Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
Il nuovo libro di Luca Leone, nelle librerie e negli store online. Compralo su www.infinitoedizioni.it

lunedì 19 settembre 2011

Srebrenica: domani mattina diretta su Ecoradio alle 11,25

Ciao cari,
domani mattina alle 11,25 racconto in diretta a Marco Morosini, sulle frequenze di Ecoradio, la quarta edizione di Srebrenica. I giorni della vergogna.
Vi aspettiamo in diretta!

Pneumatici democratici...ma non troppo!

Questa mattina ho avuto la sgradita sorpresa di dover cambiare due pneumatici dell'auto. Non ci voleva, accidenti, ma può succedere.
Mi reco presso il centro di fiducia da cui mi fornisco, alla bisogna, da vent'anni. Lì lavorano tre famiglie: il titolare e i due figli maschi, classe '68 e '71, a loro volta con mogli e figli.
Il conto è 160 euro, convergenza ed equilibrature incluse, e un po' mi lamento perché appena un anno prima per una coppia di pneumatici identici avevo speso, tutto incluso, più di dieci euro in meno.
Listini alla mano, il gommista più giovane mi spiega che in un anno gli pneumatici hanno subito, ad opera delle case produttrici, quattro aumenti di prezzo. "Poi c'è l'Iva al 21%...", mi fa, e un po' m'innervosisco. Ma manca ancora la notizia bomba, il clou: la tassa ambientale per lo smaltimento degli pneumatici esausti.
Mai sentita prima...
"Siccome siamo l'unico paese in Europa che ancora smaltisce le gomme esauste nei boschi, in fondo ai fiumi e in campagna - mi spiega il mio solerte amico gommista - il governo ha approvato questa tassa ambientale sullo smaltimento degli pneumatici, entrata in vigore il 9 settembre, da qualche giorno...".
"Che culo!", mi viene spontaneo rispondere. D'altronde, sembra quasi che il governo abbia aspettato me...
Simpatici...
La tassa ammonta a 3,60 euro a pneumatico. Per cui, se cambi quattro gomme, paghi una maggiorazione di 14,40 euro perché una valanga di italiani incivili e barbari fino a oggi ha smaltito nell'ambiente gli pneumatici esausti su cui ha scorrazzato fino a tre minuti prima.
Ci posso anche stare, sebbene "ancora non è pronto nulla per il riciclo di tutta questa gomma e infatti, se vedi nel piazzale, ho mucchi di pneumatici che non so come smaltire e che, ne sono sicuro, mi resteranno lì almeno fino a Natale...", precisa il gommista, che intanto ha quasi finito il lavoro sulla mia vecchia e spompata macchina.
Poi, dopo un istante di silenzio, mi guarda e fissa un treno di pneumatici enormi alle mie spalle. Riprende a parlare: "Mio suocero ha una motozappa - mi dice, e un po' mi viene da ridere - L'altro giorno mi fa: 'Mi servono due ruote nuove per la motozappa!'. Gliele prendo e gliele monto: sono venti euro a ruota. Contributo escluso. E scopro che per le ruote agricole il contributo non è di 3,60 ma di 4 euro a ruota...".
Ci guardiamo in faccia e la domanda mi tocca fargliela: "E questo treno di gomme qua?...", dico indicando la pila di quattro pneumatici, che è poco meno altra del mio metro e ottanta.
"Quel treno là lo devo montare su un fuoristrada che costa 80.000 euro - mi spiega con un ghigno - La macchina però il mio cliente non l'ha comprata ma ce l'ha in affitto a 1.400 euro al mese. Il treno di gomme, Iva e contributo inclusi, costa circa 1.800 euro". Quanto vale la mia macchina, insomma.
Ma non finisce qui. "Sai quanto paga, quel tipo, di contributo ambientale?". Spero che mi dica che il contributo si calcola percentualmente sul prezzo del singolo pneumatico. Illuso! "Paga 3,60 euro a gomma, proprio come te", precisa.
Io un po' m'arrabbio, sinceramente. Perché trovo quanto meno discutibile anche la sola esistenza dei Suv. Figuriamoci se posso essere d'accordo sul fatto che chi spende 80.000 euro per un pezzo di metallo con un motore dentro - un pezzo di metallo che ha un impatto ambientale enorme e occupa in città lo spazio di due auto... - abbia diritto di pagare le stesse tasse che pago io per una macchina che in lire, dodici anni fa, ho pagato 11 milioni e che non ha ancora fatto 130.000 chilometri, perché per non inquinare preferisco prendere l'auto solo quando serve e per il resto mi sposto a piedi o con i mezzi pubblici.
Se poi penso che 1.400 euro al mese la magior parte degli italiani se li sogna, beh, la misura è davvero colma e la bile travasa, inevitabilmente!
Poi, smaltita la sorpresa e l'amarezza, ho pensato che non c'è da stupirsi, perché sono norme di fine impero approvate da un governo di ricchi e prepotenti votato da ricchi, creduloni e prepotenti. Ma se penso a chi verrà, eventualmente, dopo, sono sicuro che le mega tasse sui ricchi e sui loro consumi continueranno a essere proibite, interdette, off limits. Perché in Italia i ricchi non pagano e Robin Hood ruba ai poveri per dare agli sbafoni, agli sciacalli, ai parassiti, a quelli che magari si comprano i Suv da 80.000 euro perché c'è una legge che permette alla loro azienda di reinvestire in tal modo utili che invece andrebbero in tasse, per la società, per i bambini, per i malati di cancro, per ripiantare gli alberi, per comprare la carta igienica a scuola, per costruire case famiglia, per fare assistenza ai diversamente abili e ai vecchi...; o perché, semplicemente, c'è chi può pemettersi di non pagare tasse per quella cifra, mettendosi somme proibitive in tasca in nero. Alla faccia dell'etica, della morale e della Costituzione, che tanto per certa gente è carta straccia.
Così funziona, a quanto pare.
E' la politica dei prepotenti e degli impuniti.
E noi, tanto per cambiare, stiamo zitti e paghiamo...
Pagherei volentieri 3,60 euro a politico, se trovassimo qualcuno finalmente capace di smaltire buona parte dei 945 parassiti che siedono tra Camera e Senato. Una tassa di 3,60 a italiano per mandarli per la prima volta in vita loro a lavorare, magari in campagna, a fare da motozappe umane.
Una tassa per lo smaltimento dei rifiuti della politica... Si può fare una proposta di legge popolare?
Viva l'Italia!

martedì 13 settembre 2011


Con immenso piacere e una punta di orgoglio,
la casa editrice Infinito edizioni e il qui presente (e scrivente) autore presentano
la quarta edizione del libro
SREBRENICA. I giorni della vergona (pag. 176, € 12,00)
Quarta edizione aggiornata e integralmente riscritta

Prefazione di CARLA DEL PONTE
Introduzione di RICCARDO NOURY
Presentazione di ENISA BUKVIC

Uscito in prima edizione nel 2005 e seguito da altre due edizioni, questo fortunato e apprezzato libro ha venduto oltre 6.000 copie (un vero record per un piccolo editore) ed esce in questi giorni in libreria in una splendida quarta edizione integralmente riscritta e aggiornata all’agosto 2011 oltre che con una nuovissima copertina.

La quarta edizione di Srebrenica. I giorni della vergogna non solo conta ben 16 pagine in più delle precedenti ma può fare affidamento sui testi di prefazione, introduzione e presentazione di tre amici speciali: CARLA DEL PONTE, ex Procuratore capo del Tpi dell’Aja; RICCARDO NOURY, portavole italiano di Amnesty International; ENISA BUKVIC, massima esponente culturale della diaspora bosniaca in Italia.

Un libro completamente nuovo, dunque, che punta a festeggiare le candeline dei dieci anni di vita; una vita costantemente aggiornata e rinnovata, per non dimenticare la tragedia consumatasi a Srebrenica nel luglio del 1995.

Srebrenica è una pagina nera e dolorosa nella storia europea di fine ventesimo secolo.

Qui sono stati torturati e assassinati dalla soldataglia agli ordini del generale serbo-bosniaco Ratko Mladić, nel luglio 1995, non meno di 8.500 cittadini bosniaci musulmani. Ad assistere, immobili, i caschi blu olandesi e, con loro, l’intera comunità internazionale.

Quello di Srebrenica è stato definito “genocidio “da più sentenze internazionali. Oggi c’è ancora chi nega, sapendo di mentire.

Srebrenica. I giorni della vergogna è il primo libro mai pubblicato in Italia su questo genocidio. Questa è la quarta edizione del libro, aggiornata all’arresto di Mladić e alla sua consegna al Tribunale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Tpi).

“Sulla piena responsabilità di Mladić nel genocidio di Srebrenica non ci sono attenuanti, ma il processo contro l’ex generale potrà fare luce sulla verità e chiarire eventuali corresponsabilità di quella che è e rimarrà per sempre una delle pagine più drammatiche dei fatti criminali nella moderna e democratica Europa”. (Carla Del Ponte)

“Quando il mio amico e grande attivista per i diritti umani Luca Leone scrisse la prima edizione di questo libro della memoria del genocidio, lui, io e tanti altri avremmo sperato che quelli della vergogna sarebbero stati, letteralmente, ‘giorni’ a seguire. Che vi sarebbero state, presto, verità e giustizia. Di edizione in edizione, i giorni sono diventati ‘anni della vergogna’: quelli fino a oggi, cui andrebbero aggiunti i tre precedenti il 1995". (Riccardo Noury)

“Sono passati più di tre lustri dal crimine di Srebrenica e ancora le madri, le sorelle e le mogli non hanno ottenuto giustizia per la perdita dei propri cari innocenti. Che cosa c’è nell’anima dei criminali che hanno compiuto il genocidio? Perché tutto quest’odio? Perché hanno voluto produrre così tanto dolore? Riflettendo a lungo, ho realizzato l’idea di inviare pensieri di compassione a queste anime dure, nella speranza che comincino a pensare ai loro crimini, che si pentano e si consegnino tutti volontariamente al Tribunale dell’Aja”. (Enisa Bukvic)

L’autore
Luca Leone, giornalista e saggista, laureato in scienze politiche, è nato nel 1970 ad Albano Laziale (Roma). Ha scritto e scrive per diverse testate. Ha firmato, tra gli altri, i saggi Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo, Il Segno, 2004; Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (a cura di), Sinnos, 2004; Srebrenica. I giorni della vergogna, Infinito edizioni, 2005-2011 (quattro edizioni); Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo, Infinito edizioni, 2008; Bosnia Express, Infinito edizioni, 2010; Saluti da Sarajevo, Infinito edizioni, 2011 (in uscita a ottobre in tutte le librerie).
Per contattarlo: lu.ne@libero.it

giovedì 8 settembre 2011

BOSNIA EXPRESS, in libreria la terza edizione aggiornatissima (e con copertina nuova)!


Carissimi,
con immenso piacere vi annuncio che sta arrivando in libreria la terza edizione del mio “Bosnia Express. Politica, religione, nazionalismo, mafia e povertà in quel che resta della Porta d’Oriente”.
Il libro, uscito in prima edizione nell’ottobre 2010, è aggiornato ad agosto 2011 e presenta tutte le principali novità avvenute in Bosnia Erzegovina negli ultimi dodici mesi, inclusa la ferale notizia dell’apertura – il 2 luglio 2011 – del primo McDonald’s bosniaco a Sarajevo.
Grazie per la vostra attenzione e a presto

Luca Leone

La casa editrice Infinito edizioni
presenta la terza edizione del libro
BOSNIA EXPRESS
Politica, religione, nazionalismo, mafia e povertà
in quel che resta della Porta d’Oriente
(pag. 160, € 12,00)

di LUCA LEONE
Terza edizione

Prefazione di Sabina Langer
Introduzione di Riccardo Noury
Presentazione di Francesco De Filippo
Postfazione di Enisa Bukvic

Un viaggio che vi farà conoscere un Paese incredibile

Nella sua terza edizione – in libreria da pochi giorni – “Bosnia Express” continua il viaggio nell’interminabile dopoguerra della Bosnia Erzegovina, raccontando minuziosamente l’involuzione politica e sociale di un Paese alla deriva, privo da ormai un anno di un governo e lasciato pressoché a se stesso.

Oggi, tre lustri dopo la fine della guerra, il Paese è in mano a politici corrotti, alle mafie che ripuliscono il denaro sporco nel settore immobiliare e nelle banche occidentali e arabe, a gruppi stranieri che giorno dopo giorno esigono il pagamento di un dazio infinito, il cui peso ha avuto origine nella guerra del 1991-1995.

E, poiché al peggio non vi è mai fine, oggi la Bosnia è assediata e vinta persino in uno dei settori che fino a pochi mesi fa sembrava un suo punto di forza invincibile, la gastronomia, con l’apertura, nel luglio 2011, del primo McDonald’s nazionale e l’immagine patetica dei politici in fila, panino in mano, all’inaugurazione del ristorante del “re degli hamburger”, per rimediare la miseria di un virgolettato sui giornali il giorno dopo.

Bosnia Express è il viaggio in un Paese deragliato, con un ritardo strutturale di quarant’anni, ridotto economicamente e culturalmente in ginocchio e squassato dai nazionalismi e dalle contrapposizioni di credo, ma ciò nonostante capace di destare molti appetiti. E di sorprendere.

“Luca Leone non ci consegna un libro, ci dà uno schiaffo. Lui che bosniaco non è ha il candore di indignarsi ancora davanti alle fosse comuni terziarie di Srebrenica, di arrabbiarsi per le scorie tossiche colate a picco dai francesi nel lago di Buško, di commuoversi davanti alla splendida natura bosniaca, anche se ancora da sminare e forse solo per questo non contaminata, appiattita sotto una coltre di malta, strappata per far largo a torri di hotel”. (Francesco De Filippo)

“L’espressione o lo stato d’animo di Luca Leone è quello del disinganno, della disillusione nei confronti di un Paese che ha girato le spalle a se stesso, in un post-conflitto nel quale denaro, successo e crimine hanno rapidamente preso il posto della giustizia, della verità e della solidarietà”. (Riccardo Noury)

Vi consiglio di leggere questo libro, perché parla di un Paese speciale, la Bosnia Erzegovina, ed è scritto da una persona speciale. (Enisa Bukvić)

Con il patrocinio di Amnesty International, Ipsos-Acli, Adl-Zavidovici, Associazione per i popoli minacciati, Adottando, Fondazione Alexander Langer, Molisesorriso.


L’autore
Luca Leone, giornalista e saggista, laureato in scienze politiche, è nato nel 1970 ad Albano Laziale (Roma). Ha scritto e scrive per diverse testate. Ha firmato, tra gli altri, i saggi Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo, Il Segno, 2004; Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (a cura di), Sinnos, 2004; Srebrenica. I giorni della vergogna, Infinito edizioni, 2005 (tre edizioni); Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo, Infinito edizioni, 2008.
Per contattarlo: lu.ne@libero.it

mercoledì 7 settembre 2011

Dalla stampa: Infinito edizioni e "Uomini e belve" in un bel pezzo di "Articolo Tre"

Ciao cari,
vi segnalo questo bell'articolo - PER LEGGERLO, FATE CLIK QUI - a firma Gaetano farina per "Articolo Tre" sia sulle arrività editoriali di Infinito edizioni che sul mio "Uomini e belve", un libro di tre anni fa ma a cui sono molto affezionato.
A breve posterò una serie di novità spero interessanti.
Buona giornata e un saluto a tutti