziali, ormai molto avanzati, per comprendere come siano andate le elezioni politiche di domenica 12 ottobre in Bosnia Erzegovina.
Anticipo solo che domani mattina ne parlerò alle 6,20 su Radio Uno a Voci del mattino, la trasmissione condotta da Paolo Salerno.
Partito di maggioranza relativa è, come sempre, quello dell’astensionismo: 46 per cento, contro uno striminzito 54 per cento che è andato a votare. L’affluenza è decisamente più alta, circa dieci punti, rispetto a quella delle passate elezioni amministrative, ma il dato mostra una sempre più marcata e ormai consolidata disaffezione e sfiducia dei bosniaci erzegovesi verso la politica e i politici. Dei circa 3,2 milioni di votanti, in definitiva, su base nazionale poco più di 1,7 milioni sono andati a esercitare il loro diritto-dovere.

Quando un libro appena stampato arriva in redazione...

Cari Amici,
questa mattina alle 8,30 in punto, mentre il nebbione resisteva strenuamente a ogni tentativo del sole di perforarlo, il corriere ha portato in redazione I BASTARDI DI SARAJEVO.
Belle sensazioni.
Così - come vedete dalla foto - è quel che succede quando in una casa editrice arrivano i libri nuovi e per curiosità si spalanca il primo scatolone che arriva portata e se ne tira fuori, a mo' di scavatrice, una manata di libri. Quel che vedete è uno scatolone privato dei primi libri, che nel frattempo passavano di mano in mano.

venerdì 10 ottobre 2014

Domenica la Bosnia al voto, un piccolissimo vademecum


Domenica 12 ottobre i bosniaci residenti in patria e all’estero sono chiamati a eleggere i tre presidenti della presidenza tripartita, il parlamento nazionale, i presidenti e i vicepresidenti delle due Entità (Repubblica serba di Bosnia e Federazione di Bosnia Erzegovina), i rispettivi parlamenti, oltre che i parlamenti e i governi dei dieci Cantoni che costituiscono la Federazione di Bosnia Erzegovina. Un tremendo guazzabuglio creato a Dayton e lasciato in eredità a un Paese prostrato dalla guerra del 1992-1995 e mai più ripresosi.
Gli aventi diritto in patria sono circa 3,2 milioni, cui si aggiunge circa un altro milione all’estero. Atteso – e benedetto dai partiti nazionalisti – un ampio fenomeno di diserzione delle urne, come nelle cinque occasioni precedenti in cui sono stati rinnovati gli organi di cui sopra, per tacere del crollo di affluenza alle amministrative. Nel 2012, per fare un esempio, ha votato il 45 per cento scarso degli aventi diritto.

Milano, 25 ottobre: la "prima" de "I bastardi di Sarajevo"


Vi aspetto a Milano il 25 ottobre per la "prima" de I BASTARDI DI SARAJEVO!

giovedì 9 ottobre 2014

Nasce Watch The Med Alarm Phone, il telefono d’emergenza per migranti in difficoltà in mare

Il Mare Mediterraneo è un’immensa tomba in cui giacciono i corpi di decine di migliaia di migranti annegati nel tentativo di raggiungere le coste della Fortezza Europa. Un recente rapporto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha parlato di oltre ventimila vittime negli ultimi anni, cui ne vanno aggiunte almeno altrettante, ma sicuramente di più, morte nel decennio precedente. Nei primi nove mesi del 2014 i morti registrati sono stati oltre tremila ma è noto come molti eventi luttuosi non vengano documentati, dunque quelle vittime rimarranno per sempre ignote e le famiglie a casa continueranno ad aspettare dei fantasmi.
Nonostante quest’emergenza oramai ultraventennale, lo scorso 27 agosto 2014 l’operazione marittima di salvataggio Mare Nostrum è stata di fatto cancellata per essere gradualmente sostituita con operazioni di deterrenza condotte da Frontex nelle acque costiere dell’Unione. Questo porterà inevitabilmente a un aumento del numero delle vittime.