Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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sabato 29 gennaio 2011

Di ritorno da Pisa, due righe a 35 gradi su "Bosnia Express"

Di ritorno da Pisa, su un treno vuoto e caldissimo, due parole sulla presentazione di Bosnia Express di Pisa di questo pomeriggio.
Veramente solo due perché c’è poco da dire: un contesto, quello della sala comunale, sontuoso, di un bellezza unica; i tre relatori – la moderatrice Elena Dundovich, l’assessore Marilù Chiofalo e l’organizzatore-consigliere Stefano Landucci (e la sua famiglia), di una rara competenza oltre che di profonda bellezza umana; e poi una cinquantina di persone rimaste fino alla fine. Tra le quali, tre-quattro tra ragazze e signore bosniache che hanno apprezzato esposizione e dibattito, almeno a sentire loro.
Alla fine, purtroppo, la visita pisana si è trasformata in una toccata e fuga. Le notizie sull’entità dello sciopero del personale ferroviario erano troppo allarmanti per restare la notte a Pisa, col rischio di non riuscire a rincasare domani. E così eccomi a scrivere da questo treno a 35 gradi, vuoto e sonnecchiante ma – udite udite! – a quanto pare in orario. Al mio arrivo a Roma ho otto minuti per passare su un altro treno, sennò stanotte mi tocca una dura e fredda panchina. Incrocio le dita, ma non le braccia. Fa troppo caldo per farlo...
A questo punto, “Bosnia Express” e il suo provato ma soddisfatto autore si prendono dieci giorni di sosta e un febbraio quasi di relax. Ma da marzo, si ricomincia alla grande. Scappate finché siete in tempo…

Febbraio 2011:
- venerdì 11 febbraio, ROMA, Libreria Odradek, via dei Banchi vecchi; presentazione congiunta con l’autrice del calendario “”Schegge di vita a Rebibbia 2011”, Maria Falcone; previste letture; ore 18,00;
- sabato 19 e domenica 20 febbraio, MODENA, allo stand Infinito edizioni per incontri, confronti, firme, chiacchierate di ogni sorta, Foro Boario, nell'ambito della Fiera del libro BukModena, ora 10,00-20,00;
- domenica 20 febbraio, BOLOGNA, La Scuderia, piazza Verdi 2, ore 11,00: “Verso Dove” per Adottando, evento per festeggiare i dieci anni di vita e attività di Adottando nei Balcani, con Gianluca Borghi e Gianni Sofri, intervengono Franco Di Mare, Irfanka Pasagic, Michele Nardelli;
- domenica 27 febbraio, ROMA, via delle Isole Curzolane 74, IV Municipio (Tufello, bus 90 da Termini), presso la sede dell’Associazione Defrag, ore 17,30; Organizzano Amnesty International e Defrag;

Marzo 2011:
- 2-3-4-5 marzo, PUGLIA (Lecce, Bari e altre città in definizione), date in definizione, organizzano Arci e Amnesty Onternational;
- domenica 13 marzo, REGGIO EMILIA, presso l’Associazione Quinta Parete, modera Francesco Zarzana, orario in definizione.

Altre date in preparazione.

Dal 30 settembre 2010 a oggi abbiamo già presentato il libro 24 volte, ed esattamente a: Albano Laziale (RM), Ancona, Catania, Cerignola (Fg), Cisliano (MI), Firenze, Giulianova, Massafra (Ta), Milano, Modena, Padova, Palermo, Parma, Pisa, Roma (4 volte), San Benedetto del Tronto, Saronno (VA), Sedriano (MI), Taranto, Tarquinia (VT), Vittorio Veneto.

Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it

venerdì 28 gennaio 2011

Bosnia Express chiude gennaio a Pisa e sferraglia felice verso le presentazioni di febbraio e marzo


Vi aspetto sabato 29 gennaio a Pisa per l'ultima presentazione di Bosnia Express di questo bellissimo e duro gennaio. Dopodiché è tempo di tuffarsi già negli impegni di febbraio e marzo.
Tornare a Pisa è bello sia perché alla Leopolda è legato il ricordo di una presentazione partecipatissima e resa problematica e faticosa dalla mia bronchite di Srebrenica. I giorni della vergogna, sia perché non torno in città da almeno due-tre anni, ovvero da quando abbiamo deciso, per protesta, di non partecipare più alla locale fiera del libro. Tornare quindi è bello, anche perché Pisa è una città meravigliosa, giovane, dinamica, accogliente.
Ecco il calendario, in corso di aggiornamento giorno dopo giorno, delle prossime presentazioni di Bosnia Express:

Gennaio 2011:
- sabato 29 gennaio, PISA, Sala delle Baleari, Comune di Pisa, ore 17,30; modera Stefano Landucci, consigliere comunale di Pisa; interviene Elena Dundovich, docente di Storia dell’Europa Orientale dell’Università di Pisa; saluti dell’Assessore Marilù Chiofalo.

Febbraio 2011:
- venerdì 11 febbraio, ROMA, Libreria Odradek, via dei Banchi vecchi; presentazione congiunta con l’autrice del calendario “”Schegge di vita a Rebibbia 2011”, Maria Falcone; previste letture; ore 18,00;
- domenica 20 febbraio, BOLOGNA, La Scuderia, piazza Verdi 2, ore 11,00: “Verso Dove” per Adottando, evento per festeggiare i dieci anni di vita e attività di Adottando nei Balcani, con Gianluca Borghi e Gianni Sofri, intervengono Franco Di Mare, Irfanka Pasagic, Michele Nardelli;
- domenica 27 febbraio, ROMA, via delle Isole Curzolane 74, IV Municipio (Tufello, bus 90 da Termini), presso la sede dell’Associazione Defrag, ore 17,30; Organizzano Amnesty International e Defrag;

Marzo 2011:
- 2-3-4-5 marzo, PUGLIA (Lecce, Bari e altre città in definizione), date in definizione, organizzano Arci e Amnesty Onternational;
- domenica 13 marzo, REGGIO EMILIA, presso l’Associazione Quinta Parete, modera Francesco Zarzana, orario in definizione.

Altre date in preparazione.

Dal 30 settembre 2010 a oggi abbiamo già presentato il libro 23 volte, ed esattamente a: Albano Laziale (RM), Ancona, Catania, Cerignola (Fg), Cisliano (MI), Firenze, Giulianova, Massafra (Ta), Milano, Modena, Padova, Palermo, Parma, Roma (4 volte), San Benedetto del Tronto, Saronno (VA), Sedriano (MI), Taranto, Tarquinia (VT), Vittorio Veneto.

Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it

mercoledì 26 gennaio 2011

Bosnia Express vola in Austalia sulle ali della radio e atterra nel week end a Pisa

E' on line sul sito dell'emittente di Melbourne, Australia, Sbs Tv la prima parte della lunga e interessante intervista che la collega Maria Sismondi mi ha fatto qualche giorno fa a proposito di Bosnia Express. Maria è una perdsona di grande cortesia e professionalità e collaborare con lei è stato splendido.
Spero che troviate interessante l'intervidsta (che ancora non sono riuscito a riascoltare). Vi segnalerò quando sarà disponibile la seconda parte.
Per asoltarla, potete fare clik qui e sarete indirizzati direttamente sul sito della Sbs Tv.
Noi ci vediamo invece sabato, a Pisa, per l'ultimo appuntamento - il ventiquattresimo dall'inizio di questa bellissima avventura - di un gennaio faticoso ma interessantissimo.
Ecco gli estremi:
sabato 29 gennaio, PISA, Sala delle Baleari, Comune di Pisa, ore 17,30; modera Stefano Landucci, consigliere comunale di Pisa; interviene Elena Dundovich, docente di Storia dell’Europa Orientale dell’Università di Pisa; saluti dell’Assessore Marilù Chiofalo.
A presto con i nuovi appuntamenti!

domenica 23 gennaio 2011

Da Vittorio Veneto a Parma, il “Bosnia Express” va a tutto vapore

Siamo rimasti alla presentazione di Padova del 20 gennaio di "Bosnia Express". Venerdì è stata la volta di Vittorio Veneto, sabato di Parma. È stato, questo, un mini-tour tra Veneto ed Emilia Romagna all’insegna della splendida e calorosa accoglienza e dell’ottima cucina, perfettamente in linea con la precedente esperienza in Puglia (Taranto, Massafra e Cerignola).
L’ottima organizzazione e la sensibilità del pubblico verso la Bosnia Erzegovina (in totale controtendenza rispetto alla mediocre classe politica italiana e ai nostri media avidi di bunga bunga e da sempre poco inclini all’approfondimento rispetto alle questioni balcaniche) ha determinato un ottimo successo delle presentazioni, in linea con Padova, sia a Vittorio Veneto (oltre sessanta presenti) che a Parma (ben più di quaranta).
Uno degli aspetti più significativi di queste tre presentazioni è stato la presenza di tanti bosniaci tra il pubblico. Ragazzi e adulti tra i 17 e i 50 anni che hanno condiviso ampiamente il contenuto del libro, e a tratti si sono commossi. Io sono convinto che una delle sfide più grandi sia di non far cadere un velo di oblio su questo Paese, cosa che i nazionalisti delle tre parti fortemente vorrebbero. “Bosnia Express”, che lo scorso dicembre, a Roma, il grande Paolo Rumiz ha definito “un libro tosto”, facendomi il più bel complimento che potessi aspettarmi e sperare, spero serva anche a questo.
Ora sto rientrando a Roma su un Frecciargento partito da Bologna in perfetto orario e sul quale, per la non certo modica cifra di 47 euro, stiamo viaggiando veloci ma stretti e scomodi come bottiglie nel cellophane. Mi piacerebbe incontrare il personaggio che, ad esempio, ha progettato i portapacchi orizzontali di questi treni infelici per chiedergli per quale diavolo di ragione non sia stato pensato di farli diedi centimetri più capienti in altezza. Sulla carrozza cinque viaggiamo con i bagagli di una numerosa e rumorosa comitiva yenkee stipati in ogni dove, e stiamo veramente scomodi. Gratis viaggerei così quasi volentieri. Ma per 47 euro, se permettete, mi scaldo un po’. Mi chiedo se chi di dovere abbia mai preso un treno. Ma nessuno – dopo le auto blu, che ormai sono quasi settecentomila in Italia (record del mondo: negli Usa sono circa 75.000…) – ha ancora inventato il “treno blu” a spese del contribuente. Parola quest’ultima che, non ci avevo mai fatto caso prima, contiene in sé un’allusione bovina – contri BUE nte) che forse spiega largamente come siamo tutti considerati dal potere in Italia, e non solo.
Bene (si fa per dire), buona domenica a tutti e buon “Bosnia Express”

venerdì 21 gennaio 2011

"Bosnia Express", dopo Padova oggi a Vittorio Veneto

Splendida: così definirei l'esperienza di ieri sera a Padova. Città bellissima nella quale per la prima volta ho presentato un libro e che ha risposto stupendamente. La grande sala pubblica messa a disposizione dal Consiglio di Quartiere 4 di Padova era piena e le persone presenti hanno partecipato a una bellissima serata corale, che in qualche modo mi ha ricordato un'esperienza simile già fatto lo scorso mese di ottobre 2010 ad Ancona. Presenti tra il folto pubblico giunto grazie al lavoro di promozione eccezionale del Comitato di Sostegno alle Forze e Iniziative di Pace in Bosnia c'erano anche delle ragazze bosniache, con le quali c'è stata forte identità di vedute. Per chi scrive un libro forte e di denuncia come "Bosnia Express" si tratta di verifiche importantissime, perché "Bosnia Express" nasce proprio dal contatto con le persone comuni come me e come noi che leggiamo ed è un attacco senza se e senza ma a un potere corrotto e sporcaccione che sta rovinando la Bosnia esattamente come sta rovinando l'Italia, sebbene le due situazioni siano solo in parte comparabili.
Notevolissime anche le vendite: quando in una serata va via un intero scatolone di libri, non è solo felice l'autore ma lo è anche l'editore. E se le due cose coincidono...come dire?...si è soddisfatti due volte...
Prima di andare a fare quattro passi per Oderzo, splendida cittadina a una settantina di chilometri da Padova, dove ora mi trovo, vi ricordo la presentazione di questa sera e quella di domani, prima di chiudere questo gennaio assai impegnativo - che, pur tuttavia, fin qui è letteralmente volato, ahime... - a Pisa.

Gennaio:
- venerdì 21 gennaio, VITTORIO VENETO, Centro Culturale Parco Fenderl, Ingresso: Via San Gottardo 91 ore 21,00. Organizza Mondo In Cammino Veneto con il con il sostegno della Consulta Dell’associazionismo Culturale Vittoriose. Modera Valentina Barbieri;
- sabato 22 gennaio, PARMA, Centro Samarcanda, via Bandini, 6, ore 17,00; organizza il Gruppo Bosnia Azione Cattolica;
- sabato 29 gennaio, PISA, Sala delle Baleari, Comune di Pisa, ore 17,30; modera Stefano Landucci, consigliere comunale di Pisa; interviene Elena Dundovich, docente di Storia dell’Europa Orientale dell’Università di Pisa; saluti dell’Assessore Marilù Chiofalo.

Febbraio:
- venerdì 11 febbraio, ROMA, presso la Libreria Odradek, via dei Banchi Vecchi, 57, ore 18,00.

Marzo:
- domenica 13 marzo, REGGIO EMILIA, presso l’Associazione Quinta Parete, in definizione.

Altre date in definizione.

Grazie e buona giornata a tutti voi.

mercoledì 19 gennaio 2011

Bosnia Express a Padova, Vittorio Veneto, Parma e in...Australia...


Valigia rigorosamente ancora da fare per quest'ultimo fine settimana lungo di gennaio di presentazioni di BOSNIA EXPRESS. A fine mese sarò per una sola data a Pisa e a febbraio, anche a causa della concomitanza della fiera del libro di Modena e di altri impegni, farò poche presentazioni. Probabilmente riprenderò a marzo, anche se per ora le date fissate sono poche e mi riservo di informarvi di volta in volta, per non creare false aspettative.
Non mi sono poi dimenticato di mettere on line gli aggiornamenti pubblicati nella seconda edizione del libro, già in corso di esaurimento. A breve pubblicherò il primo. Il fatto è che il lavoro è così tanto che a volte non riesco a trovare neppure cinque minuti per aggiornare il blog.
Vi aspetto da domani a sabato a Padova, Vittorio Veneto e Parma. Oggi, tra l'altro, ho da poco terminato un'intervista molto interessante con un'emittente radiofonica australiana, la Sbs Tv di Melbourne, e sapere che "Bosnia Express" è arrivato così lontano non mi lascia affatto indifferente.

Ecco, per concludere, l'elenco delle prossime presentazioni fissate:

Gennaio:
- giovedì 20 gennaio, PADOVA, Sala Polivalente di via S. Maria Assunta 35/A, ore 21,00; con la collaborazione del Consiglio di Quartiere 4 di Padova; modera Luca Simioni, interviene Valentina Barbieri;
- venerdì 21 gennaio, VITTORIO VENETO, Centro Culturale Parco Fenderl, Ingresso: Via San Gottardo 91 ore 21,00. Organizza Mondo In Cammino Veneto con il con il sostegno della Consulta Dell’associazionismo Culturale Vittoriose. Modera Valentina Barbieri.
- sabato 22 gennaio, PARMA, Centro Samarcanda (laboratorio di dialogo interculturale), via Bandini 6, ore 17,00; organizza il Gruppo Bosnia Azione Cattolica;
- sabato 29 gennaio, PISA, Sala delle Baleari, Comune di Pisa, ore 17,30; modera Stefano Landucci, consigliere comunale di Pisa; interviene Elena Dundovich, docente di Storia dell’Europa Orientale dell’Università di Pisa; saluti dell’Assessore Marilù Chiofalo.

Febbraio:
- venerdì 11 febbraio, ROMA, Libreria Odradek, via dei Banchi vecchi; presentazione congiunta con l’autrice del calendario “”Schegge di vita a Rebibbia 2011”, Maria Falcone; previste letture; ore 18,00;

Marzo:
- domenica 13 marzo, REGGIO EMILIA, presso l’Associazione Quinta Parete, modera Francesco Zarzana, orario in definizione.

Nuove date in preparazione.

Dal 30 settembre 2010 a oggi abbiamo già presentato il libro 20 volte, ed esattamente a: Albano Laziale (RM), Ancona, Catania, Cerignola (Fg), Cisliano (MI), Firenze, Giulianova, Massafra (Ta), Milano, Modena, Palermo, Roma (4 volte), San Benedetto del Tronto, Saronno (VA), Sedriano (MI), Taranto, Tarquinia (VT).

Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it

Un calendario per Rebibbia, una sfida educativa, una speranza per i bambini che nascono in carcere: intervista a Maria Falcone


Maria Falcone, insegnante coraggiosa e preparata, è l’artefice prima se non assoluta del calendario edito per il 2011 da Infinito edizioni con il titolo SCHEGGE DI VITA A REBIBBIA RECLUSIONE. Maria ha voluto con forza e determinazione questo prezioso progetto educativo e pedagogico, sfidando la burocrazia e i pregiudizi e ottenendo risultati preziosi. Di questo calendario – le cui foto ho avuto l’onore di poter scattare in una caldissima giornata d’agosto e i cui proventi, tolte le spese di realizzazione, sono devoluti all’associazione “A Roma insieme”, che si occupa dei bambini del nido Rebibbia-Femminile – e del suo significato parliamo con Maria in una breve intervista che riportiamo qui di seguito.

Da che cosa nasce l’idea di realizzare un calendario dei detenuti di Rebibbia?
L’idea nasce da un sistematico impegno nei confronti di tutte quelle iniziative che possano creare nuovi spazi di espressione finalizzati alla riabilitazione del detenuto. Le persone che vivono la detenzione devono essere messe nella condizione di attivare risorse e di sviluppare nuove competenze, poiché là dove si supera la soglia del limite tollerabile non c’è apprendimento. Il calendario si inserisce in una dialettica costruttiva perché nello scorrere delle pagine si impone con forza il potere della parola, dei volti, degli sguardi, dei simboli, dei corpi e del contesto, ma soprattutto emerge un interesse verso chi, in modo diverso, vive la stessa condizione di detenzione: i bambini, fino a tre anni, insieme alle loro madri colpevoli di reato.

Puoi descriverci la tipologia di detenuti che hanno accettato di prestarsi alla realizzazione del calendario? Parliamo di detenuti condannati a lunghe pene carcerarie?
Gli scatti fotografici riprendono i detenuti della Sezione “comune” e comprendono reati che vanno dalle rapine, allo spaccio ai furti fino agli omicidi. Gli scatti includono anche gli ergastolani, i fine pena mai.
Ora, il detenuto reo per aver commesso un crimine si trova in prigione per espiare una pena che, nell’ordinamento penitenziario del 1975, assume un carattere punitivo da una parte – la reclusione, ovvero un allontanamento dalla società per coloro che “provocano disordine” – dall’altra parte la pena assume un carattere ri-educativo/preventivo, nel senso di predisporre un investimento adeguato sulla prevenzione del crimine attraverso progetti finalizzati a strutturare nuove coscienze, quindi un maggiore avvicinamento alla legalità come forma di benessere individuale e collettivo.

Qual è il significato di questo progetto e quali le finalità pedagogiche?
Il calendario con le fotografie dei detenuti supera un vincolo fondamentale: trasforma la chiusura in apertura, trasforma l’assenza in presenza. Una presenza espressa attraverso il proprio modo di essere e di rappresentarsi al mondo. Un siffatto progetto potrebbe essere la dimostrazione di come la formazione permanente (in età adulta) e in situazioni particolari, si può riattivare con risultati talora inaspettati. Per questo motivo gli scatti fotografici ritraggono percorsi educativi essenziali come la scuola, le attività creative, il lavoro: presupposti indispensabili non solo per la riabilitazione ma anche per la tutela dei diritti nei confronti di tutti.
I diritti non possono prescindere da un dovere fondamentale che si esplica attraverso un impegno personale finalizzato all’elaborazione del reato – ovvero alla rottura di schemi preesistenti che hanno “provocato disordine” – e alla relativa produzione di nuovi percorsi.
In questo passaggio risultano fondamentali: la consapevolezza delle proprie azioni, la riflessione sul proprio vissuto, il riconoscimento del sé, la vicinanza agli altri, la capacità di prevenzione, tutte finalità educative pregnanti per lo scopo riabilitativo del reo.

Il “mondo esterno”, quello che spesso ignora la realtà del carcere, come ha accolto il calendario?
Il mondo esterno ha avuto reazioni diametralmente opposte: da una parte ha apprezzato il lavoro poiché dà molti spunti di riflessione su un mondo “sommerso” e promuove un dibattito sulla situazione attuale dei detenuti, che attualmente in Italia sono poco meno di 70.000, a fronte di una capienza regolamentare di circa 43.000 posti; dall’altra parte, la società “civile” ha opposto un netto rifiuto, nel senso di non volerne nemmeno sentir parlare.

Puoi raccontare il lavoro degli operatori in carcere, quali le difficoltà, quali le sfide?
Il lavoro in carcere è molto complesso; per definirlo, e capirlo in parte, bisogna viverlo.
Si ha a che fare con detenuti che sono peculiari nella loro specificità, proprio perché hanno oltrepassato un limite. Al loro interno sono ulteriormente suddivisi in coloro che soffrono di disadattamento sociale o/e di dipendenze varie. La complessità quotidiana sta proprio nel fatto di riuscire a creare una rete tra i vari operatori penitenziari e i detenuti.
Per questo è indispensabile un esercizio costante sul lavoro di rete che porta a risultati migliori, anziché singoli percorsi operativi: là dove si crea collaborazione c’è evoluzione.

Qual è la sfida educativa da vincere assoloutamente?
Quello che maggiormente mi colpisce è l’eccessivo numero dei detenuti che affollano le carceri. Come cittadina dello Stato italiano mi chiedo: perché?
Una delle risposte che riesco a darmi è che l’uomo si sta sempre di più “snaturando”, ovvero si sta alienando dalla sua vera natura che è l’amore verso se stesso, quindi la conservazione di se stesso. Quotidianamente i telegiornali ci informano su tragedie familiari; le famiglie vivono serie difficoltà ad affrontare le relazioni tra partner, con i figli e con la società. La droga, l’alcol, il malessere, le chat sono, in molti casi, la risposta al disagio.
Interrogarsi sul perché accadono i crimini è prioritario, istituire forme di prevenzione è necessario, senza la pretesa di voler avere la bacchetta magica che risolva i mali del mondo, ma con la “pretesa” di voler dare un contributo serio alla società. Questa dovrebbe essere la sfida educativa dei nostri tempi.

Futuri progetti?
In linea con le finalità educative/preventive previste dall’ordinamento penitenziario, in collaborazione con la Casa di Reclusione Rebibbia e i detenuti e con la disponibilità di Infinito edizioni, realizzeremo un testo: il fotoracconto. I detenuti si racconteranno attraverso le immagini (disegni e foto). Il tutto verrà poi “analizzato” nel gruppo pedagogico che segue una metodologia specifica, finalizzata alla comprensione delle dinamiche educative che nella vita hanno segnato dei punti di svolta. Inoltre, con una collega che lavora con i ragazzi/e nel reparto di neuropsichiatria del Policlinico Umberto I e con la collaborazione della scuola di via Tiburtina Antica, 25 e della Direzione della Casa di Reclusione Rebibbia, realizzeremo il primo concorso di poesie tra detenuti e ragazzi/e ospedalizzati. E poi vedremo che cosa ci riserverà il futuro.

domenica 9 gennaio 2011

BOSNIA EXPRESS: stasera a Cerignola ma…con brivido. Curiosi? Leggete qui sotto…

Onorate le due date tarantine, oggi ultimo giorno in Puglia con la presentazione di Cerignola di BOSNIA EXPRESS.
Accompagnato dai bravissimi volontari di Amnesty alla stazione di Taranto, dopo due giorni passati nel fresco e delicato abbraccio dei benefici aerosol generosamente e beneficamente erogati qua dall’industria siderurgica che fu di stato, là – ovvero, dalla parte opposta della strada che si fa per entrare e uscire da Taranto – dal gigante petrolchimico che di stato resta, subito la sorpresa: il treno atteso da centinaia di tarantini, alla fine delle sempre brevi vacanze, tarda di 45 minuti. “Si è rotta la motrice e l’hanno cambiata in corso”, dicono passeggeri un tantino accalorati, provenienti da Crotone; “Il convoglio ha inopinatamente investito degli animali sulla tratta”, fa sapere il monopolista ferroviario. Magari tra vent’anni si verrà a scoprire che sono stati i marziani, per suggerire un’avvincente puntata di “Voyager” al Giacobbo nazionale…
L’interno del treno, meraviglioso esempio di modernariato per l’occasione approntato come intercity, poneva immediatamente a suo agio il viaggiatore: valige ciclopiche da scavalcare nei corridoi dei vagoni, non perché non vi siano abbastanza spazi dedicati ai bagagli ma perché le Ferrovie dello Stato ci tengono alla salute dei viaggiatori e vogliono mantenerli in forma; fumo di sigarette nella totale assenza di controllori, perché al Paese servono nuovi campioni di apnea e pare si siano aperte le selezioni; toilette igienicamente al limite, perché anche sull’Isola, in fin dei conti, i cessi non devono essere granché e la vita è un grande e ridente show televisivo – e poi, vuoi mettere: se qualcuno volesse partire volontario per recarsi in un Paese in via di sviluppo a prestare la sua opera, Trenitalia ti vaccina prima e non devi nemmeno fare la fila alla Asl, mettendo di cattivo umore l’ospitale personale medico che in realtà invece che bucarti la chiappa preferirebbe andarsene a sorbire un sicuramente strameritato caffè.
L’accesso allo scompartimento è reso arduo dallo scavalcamento del corpo di un minore, tale Luigino da Crotone, il quale fortunatamente gode di ottima salute ma non della necessaria e benefica educazione per far passare agevolmente un povero anziano, nella fattispecie chi scrive.
Luigino è figlio di Onofrio – chiamiamolo così – virgulto genitore un tantino appesantito a prua che occupa il mio posto, poltrona – chiamiamola così – 115.
- Sa, quel posto sarebbe mio…
- Eh no, mo’ ci sto io!
Ricontrollo il biglietto:
- No no, è mio. Ma mi dica qual è il suo e lo occupo io, non si preoccupi…
- Ah no no! Il posto mio è mio e mi ci metto io!
Siamo in impasse.
Si alza, mi sbuffa in faccia e si siede al suo posto, accanto al mio.
Mi siedo a mia volta, mi volto e Onofrio s’è addormentato, quasi sulla mia spalla. Faccio per spostarlo ma la moglie mi guarda:
- È tanto stanco - fa.
Non oso toccarlo. Intanto Luigino, 5 anni, si avvicina al ragazzo marchigiano del posto di fronte, anch’egli sul punto di addormentarsi.
- Buh – fa Luigino. E il poverino fa uno zompo fin sulla rastrelliera.
La signora sorride, beata.
Minchia, devo arrivare solo a Barletta ma il viaggio si annuncia lungo.
Stando attento a non svegliare Onofrio, tiro fuori il computer dalla borsa, metto le cuffie e ascolto la musica sbrigando un po’ di lavoro.
Onofrio, manco fosse programmato, si desta di colpo e si mette a farsi immediatamente i cazzi miei.
Chiudo, ma per Luigino è ora di pappa.
Lo fa notare simpaticamente in slang alla mamma, la quale in slang lo fa notare a Onofrio, il quale molto in slang urla qualcosa alla moglie, la quale in slang ne rende edotto il caro Luigino. Cinque minuti dopo Luigino ha in mano una baguette salame-e-provola, che finirà nel volgere di pochi minuti appoggiata ovunque, incluso sulle ginocchia del povero giovanotto marchigiano, che nicchia e nicchierà per tutto il tempo.
Improvvisamente l’imbottitura del panino finisce per terra, nello scompartimento. Onofrio e madama si guardano, interrogativi; guadano il figlio; guardano noi. Luigino è inebetito, col panino vuoto aperto nelle manine. Scatta l’istinto educativo di ogni buon genitore, con coordinamento perfetto: Oronzo assesta una zampata a Luigino che finge di piangere; nel frattempo la signora assesta col piedino un colpetto all’imbottitura salame-e-provola che però s’imbizzarrisce finendo sotto il sedile del giovanotto, sotto lo sguardo atterrito della ragazza barese che gli viaggia accanto; immediatamente, neanche fosse uno schema pensato da Arrigo Sacchi, Luigino passa sotto le cure amorevoli di mamma mentre Oronzo sferra una zampata alla palla di salame-e-provola infilandola in goal nell’angolino sotto al sedile, vicino alla porta scorrevole.
I due coniugi si guardano compiaciuti. Luigino ha già in mano un altro panino; missione educativa del buon italiano in viaggio compiuta ma… ma Luigino deve andare in bagno. Panino abbandonato sul sedile, senza salvietta, processione al cesso. Cinque minuti e i tre tornano – “Che puzz! Che schif! – Pare che il bagno fosse lercio. Ua! Novità assoluta…!
Luigino afferra il panino abbandonato sul sedile, si arrampica sulla poltrona, sulla quale pulisce ben bene le scarpine appena sciacquettate in bagno, e comincia agiocare al piccolo tarzan, brandendo al contempo il nuovo panino salame-e-provola. Il giovanotto marchigiano è al collasso. Ma Luigino ha un problema:
- Mamm, me so’ pisciat sott
fa con la dolcezza propria di un bambino di 5 anni, già ben dotato di un importante vocabolario di termini.
Oronzo s’incazza. Quel che dice è irripetibile, perché davvero non capisce nulla. Ma – e qui sta il problema – s’incazza con un bel boccone del suo panino salame-e-provola in bocca.
Oronzo è una mitragliatrice senz’anima. Mentre – come dire – rimprovera alacremente il suo cucciolo, il ragazzo marchigiano è colpito e martirizzato da una salve di sputi da far impallidire il brontosauro raffreddato delle prime scene di Jurassic Park. Il giovane nicchia, ma tentenna. La ragazza barese prende le sue cose e scappa sullo strapuntino in corridoio. La mamma cambia Luigino che, tutto felice, scalzo e nudo se ne va per il corridoio sventolando il pistolino. Dieci a uno che tra cinquant’anni o poco più diventerà presidente del consiglio della Gerontopubblica italiana…
Oronzo finalmente si placa. A Luigino la sfuriata non ha fatto né caldo né freddo. La mamma gli rinserra la belva in nuce tra asciutti panni, gli rimette i pantaloni di sicurezza, le scarpine e il panino salame-e-provola in bocca ma…
Beh, la ragazza appena fuggita è un’appassionata di botanica e di lì a pochi minuti ha la splendida idea di alleviare il suo esilio tra valigioni policroni rallegrandosi con la lettura di un bel librone a colori sulle piante da frutto. Attratto come da una calamita, Luigino si schiaccia mani e faccia contro il vetro che separa corridoio e scompartimento. Ciò che resta del panino cade a terra ma… ragazzi, ormai Oronzo è un campione, il Maradona dell’Aspromonte. Un colpo solo, seppur di punta, ed è goal. Sempre nell’angolino… Sempre quello…
La ragazza commette un’ingenuità.
- Ciao Luigino – gli dice.
Il cacciatore rizza le orecchie. Hunter and the hunted, cantavano nel 1982 i Simple Minds.
- Mi conosci? – fa l’onnivoro slanciandosi fuori dallo scompartimento.
- Hai rotto i coglioni fino a un attimo fa, stronzetto – mi aspetto che gli dica lei.
E invece:
- Ho sentito la tua mamma che ti chiamava così…
No!!!
Povera ingenua. Luigino sguaina il suo miglior sorriso, le punta il libro con l’occhio da coccodrillo, glielo sfila senza che la povera sfortunata possa muovere ciglio, rientra come un predatore nello scompartimento, si accovaccia culo all’aria sulla sua poltrona odorosa di piscio, salame-e-provola, estrae il pennarello rosso dalla tasca e crea. Egli crea. E Oronzo mastica. Egli crea. E la mamma tace. Egli crea. E la ragazza, immobile sullo strapuntino, impallidisce. Luigino, dunque, crea. Ma il panino salame-e-provola di papà, per quanto megalitico, non è eterno.
- Luigì! Roarr sgrunt snort!
Oronzo è di nuovo una mitraglia di parole, saliva e pallottole di mollica fradicia. Il ragazzo è atterrito. Bagnato.
Ma Luigino non reagisce.
Sotto gli occhi amorevoli di mammà, colto da improvviso raptus Oronzo afferra il figlio, lo rivolta come fosse di vartapesta, gli sfila il libro ormai ridotto un cencio, la lancia alla ragazza che ne subisce l’agognato ritorno di dorso, e fa per assestare uno schiaffone a Luigino. Questi, però, si difende e facendolo centra con il pennarello in pieno la manica del maglione beige di papà.
- Gesù Gesù! U maglion nov!
fa mamma mettendosi le mani tra i capelli
- Maporclumondchecazzhafattfigghdemutespezzlegamblumagliunov…!!!
Oronzo è una macchina da guerra. Ma non saprò mai come è andata a finire. Afferro la valigia, passo sui corpi dei due, in ferina lotta, schivo mammà, dribblo la botanica traumatizzata e scendo a Barletta dopo aver superato il corpo di una ragazza dai capelli rossi addormentatasi vicino al cesso con la porta aperta, mentre un signore va a prendere al volo le sue valigie prima che finiscano sui binari.
I ragazzi di Amnesty di Cerignola mi stanno aspettando per la presentazione di questa sera alle 19,00. Ma altro che Bosnia. Stasera sono quasi tentato di raccontare la storia di Oronzo e Luigino…
Vabbuò. Comunque, vi aspetto!
Buona domenica.

venerdì 7 gennaio 2011

Taranto: missione compiuta! Domani BOSNIA EXPRESS a Massafra, domenica a Cerignola

Aggiornamento volante sulla presentazione di Taranto di BOSNIA EXPRESS, tra il sussurrare del mare e gli inquietanti fumi delle ciminiere di una delle città più belle e inquinate d'Europa.
Nonostante la febbre abbia colpito sia me sia Riccardo Noury, siamo riusciti a portare a termine, direi con buon successo, una presentazione a cui entrambi tenevamo molto. L'inizio della giornata non pareva dei migliori, a bordo di un treno-lazzaretto che sferragliava svogliatamente verso sud. Tosse, starnuti e curiosi rantolii di vittime del virus del momento hanno accompagnato le cinque ore di viaggio, mentre nugoli di anziane si scambiavano a vocce inusitatamente alta ricette, consigli e pareri. A fine serata poi Riccardo Noury ha malauguratamente abdicato di fronte a un piatto meraviglioso (e incredibilmente pesante) di orecchiette con le cime di rapa, a dimostrazione che stava veramente male. Io non ho abdicato, ma forse avrei fatto meglio...burp...
Domani, se sopravviviamo, si replica a Massafra, dopo giro turistico della cittadina. Appuntamento alle 18,00. Domenica chiudiamo questo primo week-end di presentazioni del 2011 a Cerignola, cittadina che non ho mai visitato e che aspetto di vedere con curiosità.
La settimana prossima, il 12 gennaio, vi ricordo la infrassetimana a Roma con Antonello Sacchetti alla Libreria L'Argonauta, poi si ricomincia a girare tra Veneto, Emilia Romagna e Toscana, fino a fine mese.
Buona notte a tutti.

giovedì 6 gennaio 2011

BOSNIA EXPRESS: le presentazioni del 2011 cominciano dalla Puglia. Con alcune modifiche...

Da venerdì 7 gannaio riprende il viaggio per l'Italia per presentare BOSNIA EXPRESS. Il tour ricomincia dalla Puglia e dalla bella collaborazione con Amnesty International.
Durante le feste di fine anno alcune cose sono cambiate rispetto al precedente calendario, e in particolare l'aggiunta di una nuova data a Cerignola e lo slittamento della data di fine gennaio di Reggio Emilia a metà marzo.
Ma ecco, mentre finisco di preparare la valigia, il calendario aggiornato a oggi le presentazioni per ora fissate, fermo restando che nuovi eventi sono in preparazione o in arrivo.

Gennaio 2011:
- venerdì 7 gennaio, TARANTO, Libreria Gilgamesh, via Oberdan 35, ore 18,00. Organizza Amnesty International, modera Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
- sabato 8 gennaio, MASSAFRA (TA), Teatro comunale, Piazza Garibaldi, ore 18,00. Organizza Amnesty International, modera Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
- domenica 9 gennaio, CERIGNOLA (FOGGIA), Ex Opera Pia Monte Fornari, Piazzale San Rocco, ore 19,00; organizza la Circoscrizione Puglia Amnesty International; modera Francesco Romano (Amnesty International Puglia);
- mercoledì 12 gennaio, ROMA, Libreria L’Argonauta, Via Reggio Emilia, 89, ore 19,00; modera Antonello Sacchetti;
- giovedì 20 gennaio, PADOVA, Sala Polivalente di via S. Maria Assunta 35/A, ore 21,00. Con la collaborazione del Consiglio di Quartiere 4 di Padova;
- venerdì 21 gennaio, VITTORIO VENETO, Centro Culturale Parco Fenderl, Ingresso: Via San Gottardo 91 ore 21,00. Organizza Mondo In Cammino Veneto con il con il sostegno della Consulta Dell’associazionismo Culturale Vittoriose. Modera Valentina Barbieri.
- sabato 22 gennaio, PARMA, Centro Samarcanda (laboratorio di dialogo interculturale), via Bandini 6, ore 17,00;
- sabato 29 gennaio, PISA, Sala delle Baleari, Comune di Pisa, ore 17,30;

Febbraio 2011:
- domenica 20 febbraio, BOLOGNA, mattino, “Verso Dove” per Adottando, evento per festeggiare i dieci anni di vita e attività di Adottando nei Balcani, con Gianluca Borghi e Gianni Sofri, data in definizione.

Marzo 2011:
- domenica 13 marzo, REGGIO EMILIA, presso l’Associazione Quinta Parete, modera Francesco Zarzana, orario in definizione.

Altre date in preparazione.

Dal 30 settembre 2010 a oggi abbiamo già presentato il libro a: Albano Laziale (RM), Ancona, Catania, Cisliano (MI), Firenze, Giulianova, Milano, Modena, Palermo, Roma (3 volte), San Benedetto del Tronto, Saronno (VA), Sedriano (MI), Tarquinia (VT).

Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it