Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
Il nuovo libro di Luca Leone, nelle librerie e negli store online. Compralo su www.infinitoedizioni.it

venerdì 30 dicembre 2011

Infinito edizioni: auguri e bilanci di fine anno


Cari Amici,

giunti alla fine di un anno intenso e difficile come è stato il 2011 – anno di crisi economica e sociale e di cambiamenti forse radicali ma ancora terribilmente confusi – e prima di fare gli auguri di rito per la fine dell’anno e per l’incipiente 2012, un pensiero va alla nostra Barbara Fabiani, amica vera e autrice speciale, che da pochi giorni non c’è più. Conoscerla in vita, lavorare con lei, condividere insieme progetti è stato per tutti noi importante e unico; pensare che questo non sarà più possibile è un dolore insopportabile, come l’idea di non poter più ascoltare la sua voce calda e guardare i suoi occhi sempre attenti a fissare ciò che normalmente sfugge agli altri.

È la seconda volta che la nostra casa editrice perde un autore per una malattia incurabile. Il 23 agosto 2009 a lasciarci era stato Paolo Vittone, dopo una lotta coraggiosa e vana contro un male purtroppo più forte, pervicace, invadente. Lui 46 anni, lei 43. Davvero troppo poca vita vissuta per persone splendide che avrebbero potuto e voluto darci ancora tanto, tantissimo.

Il bilancio della nostra casa editrice per il 2011 pensiamo sia largamente positivo: 28 libri nuovi pubblicati (più “Naš Put”, l’edizione in serbo-croato de “Il nostro viaggio” di Enisa Bukvić, libro non tradotto ma bensì integralmente riscritto nella sua lingua madre dall’autrice); quattro (o cinque, calcolando “Naš Put”) più del 2010; svariate nuove edizioni e ristampe; una sintesi molto soddisfacente tra autori affermati, autori in affermazione ed esordienti; centinaia di presentazioni in tutta Italia e non solo; migliaia di recensioni; decine di migliaia di libri venduti rappresentano fiori all’occhiello rari per una piccola casa editrice italiana, la cui linea editoriale e la cui crescita qualitativa sono, anno dopo anno, sotto gli occhi di tutti.

I fatti del 2011. Gli eventi principali di un anno che ha cambiato le vite di tutti noi

Che cosa è accaduto nel 2011? Ecco, in pillole, un sunto di un anno difficile, che ha cambiato non poche cose nella storia contemporanea dell’umanità. Lo troverete senz'altro incompleto: completiamolo, nel caso, insieme.

Gennaio 20111. Brasile: finisce l'era Lula; Vilma Roussef è la prima presidente donna; Egitto: attentato terroristico dopo la Messa alla chiesa dei Santi di Alessandria d'Egitto: 21 morti, seguono una notte di scontri tra cristiani e musulmani nelle strade della città.
2. Algeria: tre morti negli scontri in seguito alle proteste contro l'aumento del prezzo del pane.
9. Brasile: inondazioni intorno a Rio De Janeiro, 915 morti.
14. Tunisia: le proteste portano alla fine del regime, l'ex dittatore Ben Ali fugge in Arabia Saudita.
15. Sud del Sudan al voto per l'indipendenza, il nuovo Stato nascerà a luglio.
24. Russia: attentato all'aeroporto di Mosca, 36 morti.
25. Egitto: iniziano le proteste della primavera araba a piazza Tahrir, al Cairo.

Febbraio 201111. Egitto: le proteste portano alle dimissione del presidente Osni Mubarak...

giovedì 29 dicembre 2011

Governo in Bosnia: e (14 mesi dopo...) venne il giorno dell'accordo

I capi dei tre partiti nazionalisti della Bosnia Erzegovina (serbo-bosniaco, musulmano-bosniaco e croato-bosniaco) hanno annunciato di avere trovato un accordo per la formazione del governo dello Stato di Bosnia Erzegovina, mettendo così fine a 14 mesi di crisi politica e di mercanteggiamenti. Il nuovo primo ministro sarà un croato-bosniaco, come annunciato dal musulmano Sulejman Tihic.
Contestualmente al raggiungimento dell'accordo sul nuovo governo, le parti hanno approvato, in "zona Cesarini", la legge di bilancio del 2011.
Infine, i dirigenti dei sei principali partiti bosniaci, in testa i movimenti nazionalisti, hanno raggiunto un accordo di massima sull'approvazione, l'anno prossimo, di alcune leggi che dovrebbero facilitare la futura adesione della Bosnia all'Unione europea (Sarajevo ha già firmato, nel 2008, gli accordi di pre-adesione o ASA). Questo dovrebbe permettere lo sblocco di alcuni prestiti sia dalla Ue che dal Fondo monetario internazionale (Fmi), già forti creditori nei confronti della Bosnia Erzegovina.

mercoledì 28 dicembre 2011

Il 29 dicembre alle 17,00, a Roma, l'ultimo saluto a Barbara Fabiani


Domani, giovedì 29 dicembre, potremo tributare l'ultimo saluto alla nostra amata Barbara Fabiani, spentasi prematuramente la mattina del 14 dicembre a causa di una malattia incurabile.
Chi avrà piacere potrà ritrovarsi qualche minuto prima delle 17,00 nella chiesa di S. Giuliana, in piazza Francesco Cucchi, a Roma, in zona Gianicolo, a circa 200 metri dalla sede dei padri comboniani di via S. Pancrazio 17/bis.
A officiare sarà un padre comboniano, come richiesto da Barbara, la quale ha dato disposizioni precise anche per quanto riguarda i fiori con cui addobbare domani la chiesa. Barbara ha chiesto - e avrà - fiori di campo, che tanto amava e che tanta gioia le infondevano.
A domani.

martedì 27 dicembre 2011

Rubrica sull'editoria: "Lei non sa chi sono io… / parte prima"

Sesta puntata della mia rubrica sull'editoria pubblicata da Golem Informazione.

Il rapporto con l’autore è uno degli aspetti più interessanti del lavoro di editore.
Umanamente?
Domanda lecita.
Diciamo…antropologicamente…!
Tra gli autori ci sono le persone normali – solitamente, quelli con la penna più ispirata – che rimangono coi piedi per terra anche al centocinquantesimo libro pubblicato e restano splendidamente capaci di un rapporto umano civile e costruttivo col prossimo, editore incluso (che, secondo una recente sentenza della Corte costituzionale, pare possa essere annoverato come parte dell’ampia categoria “prossimo”…). Non è detto che questi autori siano scrittori di professione, persone che quindi vivano del loro genio o, comunque, della loro ispirazione, tanto che sia tradotta in una vena saggistica che in una letteraria oppure, ad esempio, pedagogica o fumettistica.

giovedì 22 dicembre 2011

Piccoli editori crescono: Televideo racconta l'esperienza di Infinito edizioni

Con un bell'articolo pubblicato ieri dal Televideo Rai, la collega Paola Cortese ha raccontato l'esperienza editoriale della Infinito edizioni, segnalandola come esperienza di gran lunga positiva nonostante i mille problemi legati allo stare in questo Paese, l'Italia, che vive grazie alla e non di rado sulle spalle della piccola e media impresa ma che per essa non ha alcun rispetto, legata com'è la politica italiana a logiche di potere che fanno di noi piccoli, e dei cittadini in genere, solo vacche (tutt'altro che sacre!) da spremere.

Grazie a Televideo Rai per questo bel riconoscimento, grazie a Paola Cortese ma ancor di più grazie alle decine di migliaia di lettori che anno dopo anno, nonostante quest'Italia, esprimono apprezzamento per il nostro lavoro e ci aiutano a continuare, nonostante la salita sia veramente dura.

Per leggere l'articolo, è sufficiente fare clik qui.

Buona lettura!

mercoledì 21 dicembre 2011

L'ultimo saluto a Barbara Fabiani

Il prossimo 29 dicembre, giovedì, potremo tributare l'ultimo saluto alla nostra amata Barbara Fabiani, spentasi prematuramente la mattina dello scorso 14 dicembre a causa di una malattia che non ne ha proprio voluto sapere di essere vinta.
Chi avrà piacere potrà ritrovarsi alle 17,00 nella chiesa di S. Giuliana, in piazza Francesco Cucchi, a Roma, a circa 200 metri dalla sede dei padri comboniani di via S. Pancrazio.
A officiare sarà un comboniano, come richiesto da Barbara.
Al termine della cerimonia, le ceneri della nostra Amica potranno tornare a casa, da dove Barbara manca da ormai un paio di mesi, durante i quali ha tentato, invano ma con coraggio e forza mai scemati, neppure per un solo istante, di vincere una lotta impari ma che l'ha vista cadere, sì, ma in piedi.
A presto

domenica 18 dicembre 2011

Quinta puntata della rubrica sull'editoria: "E la fiera s'afflosciò..."

Quinta puntata della rubrica sull'editoria pubblicata tutti i venerdì su Golem Informazione. Titolo fin troppo significativo (riferito alla Fiera della piccola e media editoria di Roma): E la Fiera s’afflosciò…

Dieci anni e sentirli tutti. All’edizione della X romana, “Più libri più liberi”, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, ha accusato un duro stop alla sua impetuosa crescita. Inutile aspettare i dati sulle affluenze: i visitatori sono stati sensibilmente inferiori, a occhio, sia numericamente sia qualitativamente rispetto alle edizioni precedenti. Roma, da sempre fiera degli acquisti natalizi e dei record, s’è trasformata – seguendo il drammatico andazzo di Torino, l’unico salone internazionale italiano, per quanto su codesta presunta “internazionalità” vi sarebbe molto da eccepire negli ultimi anni… – in fiera paesana da struscio, in Ikea degli pseudo bibliofili, in Standa di quelli che in quei giorni di ponte “nun sapevano che ffa”.
Le cause di questo tracollo?

Lunedì 19 ultima presentazione del 2011: ci vediamo a Bolzano

Dopo la bella, partecipata e sentita presentazione di Venezia, di venerdì 16, lunedì 19 dicembre SALUTI DA SARAJEVO, BOSNIA EXPRESS e SREBRENICA. I GIORNI DELLA VERGOGNA chiudono il 2011 con l'ultima presentazione dell'anno, a BOLZANO, presso il Teatro Cristallo, Sala Giuliani, via Dalmazia 30, alle 20,30; modera Andrea Rizza; organizza la Fondazione Alexander Langer con il patrocinio di Associazione Cristallo e Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige.
Già diverse presentazioni per il 2012 sono fissate o in fase di definizione. A breve ve ne darò conto.
Per ora un caro saluto e arrivederci a Bolzano!

mercoledì 14 dicembre 2011

Ciao Barbara


Questa mattina, 14 dicembre 2011, alle 9,45, Barbara Fabiani ci ha lasciati.
Nel sonno di un letto dell’ospedale Sant’Andrea, senza accorgersene o farsene accorgere, ha lasciato il suo corpo fiaccato dalla malattia e ci ha salutati. Con lei, come sempre, il marito Carmine, l’uomo che l’adorava e che lei adorava, rimastole fino all’ultimo istante accanto nel suggello di un amore senza tempo e senza riserve. Un amore vero come pochi esseri umani hanno mai potuto sperimentare.
Barbara era una donna di soli 43 anni, messa a dura prova da una vita che non le ha mai risparmiato colpi bassi. Troppi. Immeritati per chiunque, dunque anche e soprattutto per lei.
Donna sincera e onesta, moglie devota, giornalista grintosa e precisa fino a volte alla maniacalità, scrittrice ispirata e generosa, studiosa profondamente appassionata e sempre affascinata dalla sua Roma, cui ha dedicato un libro meraviglioso che è anche il suo testamento intellettuale: “Fare l’amore a Roma”.

martedì 13 dicembre 2011

"Saluti da Sarajevo": il 16 dicembre a Venezia, il 19 a Bolzano

Ultime presentazioni del 2011 per i miei libri sulla Bosnia.
Questa volta di scena è il nuovo arrivato, SALUTI DA SARAJEVO (ottobre 2011), tra i più acquistati alla recente Fiera della piccola e media editoria di Roma (7-11 dicembre).
Le ultime presentazioni dell'anno sono a Venezia (un felice ritorno, pochi mesi dopo aver presentato BOSNIA EXPRESS) e a Bolzano (una "prima" assoluta). Ma già sono in preparazione (oltre a quelle che riporto qui sotto) diverse altre date.

martedì 6 dicembre 2011

“Jugoschegge” vent’anni dopo: un libro e un’intervista doppia per capire la guerra di allora e i Balcani di oggi


Che lo si voglia o meno, nel 2012 ricorrono i vent’anni dell’inizio della guerra che determinò l’esplosione e la frammentazione della Jugoslavia.
Un libro composto di foto e testi inediti, “Jugoschegge” (Infinito edizioni, 2011, pagg. 108, € 13,00) attraverso le testimonianze di giornalisti, artisti e operatori umanitari (Mario Boccia, Paolo Rumiz, Ennio Remondino, Luca Rastello, Alessandro Gori, Roberta Biagiarelli, Silvia Maraone) che ben conoscono i Balcani ricostruisce gli eventi di allora e proietta l’attenzione sui Balcani di oggi, evidenziandone criticità e potenzialità.
Ne abbiamo parlato in un’intervista doppia con i due autori del libro, Tullio Bulgari e Giacomo Scattolini, che hanno risposto a cuore aperto a questioni a loro molto care. Si può non essere d’accordo su alcuni punti di questa intervista, ma ai due autori e al loro sforzo editoriale vanno riconosciuti molti meriti, non ultimo quello della chiarezza espositiva.

lunedì 5 dicembre 2011

Al via la Fiera della piccola e media editoria di Roma "Più libri più liberi"

Domani mattina allestimento della Fiera del libro di Roma "Più libri più liberi", al Palazzo dei Congressi dell'Eur.
Mercoledì comincia decima Fiera nazionale della piccola e media editoria, forse l'ultima, visto che il profondo amore per la cultura della presidente della regione Lazio e del sindaco di Roma ha portato al taglio dei finanziamenti per la manifestazione, e quindi alla potenziale soppressione della stessa a cominciare dall'anno prossimo. Evidentemente in sindaco di Roma preferirebbe portare all'Eur le macchine di Formula Uno piuttosto che i libri (i libri emettono meno smog e possono aprire il cervello, la Formula Uno pare abbia l'effetto contrario... ma forse è esattamente questo ciò che vuole e cerca certa politica nostrana...).
Si va avanti fino a domenica sera, con apertura alle 10,00 del mattino e chiusura alle 20,00, tranne che mercoledì e venerdì, giorni in cui la chiusura è alle 21,00.
Domenica sera sarà come uscire da un tritacarne, con piedi ormai più simili a zampe di foca che non a quelli di un essere umano. Eppure, nonostante la crisi economica gravissima (e nonostante il fatto che, a quanto pare, i molti evasori fiscali non investono in libri, visto la crisi che nel 2011 il settore ha conosciuto a quasi ogni livello), la fiera del libro ha sempre un suo grande, grandissimo fascino.
Vi aspettiamo numerosi. Lo stand Infinito edizioni è il D 15, nella "vasca centrale", dopo essere stati per tre anni consecutivi in uno dei corridoi laterali. Per Infinito edizioni è la sesta edizione consecutiva. Speriamo non sia l'ultima...
Viva i libri (e chi li legge)!

domenica 4 dicembre 2011

Gentile editore, le invio in allegato…

Terza puntata della mia rubrica su Golem Informazione.
Buona lettura e a presto per la quarta!

Come fare per inviare una proposta editoriale a un editore?
E quando farlo?
Cominciamo dalla seconda domanda. Se l’editore non è uno che pubblica solo aps (autori a proprie spese), rubacchiando il prezioso acronimo al genio di Umberto Eco, ogni momento è… sbagliato! Nel senso che il piccolo editore – che costituisce il nerbo della categoria – è letteralmente tartassato, oltre che dalle tasse, dalle proposte editoriali e normalmente è in ritardo di almeno sei mesi nella lettura dei manoscritti. A voler essere ottimisti.
Pigrizia? Se considerate che un piccolo editore svolge da solo il lavoro di quattro o cinque addetti di una media o di una grande casa editrice, parlerei più propriamente di consunzione, esaurimento, disfacimento, logoramento, devastazione fisica: in poche parole, stress. Stress, soprattutto, determinato dal poco tempo a disposizione in una giornata. Se per il pubblico dipendente a volte 24 ore in un giorno sono troppe e può raccontare di assaporare, talvolta, il succo insipido dell’uggia, al piccolo editore non basterebbero 36 ore al giorno, otto giorni alla settimana (o alla ottimana…) considerando tra l’altro che lavora circa il 65 per cento del suo tempo e della sua vita solo per approvvigionare il sempre umano e disponibile fisco.
In ogni caso, meglio evitare i due mesi prima di Natale per inviare proposte editoriali, oltre che le settimane precedenti e successive alle grandi fiere del libro: lì il rischio di essere cestinati in automatico è grosso, direi immenso. Evitate inoltre di inviare manoscritti a ottobre insistendo per essere pubblicati per Natale, a meno che non vi riferiate alla santa epifania di quindici mesi dopo. Primo perché non è tecnicamente possibile (a meno che non abbiate già sfornato libri da un milione di copie a prima edizione: in tal caso, benvenuti!), secondo perché Natale per i piccoli editori è un massacro, terzo perché nella migliore delle ipotesi vi rideranno in faccia – non per scortesia, anche lì probabilmente per consunzione, esaurimento, disfacimento, logoramento, devastazione fisica: in poche parole, stress (vedi capoverso precedente…).
Passiamo allora alla prima domanda: come fare per inviare una proposta editoriale a un editore?
Ecco alcune regole elementari, che solitamente l’aspirante autore medio disattende sistematicamente:
1. studiare con un minimo d’attenzione il sito web della casa editrice – o il catalogo della stessa – depennando le aziende che, per quanto simpatiche, proprio non hanno nulla a che fare con il vostro scritto. Chiaro che chiunque vorrebbe pubblicare col suo editore preferito, ma se questo stampa e distribuisce solo libri sui bruchi campagnoli della Tessaglia – di cui voi, tra l’altro, siete grandi intenditori – e il vostro lavoro approfondisce la questione del dramma dei lama peruviani sui bordi delle strade andine (di cui, egualmente, siete i massimi esperti), quello non è certamente l’editore che fa per voi. Convincetevene: vi occorre un editore che pubblichi libri sulle strade o sulle Ande o sui lama (non tibetani);
2. una volta individuato il vostro editore, non inviategli il libro né stampato né in formato elettronico. Spedite una letterina via e-mail in cui non vi definite l’ultimo di una progenie di sommi vati, nella quale in poche parole spiegate la ragione del contatto e, inserendo in fondo tutti i modi in cui contattarvi, allegate sinossi di massimo una pagina e curriculum discorsivo. Se al secondo tentativo non vi risponde nessuno, lasciate perdere e passate oltre, tanto in Italia gli editori sono oltre 8.000 e presto o tardi troverete il vostro, anche se vi esprimete in caratteri cuneiformi e con concetti bidimensionali e in bianco e nero;
3. se l’editore vi risponde, inviategli quel che vi chiede senza stare troppo a contrattare sul fatto che preferireste “spedire il tomo in formato elettronico, perché la carta costa”. Ah, e costa solo a voi!? Secondo voi, a una casa editrice carta e toner delle stampanti le regalano? Gliele spedisce Equitalia per fare una carineria…?
4. non stressate troppo l’editore con telefonate una volta alla settimana per sapere a che punto è la lettura del vostro aspirante libro, perché essere messi in lettura non vuol dire necessariamente che un editor miope sta già coccolandosi il vostro libro sulla sedia a dondolo, in attesa che la mamma gli porti la cioccolata fumante. Quell’editor è senz’altro miope, ma il poveraccio avrà davanti a sé, sul tavolo di formica della cucina, tra l’altro traballante e sporco in un angolo del caffè decaffeinato versato dal vecchio nonno, decine e decine di tomi da leggere, schede di valutazione da compilare e un secondo e un terzo lavoro da portare avanti, perché non sempre nella vita – e per fortuna! – le mamme portano la cioccolata calda e, soprattutto, difficilmente di editoria si campa!

martedì 29 novembre 2011

Pubblicate best seller?

Seconda puntata della mia rubrica su Golem Informazione.
A venerdì per la terza.

A prima vista, dall’esterno, il mondo dell’editoria deve sembrare quanto di più scontato: gli autori propongono le loro opere, gli editori – seduti normalmente al caldo di un caminetto, fumando la pipa e sorseggiando un tè nero – leggono il testo e, al termine, esprimono un garbato “perbacco!”, il libro va magicamente in stampa, pile di volumi mirabilmente e invero misteriosamente sorgono dal pavimento – potenza dei semi transgenici di queste cavolo di multinazionali a stelle e strisce – radicandosi a due passi dalla cassa, i lettori entrano, acquistano, leggono, e proprio quando si sta leggendo l’ultima pagina sui giornali si legge: “Evviva, esce il film tratto dal libro taldeitali…”, che, guarda un po’, è proprio il volume che uno dei sei milioni di fortunati lettori del best seller del momento sta terminando di leggere.
Cos’altro? Ah, sì: il libro in questione è senz’altro un romanzo, dentro c’è un morto o più, forse un maggiordomo, si fa sesso perché quello vende sempre, il protagonista ha tra i trenta e i quarant’anni, spesso fa il giornalista, non gli puzzano mai le ascelle e le donne gli cadono ai piedi (magari gli puzzeranno quelli, ti vien da pensare…).
Chiariamo subito le cose: questo non è uno scherzo. E forse qualcuno di voi si starà anche, segretamente, identificando con quanto di cui sopra. E lo ribadisco: non è uno scherzo per il semplice fatto che una quantità enorme di proposte editoriali che giungono nelle case editrici italiane ha le caratteristiche – o alcune delle caratteristiche – descritte poco fa. Raramente gli autori di questi magnifici polizieschi o thriller o noir si sognano di andare a capire quali differenze ci siano nell’ordinamento italiano tra le mansioni e i poteri di pubblico ministero, gip, gup e così via; chi comincia a provare una grossa emicrania preferisce rifarsi al sistema americano, e allora fioccano i Joe, i John e i Frank tra i protagonisti, sempre atletici e ineffabili amanti anche se lavorano 29 ore al giorno e pesano 126 chili, e le Samantha sono gettonatissime. Non è, in definitiva, che “Io uccido” di Giorgio Faletti si distacchi granché dal cliché, direte voi. L’avete detto appunto voi, perché io mai l’avrei neppure lontanamente pensato…
Tutti, inoltre, sono tomi enormi, mezze risme o risme intere, il che spiega anche bene il perché dell’abbattimento di fior di foreste sul pianeta.
E ogni tomo ha la sua belle lettera d’accompagno, che di solito suona così: “Caro editore, quello che ti ho spedito è il mio capolavoro ma non basta, è il capolavoro. Io ci ho messo tutto me stesso – e forse anche un po’ di mia zia, a pensarci bene – e ora sono a consegnarti, madido di sudore ma invero felice, cotanta eccellenza d’opera. Ora sta a te investirci sopra quel tanto che basta per farlo diventare un best seller. Perché a te interessa il mio best seller, vero? In attesa di una tua immediata risposta, vado a fare la doccia…”.
Le prime volte, per inesperienza, quasi ci credi. Poi scopri che la stessa lettera è stata mandata ad altri 4-500 editori scelti nel mazzo degli oltre 8.000 attivi a vario titolo e per varia sorte in Italia. Infine scopri che l’autore (aspirante) neanche sa chi sei e che cosa fai, perché diversamente mai ti proporrebbe un thriller o un noir, visto che fai quasi esclusivamente saggistica orientata ai diritti umani e civili.
Ma, detto questo, resta una domanda alla quale non sai proprio dare una risposta: come faccio a spiegare ai milioni di aspiranti grandi scrittori italiani che per creare un best seller a tavolino servono 50-60.000 euro e tanta fortuna (oltre a una gran dose di faccia tosta da parte di autore ed editore)? E che per scrivere un buon libro prima bisogna leggerne almeno un centinaio, e che siano molto più che buoni?
Certo di non aver offeso nessun aspirante scrittore, magari dopo questa puntata della rubrica – se il direttore non la chiude seduta stante – il prossimo autore di noir busserà alle nostre porte con un assegno da 60.000 euro… Beh, vuoi vedere che potrebbe nascere un best seller?...

mercoledì 23 novembre 2011

Parliamo di Bosnia oggi a Modena e domani a Jesi

Cari, dalla stazione di Formigine, in attesa del trenino per raggiungere Modena, vi ricordo l'incontro di oggi a Modena e quello di domani a Jesi per parlare di "Bosnia Express", "Saluti da Sarajevo" e "Srebrenica. I giorni della vergogna".
Vi aspettiamo!

- mercoledì 23 novembre, MODENA, sala Tom Benetollo-Comitato Arci provinciale di Modena, via IV novembre, IV/L, orario in definizione. Organizzano il gruppo Emergency Modena e il Comitato Arci provinciale di Modena in collaborazione con Babylon. I colori della lettura e il Circolo Manifesto di Modena; interviene Michela Iorio (Arci); modera Francesco Zarzana; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- giovedì 24 novembre, JESI, Parrocchia S.M. Kolbe - Sala Auditorium, via San Massimiliano Kolbe, 1, ore 21,00; organizza e modera Federico Radini; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”.

venerdì 18 novembre 2011

Rubrica sull'editoria: "La filiera della fame"

Cari,
da oggi, ogni venerdì, il settimanale on line Golem Informazione dell'amico direttore e scrittore Roberto Ormanni pubblicherà una mia rubrica sull'editoria. Spero vi piacerà.
Oggi è on line la prima puntata, "La filiera della fame", che pubblico qui sotto ma vi invito a leggere sul sito di Golem Informazione.
Fatemi sapere che cosa ne pensate.
Grazie!

1. La filiera della fame

Girano strane idee. Si dice – ma nessuno dice chi lo dica… – che il piccolo editore italiano – categoria sterminata, ma non in senso etimologico, e comunque decisamente a rischio – riesca a vivere del suo lavoro. C’è addirittura chi sostiene – ma si ignora chi sia – che codesto strano essere con scatoloni al posto delle scarpe e stampanti in vece delle mani, mezzo uomo (o donna) e metà monitor, normalmente decisamente miope, campi bene del suo lavoro.
C’è chi sostiene – ma non sono chiare quali siano le sue fonti – che di editoria si possa campare, al punto che aumentano esponenzialmente gli aspiranti autori (di best sellers, naturalmente) fermamente convinti che in essi si sia incarnato il genio invero inarrivabile e inarrivato del Sommo Poeta – o, alle brutte, se proprio ci si vuole sottovalutare, del Manzoni, ma vuol dire rinunciare alla prospettiva dell’impianto home theater nel panfilo comprato certamente con la terza ristampa del libro… (con la prima edizione in molti pensano di comprare attico e superattico, qualcuno addirittura un’isola – di qui poi la necessità del panfilo…).
C’è poi chi sostiene che la cultura non serve a niente, perché non si mangia. Il libro imburrato pare rimanga indigesto e crei acidità, mentre all’olio e sale è peggio degli spinaci freddi di frigorifero. Per carità! Ma di solito si tratta di ignoranti che siedono in Parlamento, per cui non fanno media e danno solo fastidio, a cominciare dal fatto che tra coloro che pagano i loro immensi stipendi ci sono quelli che i libri li scrivono, li pubblicano, li leggono.
A parte l’ultima convinzione – fortunatamente minoritaria oltre che assai mendace e offensiva – scopo di questa rubrica settimanale è di sfatare, sbugiardare, irriverire, sovvertire ogni luogo comune che gira – tipo la storia del coccodrillo albino nelle fogne di New York – sull’editoria, nel tentativo invero tutt’altro che semplice di raccontare ai nostri pochi ma pervicaci lettori che il mondo dell’editoria non è rose e fiori. Semmai, concime e spine (che, comunque, fanno sempre parte della grande giostra della vita).
È, il mondo della piccola editoria, fatica e incertezza, tassazioni al 65 per cento e tagli, paura per un futuro tremendamente incerto e disillusione. Ed è, non da meno e probabilmente di conseguenza, una sorta di filiera della fame che spesso si tiene in piedi solo per la pervicace convinzione degli operatori del settore che peggio di così non possa andare. Salvo poi doversi ricredere.
Parleremo allora, nella rubrica che forse avrete la pazienza – e la saggia follia… – di leggere (e magari di conservare feticisticamente!) di distribuzione di libri, di produzione degli stessi, degli autori e delle casistiche legate a questo strano mondo, di carichi fiscali e vessazioni, insomma dell’intera filiera di un mondo che tutti pensano di conoscere quando ne sono al di fuori ma che, una volta che ci ha accolti nelle sue possenti spire…
…beh, ne parliamo alla prossima puntata.

Da domenica 20 a giovedì 24, riparte il "Bosnia Express"!

Cari,
da domenica 20 sarò in giro tra Abruzzo, Marche, Emilia e ancora Marche per presentare SALUTI DA SARAJEVO, BOSNIA EXPRESS e SREBRENICA. I GIORNI DELLA VERGOGNA.
C'è però una new entry: un pranzo con l'autore domenica a Giulianova per parlare del mio ENZO, racconto lungo vincitore di un premio a cui tengo molto e che, tra l'altro, a breve bisognerà ristampare perché quasi esaurito. Per pranzo a Giulianova ci sono ancora posti liberi: vi aspetto.
Ecco tutti gli estremi:

- domenica 20 novembre, GIULIANOVA, pranzo con l'autore parlando di ENZO. UNA STORIA VERA presso il ristorante La Barrique, ore 13.00;
- domenica 20 novembre, GIULIANOVA, Circolo Virtuoso Il nome della rosa, via Gramsci 46/a, ore17,30; modera Roberto Di Giovannantonio; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- lunedì 21 novembre, GROTTAMMARE (San Benedetto del Tronto), Biblioteca comunale "Rivosecchi" via Matteotti 41, ore 21,00; organizza l’Associazione l’onagro, modera Lucilio Santoni; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- martedì 22 novembre, VIGNOLA (MO), presso il Circolo Ribalta-ex lavatoio, via Zenzano 1, ore 21,00. In collaborazione con il circolo Ribalta. Modera Francesco Zarzana, proiezione dell film corto di Ado Hasanovic, L'angelo di Srebrenica;
- mercoledì 23 novembre, MODENA, sala Tom Benetollo-Comitato Arci provinciale di Modena, via IV novembre, IV/L, orario in definizione. Organizzano il gruppo Emergency Modena e il Comitato Arci provinciale di Modena in collaborazione con Babylon. I colori della lettura e il Circolo Manifesto di Modena; interviene Michela Iorio (Arci); modera Francesco Zarzana; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- giovedì 24 novembre, JESI, Parrocchia S.M. Kolbe - Sala Auditorium, via San Massimiliano Kolbe, 1, ore 21,00; organizza e modera Federico Radini; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”.

Febbraio 2012:
giovedì 2 febbraio 2012, BOLOGNA, Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “Laura Bassi”, Via S. Isaia 35 (www.laurabassi.it ), ore 16,30.

Vi aspettiamo!

giovedì 17 novembre 2011

Bosnia, l’Onu prolunga la missione di pace per altri 12 mesi


Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato ieri a New York, all'unanimità, la risoluzione 2019 con la quale il Palazzo di Vetro ha rinnovato il suo sostegno al processo di pace in Bosnia Erzegovina e confermato l’appoggio alla missione “Altea” dell'Eufor, attiva dal 2004 nel Paese. La risoluzione 2019 autorizza, specificamente, gli Stati membri dell’Onu ad “agire in collaborazione con l'Unione europea per istituire una forza multinazionale di stabilizzazione, per un periodo di 12 mesi, a partire dalla data di adozione della risoluzione”, dunque fino al 16 novembre 2012.
Gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza (di cui Sarajevo ha fatto parte fino a pochi mesi fa come membro non permanente, per la prima volta nella sua giovane e travagliata storia) hanno inoltre nella risoluzione manifestato la “volontà di considerare, se necessario, ulteriori autorizzazioni per incrementare il processo di pace in Bosnia Erzegovina”.
Un’ultima stoccata ai violenti nazionalisti di tutte le componenti il Palazzo di Vetro l’ha voluta dare scrivendo nella risoluzione che, sebbene la situazione in Bosnia è rimasta “calma e stabile per molti anni”, il Consiglio di Sicurezza, ciò nonostante, invita i capi politici del Paese ad “astenersi dalla retorica della divisione” se vogliono mantenere la pace e facilitare l'ingresso di Sarajevo nella Ue. Una risposta indiretta – in particolare ma non solo – alle violente campagne secessioniste del presidente della Republika Srpska di Bosnia (Rs), il miliardario Milorad Dodik, che solo pochi giorni fa aveva chiesto la soppressione dell’Ufficio dell’Alto Rappresentante della comunità internazionale in Bosnia, dopo aver promosso negli ultimi anni, ma poi prontamente ritirato, numerosi referendum atti a spaccare il Paese.
Per approfondimenti, consiglio, tra gli altri, la lettura dei seguenti libri:
Luca Leone, “Bosnia Express”, terza edizione, Infinito edizioni, 2011, € 12,00;
Luca Leone, “Srebrenica. I giorni della vergogna”, quarta edizione, Infinito edizioni, 2011, € 12,00;
Angelo Lallo, “Il sentiero dei tulipani”, Infinito edizioni, 2010, € 12,00;
Tullio Bulgari-Giacomo Scattolini, “Jugoschegge”, Infinito edizioni, 2011, € 13,00;
Enisa Bukvic, “Il nostro viaggio”, Infinito edizioni, 2009, € 12,00.

mercoledì 16 novembre 2011

Abruzzo-Marche-Emilia e ancora Marche: presentazioni dal 20 al 24/11 definite

Cari,
tutte le caselle sono ormai a posto per le presentazioni di SALUTI DA SARAJEVO, BOSNIA EXPRESS e SREBRENICA. I GIORNI DELLA VERGOGNA del 20-24 novembre. Ecco tutti gli estremi:

- domenica 20 novembre, GIULIANOVA, Circolo Virtuoso Il nome della rosa, via Gramsci 46/a, ore17,30; modera Roberto Di Giovannantonio; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- lunedì 21 novembre, GROTTAMMARE (San Benedetto del Tronto), Biblioteca comunale "Rivosecchi" via Matteotti 41, ore 21,00; organizza l’Associazione l’onagro, modera Lucilio Santoni; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- martedì 22 novembre, VIGNOLA (MO), presso il Circolo Ribalta-ex lavatoio, via Zenzano 1, ore 21,00. In collaborazione con il circolo Ribalta. Modera Francesco Zarzana, proiezione dell film corto di Ado Hasanovic, L'angelo di Srebrenica;
- mercoledì 23 novembre, MODENA, sala Tom Benetollo-Comitato Arci provinciale di Modena, via IV novembre, IV/L, orario in definizione. Organizzano il gruppo Emergency Modena e il Comitato Arci provinciale di Modena in collaborazione con Babylon. I colori della lettura e il Circolo Manifesto di Modena; interviene Michela Iorio (Arci); modera Francesco Zarzana; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- giovedì 24 novembre, JESI, Parrocchia S.M. Kolbe - Sala Auditorium, via San Massimiliano Kolbe, 1, ore 21,00; organizza e modera Federico Radini.

Febbraio 2012:
giovedì 2 febbraio 2012, BOLOGNA, Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “Laura Bassi”, Via S. Isaia 35 (www.laurabassi.it ), ore 16,30.

Vi aspettiamo!

martedì 15 novembre 2011

Crash! Bang! Gulp! Oggi parliamo di cartoni animati con uno scrittore grande che si ostina a non voler diventare adulto


Inutile fare tanto i seri. Come poter dimenticare le migliaia di ore della nostra vita passate – sia da bambini che da adulti – a guardare cartoni animati? E come dimenticare l’espressione di meraviglia dei nostri figli o nipoti per la prima volta alle prese con un personaggio dei cartoon trasmesso in tv?
Ecco, “Il cinema di cartone (animato)”, splendida prova saggistica di Roberto Ormanni – un uomo di un metro e novanta, con formazione giuridica e diverse direzioni di giornali all’attivo, che non ha mai smesso di guardare (e di ammettere di farlo) i cartoni animati – è uno splendido lavoro capace non solo di far ricordare a ciascuno di noi le passioni e i sentimenti di quando eravamo bambini ma anche – con tono soffice e rara competenza nel settore – di spiegare quali logiche, quali scelte, quali investimenti, quali errori vi siano stati e vi siano nei più noti cartoni animati della storia del cinema e della tv.
Il primo cartone animato, del 1906, porta la firma del fumettista Winsor McCay, che realizzò i quattro minuti della dinosaura Gertie. All'origine del cartoon però c'è un brevetto, registrato a Parigi: il Praxinoscope. L'inventore era Charles Émile Reynaud, l'anno il 1877. Ma 14.000 anni prima, nelle grotte di Altamira, in Spagna, un nostro antenato aveva disegnato sulla roccia 25 scene in successione per ricostruire il movimento di una mandria di bisonti!
Steamboat Willie, in italiano Willie del vapore (novembre 1928), è il primo cartoon famoso (e sonoro) della storia e segna il debutto di Topolino. Da allora i cartoon hanno fatto progressi da gigante.
Da Topolino e Paperino a Braccobaldo, Biancaneve, Betty Boop, Braccio di Ferro, passando per Wile Coyote e Beep-beep, Tom e Jerry, Mazinga, Goldrake, Candy Candy, i Flintstones, i Simpson, fino ai Puffi, l’Era Glaciale, Shrek, Cattivissimo me, Toy Story e ai webtoon, quello di cui parliamo qui con Ormanni è il libro più completo della storia sulla Storia, i personaggi, i retroscena, i miti e le fortune dell’universo magico dei cartoni animati.

Roberto, la prima domanda che viene spontanea è: come mai un uomo di un metro e novanta ormai entrato negli “anta” ha questa grande – e coltissima – passione per i cartoni animati? Quali le origini di questo amore?
La verità è che non sono mai riuscito a decidere cosa fare da grande. E così, intanto, continuo a guardare cartoni animati e leggere fumetti nell’illusione di fermare il tempo che, come è noto, nei cartoni non passa mai: sono vent’anni che Bart Simpson ha dieci anni e sessanta che Charlie Brown ne ha otto e mezzo. Poi però mi sono accorto che così rischiavo di avere un grande avvenire dietro le spalle, per dirla con Flajano, e allora da quando, nel 1978, ho organizzato la prima mostra internazionale del fumetto e del cinema d’animazione, ho cominciato a mettere insieme una parola dopo l’altra fino a ritrovarmi, oggi, con un libro...

Qual è il cartone animato che, in qualche modo, senti ti abbia un po’ segnato, in positivo o in negativo, come ragazzo e poi come uomo?
A proposito di “segni”, o di rivelazioni, aggiungerei ai cartoni che mi hanno segnato anche le trasmissioni dedicate al cartoon: “Gli Eroi di Cartone”, il programma che nel 1970, per la prima volta, Rai Uno – che allora si chiamava “Programma Nazionale” – mandò in onda con la sigla e la conduzione di Lucio Dalla, resta un pensiero costante tutti i giorni della mia vita! E poi “Gulp”, la prima versione, nel 1972 – per il “Secondo Canale”, in dodici puntate – del programma di Guido De Maria e Giancarlo Governi che ritornò in onda come “SuperGulp” nel 1977: una tappa fondamentale della storia dei cartoni animati in Tv per la quale il grande Bonvi creò l’insuperabile personaggio di Nick Carter. Venendo ai cartoni... positivi, potrei citare titoli della Disney, o della Marvel, o della Warner come Gatto Silvestro e Wile Coyote. Ma in fondo al mio cuore ci sono tre cose: Mister Magoo, l’ungherese Gustavo e la genialità surreale della Linea di Osvaldo Cavandoli che, creato per fare pubblicità alle pentole di Massimo Lagostina, è entrato nella storia passando dal palcoscenico di Carosello. In negativo... non me ne vogliano i fans, che pure ci sono: L’Apemaia!

Nel tuo libro passi in rassegna, con uno stile trascinante, praticamente ogni singolo cartone animato partorito a oggi da mente umana: ma li hai davvero visti tutti o qualcosa te la sei risparmiata?
Se non li avessi visti tutti come avrei fatto a non trovare mai il tempo per decidere cosa fare da grande? Scherzi a parte, la realtà è ancora più tragica: prima li ho visti al cinema o in televisione, e poi anche in cassetta o dvd. Mia figlia è stata costretta a riservare metà dello spazio della sua stanza ai miei dvd. E deve pure rimetterli in ordine dopo averli rivisti...

A che punto è la scuola italiana del cartone animato?
Non dimentichiamo che il primo lungometraggio animato della storia, nel 1916, venne realizzato e prodotto da due italiani. Ma in Argentina. La scuola italiana ha sempre avuto e ha ancora oggi buone idee, un’ottima capacità innovativa e una discreta professionalità. Le idee si scontrano e vengono sopraffatte da un mercato produttivo che si appiattisce sulle mode, la professionalità è spesso mortificata dai budget ristretti che preferiscono rivolgersi agli animatori coreani. Questo accade quando lavora per la televisione. Quando si impegna nel cinema – molto di rado, visto che le produzioni in Italia sono state dodici in settant’anni – talvolta dimentica che il ritmo della narrazione è un ingrediente fondamentale. Morale: le case di produzione di tutto il mondo sono piene di italiani e alla fuga dei cervelli si è aggiunto l’esodo delle matite!

Abbiamo da imparare dagli statunitensi o abbiamo qualcosa da insegnare loro?
A qualcuno degli sceneggiatori un po’ di lezioni private non farebbero male. Per il resto, più che i disegnatori e gli animatori, sono i produttori italiani che dovrebbero imparare qualcosa dagli statunitensi. Anzi, l’ideale sarebbe comprare qualche produttore straniero. In fondo, se lo facciamo con i calciatori per vincere il campionato, perché non farlo anche nel cinema d’animazione per scalare le classifiche?

Parliamo dei giapponesi: hanno segnato – a volte con robaccia, altre con ottime intuizioni, magari disegnate un po’ “così così” – quelli che guardavano pervicacemente la tv negli anni Settanta. Oggi il cartone animato giapponese è in recessione o dà segni di vita?
È decisamente migliorato negli ultimi anni. Gli esempi dei grandi maestri come Myazaki e Tezuka sono poco alla volta riusciti a fare breccia nella melassa della produzione televisiva e il cinema d’animazione giapponese ritorna sempre più spesso nelle sale con buoni film e grande successo.

Tra i nuovi cartoni per il cinema, ho adorato “L’era glaciale” e il mitico scoiattolo Scrat. Che ne pensi dei tre “L’era glaciale” (col quarto in arrivo – su Youtube c’è un’anticipazione strepitosa delle avventure di Scrat!) e, secondo te, è questa la miscela giusta per un cartone animato di successo o dobbiamo aspettarci ulteriori passi in avanti?
Sembrerò un... bastian contrario ma gli ulteriori passi in avanti li giudico indispensabili. Mi spiego: non c’è dubbio che il modello “Era glaciale”, così come il modello “Shrek”, abbiano segnato la scoperta di un nuovo mondo. Fatto di ironia e autoironia, satira sociale e anche politica, ma negli ultimi tempi si tende a essere un po’ autoreferenziali, un po’ troppo compiaciuti, tanto da citare se stessi. E questo non è mai un bene...

Personalmente non sopporto molto “cover” e “remake”, nella musica come nel cinema. Prodotti per il grande pubblico come “Garfield” o i “Puffi” o come il nuovissimo “Tin Tin” di Spielberg quale impressione ti lasciano?
L’impressione che c’è sempre qualcuno che tenta di guadagnare con le idee degli altri o, per dirla diversamente, riscaldando la minestra del giorno prima credendo che sia sufficiente aggiungere un condimento nuovo fatto di effetti speciali, 3D e computer generated imagery. Nonostante la storia insegni che il bel gioco dura poco, non riusciremo mai a liberarci di quelli che ci provano. Il punto è che, grazie al marketing, nel portafoglio resta comunque qualcosa...

Dopo i primi tre minuti de “I Puffi” già non sopportavo più né i protagonisti blu né quelli in carne e ossa. A te che impressione ha fatto questa pellicola?
È come lo show del sabato in prima serata: coreografie scintillanti, musiche da filarmonica, effetti speciali, ospiti d’eccezione e contenuti stiracchiati, come sempre accade quando si prendono personaggi pensati per interpretare storie da dodici minuti e li si piazzano sulla scena per un’ora e venti.

Torniamo al libro. Io l’ho trovato geniale e scritto benissimo, però posso essere considerato di parte. Da autore, trovami tre ottime ragioni per comprarlo e una per non farlo.
Sei certamente di parte! Però se 1) si è curiosi di sapere perché un giorno qualcuno ha pensato di far muovere un disegno; 2) perché questo sogno si è realizzato e invece a Icaro andò molto peggio; 3) come fare ad avere in poco spazio qualcosa che ti permetta di recuperare alcuni dei ricordi più sorridenti della tua vita, allora bisogna comprarlo, questo libro. Mentre un’ottima ragione per non farlo è che lo ha scritto un ex ragazzino che di mestiere non fa il critico cinematografico, che non insegna all’Università e che si è lasciato guidare da emozioni e simpatie.

Continuerai a vedere cartoni animati fino ai cento anni o prima o poi cambierai genere?
A 98 anni mi dedicherò alla lirica. Cominciando da “Magical Mastro”, il cartoon del 1952 dove Bugs Bunny boicotta l’esibizione del tenore che si esibisce al Metropolitan e proponendo alla direzione artistica della Scala di chiudere ogni spettacolo con la scritta: “Questo è tutto, gente!”.

Grazie!

E Dodik scrisse all'Onu: "Basta con l'Alto Rappresentante in Bosnia"

Nuova estemporanea iniziativa del presidente della Republika Srpska (Rs), una delle due Entità in cui gli Accordi di Dayton del 1995 hanno suddiviso la Bosnia Erzegovina.
Il vulcanico e provocatorio leader del nazionalismo serbo-bosniaco – record mondiale di referendum indipendentistici convocati e poi regolarmente ritirati – questa volta è tornato a cavalcare uno dei suoi vecchi cavalli, o forse sarebbe meglio dire ronzini, di battaglia: la soppressione dell’Ufficio dell’Alto Rappresentante della comunità internazionale. Il miliardario padrone e signore della Rs ha così scritto di suo pugno una letterina all’Onu, nella quale sostiene che “dopo 16 anni di pace non vi è ormai più alcuna necessità di avere in Bosnia Erzegovina un Alto Rappresentante, che viola i diritti umani e democratici dei cittadini bosniaci, frena lo sviluppo economico, non favorisce l’integrazione nell’Unione europea e mina la costruzione di un consenso interno”.
Questione, evidentemente, di punti di vista, poiché – per quanto l’Ufficio dell’Alto Rappresentante in Bosnia abbia fatto molto meno di quanto avrebbe dovuto e potuto, la sua azione sia stata limitata da farraginosità burocratiche e dalla diplomazia, e non di rado la carica sia stata assegnata a politici di basso spessore internazionale – è proprio grazie alla presenza dell’Alto Rappresentante (oltre che fino a poco tempo fa di contingenti militari prima dell’Onu, poi della Ue, e oggi della polizia europea) se la Bosnia Erzergovina ha fatto qualche piccolo passo avanti sul terreno dello sviluppo, della democrazia e della sicurezza interna. Per Dodik, in effetti, la presenza internazionale in Bosnia è sempre stata una limitazione non dei diritti dei bosniaci, ma dei suoi presunti e infondati diritti di vita e di morte sui serbo-bosniaci. Interpretata in questo modo, la letterina del miliardario all’Onu può essere allora più chiara e non lasciare spazio a fraintendimenti. Su questo campo, si badi bene, Dodik non è isolato, poiché anche il nazionalismo musulmano da tempo aspira alla cacciata dell’Alto Rappresentante, ultimo baluardo per impedire che pochi noti finiscano di mettersi in tasca il Paese, dividendolo tra i loro sostenitori interni e quelli internazionali (nel caso di Dodik, senz’altro la Russia e la onnipresente Francia, in quello dei nazionalisti musulmani, Turchia, Stati Uniti e alcuni Paesi arabi).

Tutto questo e molto altro potete approfondire sulla terza edizione di BOSNIA EXPRESS, in libreria.

domenica 13 novembre 2011

"Bosnia Express", ricomincia l'avventura (con sorprese notevoli!)

Carissimi,
manco da un po' dal blog e da facebook (e me ne scuso tanto) ma ho una scusa: ho passato - a parte gli impegni di lavoro - gli ultimi dieci giorni a fare una cosa per me nuovissima: scrivere il soggetto per un film.
Sì, perché un bravissimo regista - Massimo D'orzi, della scuola di Marco Bellocchio - s'è innamorato di "Bosnia Express" e con non poche insistenze (e tanta fiducia da parte sua, di cui lo ringrazio di cuore) alla fine mi ha convinto a cimentarmi in questa nuova incredibile avventura.
Ora, scritti soggetto e note di regia, dobbiamo cominciare a cercare (e trovare) sponsor, patrocini e sostegni. Le riprese sono per l'anno prossimo e non c'è da dormire.
Che dire? Speriamo di farcela e che vi piaccia!
Abbiamo già un patrocinio importantissimo, ma c'è tanto tanto tanto da lavorare!
Vi terrò aggiornati.
Intanto approfitto dell'occasione per ricordarvi le prossime presentazioni di BOSNIA EXPRESS, SALUTI DA SARAJEVO e SREBRENICA. I GIORNI DELLA VERGOGNA:

Novembre 2011:
- domenica 20 novembre, GIULIANOVA, Circolo Virtuoso Il nome della rosa, via Gramsci 46/a, ore17,30; modera Roberto Di Giovannantonio; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- lunedì 21 novembre, GROTTAMMARE (San Benedetto del Tronto), Biblioteca comunale "Rivosecchi" via Matteotti 41, ore 21,00; organizza l’Associazione l’onagro, modera Lucilio Santoni; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- martedì 22 novembre, VIGNOLA (MO), presso il Circolo Ribalta-ex lavatoio, via Zenzano 1, ore 21,00. In collaborazione con il circolo Ribalta. Modera Francesco Zarzana, proiezione dell film corto di Ado Hasanovic, L'angelo di Srebrenica;
- mercoledì 23 novembre, MODENA, sala Tom Benetollo-Comitato Arci provinciale di Modena, via IV novembre, IV/L, orario in definizione. Organizzano il gruppo Emergency Modena e il Comitato Arci provinciale di Modena in collaborazione con Babylon. I colori della lettura e il Circolo Manifesto di Modena; interviene Michela Iorio (Arci); modera Francesco Zarzana; nel corso della serata sarà proiettato il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”;
- giovedì 24 novembre, JESI, data in definizione.

Febbraio 2012:
giovedì 2 febbraio 2012, BOLOGNA, Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “Laura Bassi”, Via S. Isaia 35 (www.laurabassi.it ), ore 16,30.

Altre date in preparazione (stiamo già lavorando su marzo 2012).

Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it
facebook: Luca Leone

lunedì 24 ottobre 2011

Parliamo di Bosnia mercoledì 26 ottobre a Roma, Casa della Memoria

Mercoledì 26 ottobre vi aspettiamo a Roma per questa iniziativa:

In distribuzionen il nuovo numero di BUK, il trimestrale gratuito di cultura e riflessione

Carissimi,
con non pochi sforzi è in distribuzione gratuita nel modenese in formato cartaceo, e gratis on line in pdf nel resto del globo terracqueo, il nuovo numero di BUK, il trimestrale ideato dal dinamico gruppo di Progettarte di cui sono immeritatamente direttore responsabile.
Pian piano il progetto sta crescendo, la qualità della stampa è ottima grazie alla partnership con la tipografia lombarda GECA e ora stiamo cercando i fondi per aumentare foliazione e tiratura del giornale. Speriamo di vincere la sfida, per quanto la congiuntura sia quella che è (ovvero, un disastro totale).
Intanto, se avete piacere di misurarvi con la lettura di questo nuovo numero - dedicato a un uomo coraggioso e controcorrente come don Gallo - non avete che da fare clik qui.

sabato 22 ottobre 2011

"Saluti da Sarajevo": scrive del libro l'ANSA nel notiziario nazionale...


(ANSA) - ROMA, 21 OTT - LUCA LEONE, SALUTI DA SARAJEVO (INFINITO EDIZIONI; PP.132; EURO 14,50). Sarajevo capitale dimenticata ma non morta. Anzi, impegnata in uno slancio di nuova vita, soltanto dimenticata dai grandi media e ignorata dai tour operator. Ad accompagnare la città in questa transizione, c'é da pochi giorni una guida fotografica e storica, a colori, 'Saluti da Sarajevo', di Luca Leone, affettuoso esperto dell'area balcanica. La capitale, quasi distrutta tra il 1992 e il 1995 dalle bombe degli ultranazionalisti serbo-bosniaci e dei paramilitari serbi, è nel libro descritta dal suo passato ad oggi, è un omaggio a una città stupenda, straziata dalla barbarie della guerra ma, ciò nonostante, ineguagliabile per la sua capacità di accogliere e di stupire. Si tratta appena di 4.500 anni di storia, che l'autore sfiora nella prima parte del volume, poiché la seconda è invece suddivisa in tredici percorsi fotografici della città. Luca Leone racconta e descrive scorci e panorami attraverso immagini a colori e consigli di percorsi di visita, concentrandosi sulla grande tolleranza e laicità della capitale. Oggi come prima della guerra. 'Saluti da Sarajevo' ha la prefazione dell'architetta sarajevese Kanita Ita Foak e interprete ufficiale dell'Esercito italiano, che ha vissuto tutti i 1.400 giorni d'assedio, nel corso dei quali tragicamente perse il marito. "A sedici-diciassette anni ho conosciuto il mio futuro marito", scrive "mi raccontava la bellezza delle tradizioni portate da queste parti da vari popoli... E non so più se mi sono innamorata prima di lui o della sua città". (ANSA).
DO/ - 2011-10-21 18:02

Grazie ai colleghi per la bella recensione!

mercoledì 19 ottobre 2011

Mladić, no del Tpi a due processi distinti, uno dei quali per Srebrenica

Il Tribunale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Tpi) ha respinto all’Aja l’ipotesi di celebrare due distinti processi contro l’ex generale Ratko Mladić, accusato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio in riferimento alla guerra in Bosnia Erzegovina del 1992-1995.
Secondo il Tpi, due processi separati – uno dedicato esclusivamente al genocidio di Srebrenica, l’altro a tutte le altre malefatte di Mladić – rischierebbero di rendere i procedimenti meno gestibili ed efficaci per l’accusa. Scelta, questa, opinabile e in effetti fortemente criticata dalle donne di Srebrenica, poiché almeno tre sentenze internazionali hanno già riconosciuto che nella città della Bosnia settentrionale l’11 luglio 1995 è stato perpetrato un genocidio dai militari e dai paramilitari agli ordini di Mladić, le cui responsabilità sono fin troppo evidenti. Quel che manca, in definitiva, è il link tra il genocidio e il responsabile, ovvero chi aveva il comando delle operazioni nella zona nel luglio 1995.
Lo scorso luglio anche l’ex Procuratore capo del Tpi, Carla Del Ponte, aveva proposto di separare il procedimento per il genocidio di Srebrenica dagli altri e di processare contemporaneamente per i fatti del luglio 1995 nella ex enclave bosniaca sia Mladić che l’ex presidente dell’autoproclamata Repubblica Serba di Bosnia, Radovan Karadžić. Il Tpi tuttavia ha deciso di percorrere una strada diversa, che inevitabilmente allunga i tempi dei dibattimenti e delle sentenze. Non va dimenticato che il Tpi scade alla fine del dicembre 2014 e che fino a oggi il Tribunale è stato incapace di arrivare a sentenza di primo grado persino nel processo intentato contro Karadžić, che si trova all’Aja ormai dall’estate 2008.

Di questo e molto altro parleremo nelle presentazioni di SALUTI DA SARAJEVO, BOSNIA EXPRESS e SREBRENICA. I GIORNI DELLA VERGOGNA, che ricominceranno – dopo una breve pausa – dalla fine di ottobre. Questo il calendario provvisorio:

Ottobre 2001:
- mercoledì 26 ottobre, ROMA, Casa della Memoria e della Storia, via di San Francesco di Sales 5, in occasione della presentazione del documentario di Vittoria Fiumi “All of a sudden it was dark”, dibattito con Mario Boccia, Enisa Bukvic, Vittoria Fiumi, ore 17,30;

Novembre 2011:
- domenica 20 novembre, GIULIANOVA, pranzo con l'autore parlando di ENZO. UNA STORIA VERA presso il ristorante La Barrique, ore 13.00;
- domenica 20 novembre, GIULIANOVA, Circolo Virtuoso Il nome della rosa, via Gramsci 46/a, ore ……….; modera Roberto Di Giovannantonio;
- lunedì 21 novembre, GROTTAMMARE (San Benedetto del Tronto), ore 21,30; organizza e modera Lucilio Santoni;
- martedì 22 novembre, Vignola (MO), presso il Circolo Ribalta-ex lavatoio, via Zenzano 1, ore 21,00; iniziativa è organizzata dal circolo Ribalta; modera Francesco Zarzana; nel corso della serata proietteremo il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”.
- mercoledì 23 novembre, MODENA, in collaborazione col circolo Manifesto di Modena e il gruppo di Modena di Emergency, data in definizione; modera Francesco Zarzana; nel corso della serata proietteremo il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”.

Febbraio 2012:
- giovedì 2 febbraio 2012, BOLOGNA, Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “Laura Bassi”, Via S. Isaia 35 (www.laurabassi.it ), ore 16,30;

Altre date in preparazione.

Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it
facebook: Luca Leone

venerdì 14 ottobre 2011

Facebook: quando la censura oltre che idiota è cieca e sorda


“Incitamento alla violenza!”: un’accusa da carcere quella avanzata contro Enzo Barnabà. Non un ultrà da stadio – badate bene – né un facinoroso delle nostre giungle urbane. Barnabà è un ricercatore storico di accreditata competenza e accuratezza, è un saggista e un romanziere noto sia in Italia che in Francia. Ed è un uomo che da tutta la vita combatte contro i nazionalismi, i fascismi e le censure.
Barnabà è autore, tra gli altri, di un libro che ha venduto qualche migliaio di copie e che in Francia non è passato inosservato (anzi, potremmo dire che è stato abbondantemente adoperato come fonte di ispirazione…). “Morte agli Italiani”, s’intitola il libro, edito da Infinito edizioni nell’ottobre 2008, ristampato da allora tre volte e poi ampliato in un’aggiornata seconda edizione. Il volume, molto apprezzato dal pubblico e recensito con parole magnifiche da Gian Antonio Stella (che ha anche scritto una splendida prefazione) sulle pagine del “Corriere della Sera”, analizza scrupolosamente i documenti e rivela verità inedite e oggi – grazie al lavoro di Barnabà – universalmente riconosciute sull’eccidio di Aigues-Mortes, nel sud della Francia, che il 17 agosto 1893 costò la vita a nove operai italiani linciati da una folla inferocita e ha portato a un radicale e drammatico peggioramento dei rapporti tra Roma e Parigi.
“Il libro di Enzo Barnabà è una boccata d’ossigeno. Perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all’uomo. Mai più Aigues-Mortes. Mai più”, ha scritto nella sua prefazione al libro Gian Antonio Stella. Dov’è, allora, il problema?

Barnabà, che è uomo di diplomazia e ragionamenti profondi, proprio per promuovere il ricordo dei fatti e farne lezione per l’umanità – oggi, in tempi di dilagante razzismo e xenofobia nell’Italia della Lega Nord e dei rigurgiti di un passato non troppo lontano fatto di leggi razziali – ha deciso di aprire una pagine su Facebook, grande agorà della libertà d’espressione in rete, radunando attorno a questa pagina più di 500 persone. Tra le quali, guarda un po’, anche il sindaco di Aigues-Mortes, oltre ad altri amministratori pubblici e politici italiani (nessuno dei quali, per inciso, accusabile di estremismo), professori, intellettuali e altri ancora. Barnabà ha inaugurato la sua pagina, tra l’altro, nel 2008, non l’altro ieri, ma il 6 ottobre 2011, un giovedì come tanti altri, Facebook si accorge di questa pagina, piena di riflessioni e di documentazione storica, e…la cancella! Perché “incita all’odio”!
“Mi hanno cancellato la pagina ‘Morte agli italiani!-Mort aux Italiens!’ sostenendo che vi si incita alla violenza, mentre è vero proprio il contrario: imparare dalla storia a non commettere i crimini del passato. La pagina è bilingue e ha pubblicato una notevole mole di documenti e interventi di storici italiani e francesi, tra i quali quelli di Gerard Noiriel, il maggior studioso francese dell’argomento”, spiega un accigliato e sorpreso – e offeso – Barnabà. Aggiungendo che “il libro ‘Morte agli Italiani’ e la stessa pagina Facebook a esso dedicata sono serviti da base alla Giornata di riconciliazione della Memoria del luglio 2010 che ha avuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica”. Ma questo Facebook non lo sa e non lo vuole sapere, visto che parlare con un essere umano stipendiato dalla prestigiosa agorà del terzo millennio è impossibile. Spiega Barnabà: “Annaspo nel surreale, ma, quando cerco di segnalare l’abbaglio, passo al kafkiano. Il centro assistenza di Facebook possiede un’ampia casistica che non menziona tuttavia il mio problema. Riesco con fatica a trovare una serie di indirizzi e-mail, ma tutti mi rispondono in automatico e mi ripropongono la casistica di cui sopra: il gatto che si morde la coda. Esiste una maniera per invitare Facebook a dare uno sguardo un po’ più attento alla pagina che con fatica e passione curo da anni nell’intento di lanciare un messaggio di non violenza e di tolleranza?”.
Alla domanda possono solo rispondere il ricco Mark Zuckenberg, Mr. Facebook, e i suoi disattenti e irrintracciabili censori. Intanto, dal 6 ottobre, Facebook non è stata liberata dalla pagina di un pericoloso istigatore ma è stata impoverita di contenuti fondamentali per la comprensione delle dinamiche migratorie e per la loro rielaborazione in un’ottica di rispetto dei diritti umani.
Difficile dire se Facebook farà ammenda. La domanda, allora, è: val la pena continuare a mettere se stessi su un sistema di comunicazione cieco, sordo, muto e ottuso, dunque l’esatto opposto della comunicazione, o sarà meglio “emigrare” altrove, lasciando a Zuckenberg una scatola vuota e asettica con cui trastullarsi?
“Comunicare con le macchine è impossibile. Non disumanizziamo il mondo. Facebook deve poter permettere di contattare, per iscritto o a voce, un umano con cui dialogare”, insiste Barnabà. Ma, ammesso che la stampa e internet si occupino del caso, chi lo dirà ai responsabili ciechi, sordi, muti e fuori dal mondo in cui viviamo di Facebook?

domenica 9 ottobre 2011

"Saluti da Sarajevo", "Bosnia Express" e "Srebrenica": le nuove presentazioni

Da fine ottobre comincerà un breve giro di presentazioni per raccontare sia del nuovissimo SALUTI DA SARAJEVO che della terza edizione aggiornatissima di BOSNIA EXPRESS e della quarta edizione interamente riscritta di SREBRENICA. I GIORNI DELLA VERGOGNA (dotato anche di una nuova e bellissima copertina).
Queste le prima date ufficiali:

Ottobre 2001:
- mercoledì 26 ottobre, ROMA, Casa della Memoria e della Storia, via di San Francesco di Sales 5, in occasione della presentazione del documentario di Vittoria Fiumi “All of a sudden it was dark”, dibattito con Mario Boccia, Enisa Bukvic, Vittoria Fiumi, ore 17,30;

Novembre 2011:
- domenica 20 novembre, GIULIANOVA, Circolo Virtuoso Il nome della rosa, via Gramsci 46/a, oradio in definizione; modera Roberto Di Giovannantonio;
- lunedì 21 novembre, GROTTAMMARE (San Benedetto del Tronto), ore 21,30; organizza e modera Lucilio Santoni;
- martedì 22 novembre, Vignola (MO), presso il Circolo Ribalta-ex lavatoio, via Zenzano 1, ore 21,00; iniziativa è organizzata dal circolo Ribalta; modera Francesco Zarzana; nel corso della serata proietteremo il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”.
- mercoledì 23 novembre, MODENA, in collaborazione col circolo Manifesto di Modena e il gruppo di Modena di Emergency, data in definizione; modera Francesco Zarzana; nel corso della serata proietteremo il film corto di Ado Hasanovic, “L’angelo di Srebrenica”.

Febbraio 2012:
- giovedì 2 febbraio 2012, BOLOGNA, Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “Laura Bassi”, Via S. Isaia 35 (www.laurabassi.it ), ore 16,30.

Altre date in preparazione.

Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it
facebook: Luca Leone

sabato 8 ottobre 2011

Infinito edizioni presenta SALUTI DA SARAJEVO, il mio nuovo libro


Infinito edizioni presenta – Nuovo in libreria
SALUTI DA SARAJEVO
(pag. 132, € 14,50, fotografico a colori)
di Luca Leone
Prefazione di Eldina Pleho
Introduzione di Kanita Ita Fočak

L'unica guida a colori, con foto e testi, su Sarajevo e sulla sua storia

“Nessuno può raccontare Sarajevo meglio di coloro che ne comprendono l’essenza. L’autore di questo libro è uno di loro, una persona che cerca di imparare la lezione che Sarajevo vuole tramandare all’umanità, una lezione che pensavamo di avere già imparato... Benvenuti a Sarajevo, una città non perfetta ma che vi può raccontare una storia che vi renderà molto più vicini alla perfezione che tutti desideriamo”. (Eldina Pleho)

Saluti da Sarajevo è un omaggio a una città stupenda, straziata fin nel profondo dell’anima dalla barbarie della guerra ma, ciò nonostante, ineguagliabile per la sua capacità di accogliere e di stupire.

Saluti da Sarajevo narra 4.500 anni di storia della città e ne racconta gli scorci e l’essenza attraverso splendide immagini a colori e consigli di percorsi di visita, concentrandosi sulla sua urbanità incredibile, sulla sua innata e insopprimibile tolleranza e laicità.

Seguendo la scelta fatta con Bosnia Express – ovvero avviare una nuova fase di narrazione sulla Bosnia Erzegovina, che non si occupi più solo del passato e in particolare della guerra ma che invece si concentri sul presente e sulle prospettive future – l’autore di Saluti da Sarajevo racconta con immagini a colori e testi la Capitale bosniaca di oggi, descrivendone scorci, percorsi, storia, sviluppo, contraddizioni, e disegnando un libro a metà strada tra il reportage giornalistico, il diario di viaggio e la guida sia per neofiti che per conoscitori della città.

Saluti da Sarajevo, progetto unico nel suo genere, porta il lettore a confrontarsi con una Sarajevo inattesa, nuova, a tratti altera ma sempre accogliente, concentrandosi sui suoi quartieri e luoghi più importanti e unici, che raccontano una storia e mille storie affascinanti e uniche, come unica sa, può e deve essere Sarajevo.

“A sedici-diciassette anni ho conosciuto il mio futuro marito. Lui, nato sarajevese da un’antica famiglia, mi portava nei posti più belli e dall’alto mi faceva vedere la sua città, mi raccontava le storie degli abitanti, delle sue vie, delle case. Mi raccontava la bellezza delle tradizioni portate da queste parti da vari popoli... E non so più se mi sono innamorata prima di lui o della sua città”. (Kanita Ita Fočak)

Con il patrocinio di Metapolis città future.

L’autore:
Luca Leone, giornalista professionista, è nato il 20 agosto 1970 ad Albano Laziale (Roma).
Ha scritto o scrive, tra gli altri, per Liberazione, Avvenimenti, Internazionale, Modus Vivendi, Il Venerdì di Repubblica, Popoli e Missione, Medici Senza Frontiere, Galatea, Vita, Misna, Il Cassetto. Ha pubblicato:
- Infanzia negata, Prospettiva edizioni, Roma, 2003;
- Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo, Il Segno dei Gabrielli, Verona, 2004;
- Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (a cura di), Sinnos editore, Roma, 2004;
- Srebrenica. I giorni della vergogna, Infinito edizioni, Roma, 2005-2011 (quattro edizioni);
- Il prode Ildebrando e la bella Beotonta, Infinito edizioni, Roma, 2005;
- Sotto il Mattone. L'avventura di cercare casa, Infinito edizioni, 2007;
- Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo, Infinito edizioni, 2008;
- 100 ottime ragioni per non amare Roma, Infinito edizioni, 2010;
- Enzo, Infinito edizioni, 2010;
- Bosnia Express, Infinito edizioni (tre edizioni), 2010.
- Saluti da Sarajevo, Infinito edizioni, 2011.
Per contattarlo: lu.ne@libero.it

giovedì 6 ottobre 2011

Venerdì 7, intorno alle 11,30, ci sentiamo su Radio Rai Trieste?

Ciao, venerdì 7 ottobre, intorno alle 11,30 del mattino, sono ospite con SALUTI DA SARAJEVO e gli altri miei libri sulla Bosnia di Bianca Stella Zanini sulle onde di Radio Rai Trieste.
Con noi, da sarajevo, anche Eldina Pleho, autrice della prefazione di SALUTI DA SARAJEVO.
Vi aspetto!

Buon ascolto (speriamo) e buona lettura!

martedì 4 ottobre 2011

Di ritorno dalla Bosnia, alcune riflessioni (e saluti a studenti e prof dell'Università di Lecce)


Ho preferito, nel mio stile, fare le cose zitto zitto. Ora che siamo tornati, però, credo valga la pena spendere qualche riga su una bella esperienza che ho vissuto per una settimana in Bosnia Erzegovina con un gruppo di 24 tra studenti e professori delle facoltà di Scienze politiche e Lingue dell’Università di Lecce.
Organizzato da Giacomo Cazzato, dinamico e impegnato studente oltre che assessore di un comune della provincia leccese, il viaggio si è svolto dal 23 al 30 settembre scorsi ed è stata, tra l’altro, per me un’occasione più unica che rara per testare dal vivo, in loco, il mio nuovo libro “Saluti da Sarajevo”, un lavoro ibrido a metà tra appunti di viaggio, storia (circa 4.500 anni) della Capitale bosniaca, guida turistica e libro di fotografie.
Ma di “Saluti da Sarajevo”, già in vendita nelle librerie, vi parlerò nei prossimi giorni.
Dopo una mattinata di formazione in facoltà a Lecce, siamo partiti in treno in 25 (io, Giacomo, gli ottimi professori Attilio Pisanò e Daniele Di Luca, il bravo fotografo Paolo e 20 laureandi) con destinazione Bari, dove ci siamo imbarcati la sera del 23 sul traghetto per Dubrovnik. La mattina del 24, sbarcati in terra croata, siamo saluti sul bus di linea Dubrovnik-Sarajevo, con partenza alle 8,00, e nel primo pomeriggio siamo arrivati nella capitale della Bosnia Erzegovina, che ci ha accolti con un sole caldo e il cielo dei giorni migliori.
Certo, troppo pochi i giorni per visitare tutta la città, ma abbastanza per vedere i luoghi più importanti (tranne il tunnel, a causa di 48 ore di sciopero durissimo dei mezzi di trasporto pubblici in città) per poi spostarci a Tuzla e a Srebrenica, tappe meno turistiche ma decisamente formative del nostro viaggio.
I ragazzi e io abbiamo anche avuto modo di assistere a un evento storico: l’ultima serata dell’ultima (la decima) edizione degli Incontri di poesia di Sarajevo, dedicati alla memoria del grande poeta, filosofo e storico bosniaco Izet Sarajlic. L’ultima perché l’Italia del bunga bunga, dei voli di stato a scrocco e degli stipendi d’oro a parlamentari e dirigenti pubblici ha deciso di tagliare il finanziamento a uno degli eventi più importanti di Sarajevo. Per Sergio e per gli amici della Casa della poesia di Salerno non sarà facile reperire i fondi per edizioni a venire, ma tutti insieme speriamo di poter fare qualcosa.
Alla fine della settimana – e dopo incontri importanti con Mario Boccia, Senadin Musabegovic, Irfanka Pasagic, Ado Hasanovic e altri) ho visto occhi lucidi e sorrisi. Spero che l’esperienza per questi splendidi venti ragazze ragazzi e per i loro accompagnatori sia stata utile. Spero che i tanti incontri fatti, le storie apprese, le riflessioni affrontate con rappresentanti del mondo accademico e della società civile locali, le passeggiate chilometriche rigorosamente a piedi (come fare, altrimenti, a conoscere veramente un luogo?) e le abbuffate di cibi a volte tutt’altro che digeribili siano serviti a far scattare in loro la molla della comprensione, che è diversa, ben diversa, profonda e difficile, da quella della conoscenza.
Spero, ancor di più, che la Bosnia e la sua gente (a parte qualche ristoratore cafone e un tantino ladro che si siamo appuntati e che non vedrà mai più nessuno di noi: ma in Italia succede molto di peggio, diciamocelo francamente) siano rimasti nel loro cuore e che tutti loro, insieme o da soli, vorranno, potranno e sapranno tornare a Sarajevo e in Bosnia. Io lo faccio, ogni anno e più volte all’anno, da un decennio abbondante e non riesco a stancarmene mai. Da solo o con le persone che più mi stanno a cuore. Per lavoro o per rivedere gli amici. E tornare a vedere panorami e luoghi, respirare aria, che ormai sono parte di me.
A tutti loro e ai loro due ottimi professori un in bocca al lupo di cuore.
A tutti voi, sempre e di cuore, buon viaggio!
Luca Leone

lunedì 19 settembre 2011

Srebrenica: domani mattina diretta su Ecoradio alle 11,25

Ciao cari,
domani mattina alle 11,25 racconto in diretta a Marco Morosini, sulle frequenze di Ecoradio, la quarta edizione di Srebrenica. I giorni della vergogna.
Vi aspettiamo in diretta!

Pneumatici democratici...ma non troppo!

Questa mattina ho avuto la sgradita sorpresa di dover cambiare due pneumatici dell'auto. Non ci voleva, accidenti, ma può succedere.
Mi reco presso il centro di fiducia da cui mi fornisco, alla bisogna, da vent'anni. Lì lavorano tre famiglie: il titolare e i due figli maschi, classe '68 e '71, a loro volta con mogli e figli.
Il conto è 160 euro, convergenza ed equilibrature incluse, e un po' mi lamento perché appena un anno prima per una coppia di pneumatici identici avevo speso, tutto incluso, più di dieci euro in meno.
Listini alla mano, il gommista più giovane mi spiega che in un anno gli pneumatici hanno subito, ad opera delle case produttrici, quattro aumenti di prezzo. "Poi c'è l'Iva al 21%...", mi fa, e un po' m'innervosisco. Ma manca ancora la notizia bomba, il clou: la tassa ambientale per lo smaltimento degli pneumatici esausti.
Mai sentita prima...
"Siccome siamo l'unico paese in Europa che ancora smaltisce le gomme esauste nei boschi, in fondo ai fiumi e in campagna - mi spiega il mio solerte amico gommista - il governo ha approvato questa tassa ambientale sullo smaltimento degli pneumatici, entrata in vigore il 9 settembre, da qualche giorno...".
"Che culo!", mi viene spontaneo rispondere. D'altronde, sembra quasi che il governo abbia aspettato me...
Simpatici...
La tassa ammonta a 3,60 euro a pneumatico. Per cui, se cambi quattro gomme, paghi una maggiorazione di 14,40 euro perché una valanga di italiani incivili e barbari fino a oggi ha smaltito nell'ambiente gli pneumatici esausti su cui ha scorrazzato fino a tre minuti prima.
Ci posso anche stare, sebbene "ancora non è pronto nulla per il riciclo di tutta questa gomma e infatti, se vedi nel piazzale, ho mucchi di pneumatici che non so come smaltire e che, ne sono sicuro, mi resteranno lì almeno fino a Natale...", precisa il gommista, che intanto ha quasi finito il lavoro sulla mia vecchia e spompata macchina.
Poi, dopo un istante di silenzio, mi guarda e fissa un treno di pneumatici enormi alle mie spalle. Riprende a parlare: "Mio suocero ha una motozappa - mi dice, e un po' mi viene da ridere - L'altro giorno mi fa: 'Mi servono due ruote nuove per la motozappa!'. Gliele prendo e gliele monto: sono venti euro a ruota. Contributo escluso. E scopro che per le ruote agricole il contributo non è di 3,60 ma di 4 euro a ruota...".
Ci guardiamo in faccia e la domanda mi tocca fargliela: "E questo treno di gomme qua?...", dico indicando la pila di quattro pneumatici, che è poco meno altra del mio metro e ottanta.
"Quel treno là lo devo montare su un fuoristrada che costa 80.000 euro - mi spiega con un ghigno - La macchina però il mio cliente non l'ha comprata ma ce l'ha in affitto a 1.400 euro al mese. Il treno di gomme, Iva e contributo inclusi, costa circa 1.800 euro". Quanto vale la mia macchina, insomma.
Ma non finisce qui. "Sai quanto paga, quel tipo, di contributo ambientale?". Spero che mi dica che il contributo si calcola percentualmente sul prezzo del singolo pneumatico. Illuso! "Paga 3,60 euro a gomma, proprio come te", precisa.
Io un po' m'arrabbio, sinceramente. Perché trovo quanto meno discutibile anche la sola esistenza dei Suv. Figuriamoci se posso essere d'accordo sul fatto che chi spende 80.000 euro per un pezzo di metallo con un motore dentro - un pezzo di metallo che ha un impatto ambientale enorme e occupa in città lo spazio di due auto... - abbia diritto di pagare le stesse tasse che pago io per una macchina che in lire, dodici anni fa, ho pagato 11 milioni e che non ha ancora fatto 130.000 chilometri, perché per non inquinare preferisco prendere l'auto solo quando serve e per il resto mi sposto a piedi o con i mezzi pubblici.
Se poi penso che 1.400 euro al mese la magior parte degli italiani se li sogna, beh, la misura è davvero colma e la bile travasa, inevitabilmente!
Poi, smaltita la sorpresa e l'amarezza, ho pensato che non c'è da stupirsi, perché sono norme di fine impero approvate da un governo di ricchi e prepotenti votato da ricchi, creduloni e prepotenti. Ma se penso a chi verrà, eventualmente, dopo, sono sicuro che le mega tasse sui ricchi e sui loro consumi continueranno a essere proibite, interdette, off limits. Perché in Italia i ricchi non pagano e Robin Hood ruba ai poveri per dare agli sbafoni, agli sciacalli, ai parassiti, a quelli che magari si comprano i Suv da 80.000 euro perché c'è una legge che permette alla loro azienda di reinvestire in tal modo utili che invece andrebbero in tasse, per la società, per i bambini, per i malati di cancro, per ripiantare gli alberi, per comprare la carta igienica a scuola, per costruire case famiglia, per fare assistenza ai diversamente abili e ai vecchi...; o perché, semplicemente, c'è chi può pemettersi di non pagare tasse per quella cifra, mettendosi somme proibitive in tasca in nero. Alla faccia dell'etica, della morale e della Costituzione, che tanto per certa gente è carta straccia.
Così funziona, a quanto pare.
E' la politica dei prepotenti e degli impuniti.
E noi, tanto per cambiare, stiamo zitti e paghiamo...
Pagherei volentieri 3,60 euro a politico, se trovassimo qualcuno finalmente capace di smaltire buona parte dei 945 parassiti che siedono tra Camera e Senato. Una tassa di 3,60 a italiano per mandarli per la prima volta in vita loro a lavorare, magari in campagna, a fare da motozappe umane.
Una tassa per lo smaltimento dei rifiuti della politica... Si può fare una proposta di legge popolare?
Viva l'Italia!

martedì 13 settembre 2011


Con immenso piacere e una punta di orgoglio,
la casa editrice Infinito edizioni e il qui presente (e scrivente) autore presentano
la quarta edizione del libro
SREBRENICA. I giorni della vergona (pag. 176, € 12,00)
Quarta edizione aggiornata e integralmente riscritta

Prefazione di CARLA DEL PONTE
Introduzione di RICCARDO NOURY
Presentazione di ENISA BUKVIC

Uscito in prima edizione nel 2005 e seguito da altre due edizioni, questo fortunato e apprezzato libro ha venduto oltre 6.000 copie (un vero record per un piccolo editore) ed esce in questi giorni in libreria in una splendida quarta edizione integralmente riscritta e aggiornata all’agosto 2011 oltre che con una nuovissima copertina.

La quarta edizione di Srebrenica. I giorni della vergogna non solo conta ben 16 pagine in più delle precedenti ma può fare affidamento sui testi di prefazione, introduzione e presentazione di tre amici speciali: CARLA DEL PONTE, ex Procuratore capo del Tpi dell’Aja; RICCARDO NOURY, portavole italiano di Amnesty International; ENISA BUKVIC, massima esponente culturale della diaspora bosniaca in Italia.

Un libro completamente nuovo, dunque, che punta a festeggiare le candeline dei dieci anni di vita; una vita costantemente aggiornata e rinnovata, per non dimenticare la tragedia consumatasi a Srebrenica nel luglio del 1995.

Srebrenica è una pagina nera e dolorosa nella storia europea di fine ventesimo secolo.

Qui sono stati torturati e assassinati dalla soldataglia agli ordini del generale serbo-bosniaco Ratko Mladić, nel luglio 1995, non meno di 8.500 cittadini bosniaci musulmani. Ad assistere, immobili, i caschi blu olandesi e, con loro, l’intera comunità internazionale.

Quello di Srebrenica è stato definito “genocidio “da più sentenze internazionali. Oggi c’è ancora chi nega, sapendo di mentire.

Srebrenica. I giorni della vergogna è il primo libro mai pubblicato in Italia su questo genocidio. Questa è la quarta edizione del libro, aggiornata all’arresto di Mladić e alla sua consegna al Tribunale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Tpi).

“Sulla piena responsabilità di Mladić nel genocidio di Srebrenica non ci sono attenuanti, ma il processo contro l’ex generale potrà fare luce sulla verità e chiarire eventuali corresponsabilità di quella che è e rimarrà per sempre una delle pagine più drammatiche dei fatti criminali nella moderna e democratica Europa”. (Carla Del Ponte)

“Quando il mio amico e grande attivista per i diritti umani Luca Leone scrisse la prima edizione di questo libro della memoria del genocidio, lui, io e tanti altri avremmo sperato che quelli della vergogna sarebbero stati, letteralmente, ‘giorni’ a seguire. Che vi sarebbero state, presto, verità e giustizia. Di edizione in edizione, i giorni sono diventati ‘anni della vergogna’: quelli fino a oggi, cui andrebbero aggiunti i tre precedenti il 1995". (Riccardo Noury)

“Sono passati più di tre lustri dal crimine di Srebrenica e ancora le madri, le sorelle e le mogli non hanno ottenuto giustizia per la perdita dei propri cari innocenti. Che cosa c’è nell’anima dei criminali che hanno compiuto il genocidio? Perché tutto quest’odio? Perché hanno voluto produrre così tanto dolore? Riflettendo a lungo, ho realizzato l’idea di inviare pensieri di compassione a queste anime dure, nella speranza che comincino a pensare ai loro crimini, che si pentano e si consegnino tutti volontariamente al Tribunale dell’Aja”. (Enisa Bukvic)

L’autore
Luca Leone, giornalista e saggista, laureato in scienze politiche, è nato nel 1970 ad Albano Laziale (Roma). Ha scritto e scrive per diverse testate. Ha firmato, tra gli altri, i saggi Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo, Il Segno, 2004; Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (a cura di), Sinnos, 2004; Srebrenica. I giorni della vergogna, Infinito edizioni, 2005-2011 (quattro edizioni); Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo, Infinito edizioni, 2008; Bosnia Express, Infinito edizioni, 2010; Saluti da Sarajevo, Infinito edizioni, 2011 (in uscita a ottobre in tutte le librerie).
Per contattarlo: lu.ne@libero.it

giovedì 8 settembre 2011

BOSNIA EXPRESS, in libreria la terza edizione aggiornatissima (e con copertina nuova)!


Carissimi,
con immenso piacere vi annuncio che sta arrivando in libreria la terza edizione del mio “Bosnia Express. Politica, religione, nazionalismo, mafia e povertà in quel che resta della Porta d’Oriente”.
Il libro, uscito in prima edizione nell’ottobre 2010, è aggiornato ad agosto 2011 e presenta tutte le principali novità avvenute in Bosnia Erzegovina negli ultimi dodici mesi, inclusa la ferale notizia dell’apertura – il 2 luglio 2011 – del primo McDonald’s bosniaco a Sarajevo.
Grazie per la vostra attenzione e a presto

Luca Leone

La casa editrice Infinito edizioni
presenta la terza edizione del libro
BOSNIA EXPRESS
Politica, religione, nazionalismo, mafia e povertà
in quel che resta della Porta d’Oriente
(pag. 160, € 12,00)

di LUCA LEONE
Terza edizione

Prefazione di Sabina Langer
Introduzione di Riccardo Noury
Presentazione di Francesco De Filippo
Postfazione di Enisa Bukvic

Un viaggio che vi farà conoscere un Paese incredibile

Nella sua terza edizione – in libreria da pochi giorni – “Bosnia Express” continua il viaggio nell’interminabile dopoguerra della Bosnia Erzegovina, raccontando minuziosamente l’involuzione politica e sociale di un Paese alla deriva, privo da ormai un anno di un governo e lasciato pressoché a se stesso.

Oggi, tre lustri dopo la fine della guerra, il Paese è in mano a politici corrotti, alle mafie che ripuliscono il denaro sporco nel settore immobiliare e nelle banche occidentali e arabe, a gruppi stranieri che giorno dopo giorno esigono il pagamento di un dazio infinito, il cui peso ha avuto origine nella guerra del 1991-1995.

E, poiché al peggio non vi è mai fine, oggi la Bosnia è assediata e vinta persino in uno dei settori che fino a pochi mesi fa sembrava un suo punto di forza invincibile, la gastronomia, con l’apertura, nel luglio 2011, del primo McDonald’s nazionale e l’immagine patetica dei politici in fila, panino in mano, all’inaugurazione del ristorante del “re degli hamburger”, per rimediare la miseria di un virgolettato sui giornali il giorno dopo.

Bosnia Express è il viaggio in un Paese deragliato, con un ritardo strutturale di quarant’anni, ridotto economicamente e culturalmente in ginocchio e squassato dai nazionalismi e dalle contrapposizioni di credo, ma ciò nonostante capace di destare molti appetiti. E di sorprendere.

“Luca Leone non ci consegna un libro, ci dà uno schiaffo. Lui che bosniaco non è ha il candore di indignarsi ancora davanti alle fosse comuni terziarie di Srebrenica, di arrabbiarsi per le scorie tossiche colate a picco dai francesi nel lago di Buško, di commuoversi davanti alla splendida natura bosniaca, anche se ancora da sminare e forse solo per questo non contaminata, appiattita sotto una coltre di malta, strappata per far largo a torri di hotel”. (Francesco De Filippo)

“L’espressione o lo stato d’animo di Luca Leone è quello del disinganno, della disillusione nei confronti di un Paese che ha girato le spalle a se stesso, in un post-conflitto nel quale denaro, successo e crimine hanno rapidamente preso il posto della giustizia, della verità e della solidarietà”. (Riccardo Noury)

Vi consiglio di leggere questo libro, perché parla di un Paese speciale, la Bosnia Erzegovina, ed è scritto da una persona speciale. (Enisa Bukvić)

Con il patrocinio di Amnesty International, Ipsos-Acli, Adl-Zavidovici, Associazione per i popoli minacciati, Adottando, Fondazione Alexander Langer, Molisesorriso.


L’autore
Luca Leone, giornalista e saggista, laureato in scienze politiche, è nato nel 1970 ad Albano Laziale (Roma). Ha scritto e scrive per diverse testate. Ha firmato, tra gli altri, i saggi Il fantasma in Europa. La Bosnia del dopo Dayton tra decadenza e ipotesi di sviluppo, Il Segno, 2004; Anatomia di un fallimento. Centri di permanenza temporanea e assistenza (a cura di), Sinnos, 2004; Srebrenica. I giorni della vergogna, Infinito edizioni, 2005 (tre edizioni); Uomini e belve. Storie dai Sud del mondo, Infinito edizioni, 2008.
Per contattarlo: lu.ne@libero.it

mercoledì 7 settembre 2011

Dalla stampa: Infinito edizioni e "Uomini e belve" in un bel pezzo di "Articolo Tre"

Ciao cari,
vi segnalo questo bell'articolo - PER LEGGERLO, FATE CLIK QUI - a firma Gaetano farina per "Articolo Tre" sia sulle arrività editoriali di Infinito edizioni che sul mio "Uomini e belve", un libro di tre anni fa ma a cui sono molto affezionato.
A breve posterò una serie di novità spero interessanti.
Buona giornata e un saluto a tutti

lunedì 29 agosto 2011

Martedì 30 agosto Bosnia Express al Festival Adriatico Mediterraneo, ad Ancona

Cari Amici,
vi aspetto domani, martedì 30 agosto, ad ANCONA, dove sono stato invitato a parlare di BOSNIA EXPRESS al Festival Adriatico Mediterraneo. L'appuntamento è a Palazzo degli Anziani, Piazza Benvenuto Stracca, alle 18,00. Conduce l'assessore alla cultura di Ancona, Andrea Nobili.

I prossimi appuntamenti fissati con BOSNIA EXPRESS:

Ottobre 2001:
- mercoledì 26 ottobre 2011, ROMA, Casa della Memoria e della Storia, presentazione del documentario di Vittoria Fiumi “All of a sudden it was dark” e dibattito con Mario Boccia, Enisa Bukvic, Vittoria Fiumi, ore 19,30.

Altre date in preparazione.

Dal 30 settembre 2010 a oggi abbiamo presentato il libro 46 volte, ed esattamente a: Albano Laziale (RM), Ancona, Bari, Bologna, Casalecchio di Reno (BO), Catania, Cerignola (Fg), Cisliano (MI), Corato (Ba), Cupra Montana (AN), Firenze, Giulianova, Lecce, Massafra (Ta), Milano (2 volte), Modena (2), Mola di Bari (BA), Molfetta (Ba), Muro Leccese (Le), Nettuno (RM), Padova, Palermo, Parma, Pisa, Pont-Saint-Martin (AO), Roma (7 volte), San Benedetto del Tronto, San Pietro Vernotico (Br), Saronno (VA), Staranzano (GO), Sedriano (MI), Taranto, Tarquinia (VT), Torino, Trieste, Venezia-Mestre, Villa di Serio (BG), Vittorio Veneto.

Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it
facebook: Luca Leone

giovedì 4 agosto 2011

On line il nuovo numero di BUK Magazine, il trimestrale gratuito di libri e teatro

Il genio creativo e l'amore per la cultura di Francesco Zarzana e Rossella Diaz, alias Progettarte, ha fortemente voluto e coraggiosamente fondato una nuova, bellissima rivista: BUK.

BUK è dedicata alla cultura, ai libri, al teatro. Momentaneamente con periodicità trimestrale, ha diffusione cartacea gratuita a Modena e provincia e ovunque on line, in formato pdf.

Direttore della testata, dal secondo numero, ovvero quello di Luglio 2011, sono io, sperando di meritare un tale onore (e che i due di cui sopra non mi mandino in galera...).

Chi voglia scaricare i numeri in formato elettronico della rivista, può farlo dal sito di BUK Modena o da quello della Infinito edizioni, naturalmente partner editoriale della splendida iniziativa. Chi vive a Modena può invece facilmente reperirlo in formato cartaceo.

Buona lettura e buona estate!

martedì 2 agosto 2011

Cose dell’altro mondo: il palco virtuale di Claudio Baglioni e la rivoluzione italiana che non decolla


Da qualche settimana è in libreria un libro sperimentale, scritto da un giovane autore, lo speaker radiofonico Gianfranco Valenti, in collaborazione con un grande guru della musica italiana, Claudio Baglioni.
Il libro s’intitola “Cose dell’altro mondo” (Infinito edizioni, 2011) ed è un saggio sull’idea di viaggio virtuale, sul rapporto con l’altro a 360 gradi, sulla comunicazione nuova e su quello che resta sullo sfondo. Ed è anche una tavola rotonda con eccellenze del mondo accademico che si interrogano sul trinomio tv-Web-socialità: Mario Caligiuri, Mario Morcellini, Raffaele Sibilio e Giorgio Simonelli.
Il libro – con prefazione di Vincenzo Mollica e postfazione di Camila Raznovich – tratta di realtà virtuale e materiale, di antri in cui siamo rinchiusi e dai quali uscire, di chance e di pericoli, e soprattutto dell’evoluzione impensabile, fino a pochi anni fa, di cui è oggetto l’odierna società della comunicazione, e con essa tutti noi.
Con tutti questi argomenti a disposizione, inevitabile parlarne con l’autore, Gianfranco Valenti.

Gianfranco, qual è l’idea alla base di “Cose dell’altro mondo”?
La voglia di fare qualcosa che fosse un libro, ma anche qualcosa di diverso. Un concept book, un insieme di generi e di umori, mischiare la narrativa alla saggistica, cogliendo di esse le svariate emozioni. Scrivere di temi sociali, di attualità, ma senza voler insegnare, bensì, semplicemente, raccontare: attraverso la musica, quella più semplice e immediata, il Pop. La verità è che se non fossi riuscito a “conversare” con Claudio Baglioni questo libro non sarebbe mai nato.


Claudio Baglioni è il protagonista indiscusso del libro, con le sue parole, i versi, la musica, la sua visione del mondo e, in questo caso, particolarmente del mondo “virtuale”, del Web. Come si relaziona Baglioni con le nuove tecnologie?
Qualche anno fa riscosse un grandissimo successo il suo sito Web (patapan.it). Aveva capito quanto fosse importante avvicinare il pubblico alla rete e dalla rete. Molto tempo prima, proprio con l’album che sta alla base del libro (Viaggiatore sulla coda del tempo), era riuscito a essere un precursore: canzoni solo apparentemente ermetiche, molto vicine al nuovo modo di comunicare, ai cambiamenti della società e capaci di porsi interrogativi netti. Anche questo è fare musica.

Tu condividi il suo punto di vista o, essendoci un trentennio di differenza tra voi, ritieni che vi possano essere differenti sfumature?
Trenta, sessanta o novant’anni fa poca differenza, nel senso che ogni cambiamento della società porta con sé molteplici sfumature, le cose cambiano (e meno male) e il progresso, lento o veloce che sia, ha pro e contro. Condivido che arriverà presto il momento in cui riscopriremo per davvero il gusto e il bisogno di incontrarci. Il Web ci aiuta a interagire, ma regala solo l’illusione dell’integrazione: se sei timido, i social network ti regalano solo per un attimo l’immediata socialità. E così, solo per un attimo, riusciamo ad abbattere il muro della timidezza. Un bel sorriso e una foto gradevole (per usare un eufemismo) non sempre equivalgono al “nostro tipo”. Il profumo, la pelle, la voce?

Come il Web ha cambiato la nostra vita?
Tutto è stato reso più rapido, più facile, più a portata di mano (o, a portata di click). Non sono d’accordo con chi dice che il Web sia la miglior forma di democrazia, il maggior strumento di libertà che il progresso ci ha regalato. Claudio Baglioni e, a modo suo, anche Giorgio Gaber si fanno domande su democrazia, libertà, mediocrità: tutti hanno la possibilità di fare tutto e di dire tutto, a chiunque e in qualsiasi parte del mondo. Bene, benissimo. Ma l’improvvisazione (perché di questo si tratta) necessita di un canovaccio: è così nella musica, è così nel teatro.

Ma è un cambiamento in meglio o in peggio?
In amore, come sul lavoro i cambiamenti sono risultato di scelte, più o meno sofferte. Le scelte sono nette, sono pietre dure, quindi ogni cambiamento dev’essere salutato con moderato ottimismo e con una bisaccia carica di speranza. Goethe diceva: “Piace tutto quel che è nuovo”. Io sono affascinato dalle novità, ma devi sempre essere in grado di saper gestire cose e situazioni nuove, altrimenti corri il rischio di scottarti.

Secondo te quali sono gli aspetti più pericolosi o addirittura dannosi del Web, a parte i molti lati positivi di questa “rivoluzione digitale”?
Non è un libro contro qualcosa, ma per qualcuno: la musica è il collante, i sentimenti sono cuore e motore. La rivoluzione digitale è l’unica vera rivoluzione che sta riguardando il nostro Paese, per il resto siamo un po’ fermi e incapaci di reagire a un presente preoccupato del futuro. Io sono ottimista e credo che si debba “utilizzare” questa inarrestabile forma di novità, questa ricerca di altri mondi per colmare e sistemare il nostro mondo. E credo che siano e saranno proprio i giovanissimi a saper utilizzare al meglio questa pacifica forma di ribellione che è in atto, ormai, da più di qualche anno.

E nel futuro – il che può voler dire, nel mondo dell’informatica e del virtuale, tra sei mesi o tra un anno?
Il futuro è a capo rigo: qualcosa, da qualche parte sta già accadendo. Qualche anno fa (una decina) tutti erano rimasti folgorati dal commercio elettronico, dalla possibilità di fare “numeri” attraverso questa forma di business. Almeno in Italia (e a parte eBay) la corsa è lenta, il progresso stenta. Il Web è una metafora della vita: è necessario, in tempo di crisi, fare Rete, lavorare a scopi diversi ma scambiandosi risorse. La storia insegna che l’individualismo ha portato sempre l’uomo a dover rimpiangere il proprio agire. E questo tanto nel back stage (affetti, amori) quanto sulla scena (vita pubblica, professione, affari).

Quali paralleli noti tra la musica di Baglioni e il Web e quali discrasie?
Non ci sono discrasie. Non perché Baglioni sia il numero uno, ma perché, comunque, è riuscito, con musica, parole e iniziative a largo raggio, a coinvolgere il pubblico, musicale e non. Il Web è un mondo parallelo, anzi, vive in parallelo, nel senso che al suo stesso interno ci sono forme che combaciano, temi che collimano. Internet è un fenomeno di massa e Claudio, da sempre ha scritto canzoni per la gente, andando davvero al cuore della gente. Ed è riuscito nell’impresa di fare emozionare e far riflettere. Compattando tutti in un’unica appassionata generazione, dai 16 ai 70 anni. E oltre.

E se un mondo il virtuale dovesse prevalere e, alla fine, diventasse quella la vera realtà?
Quello che vive e cresce nel virtuale è reale. La vita è reale. Se, poi, i computer dovessero prendere vita, animarsi e ribellarsi con il genere umano, sarà sufficiente chiamare l’A-Team o, più semplicemente, staccare la spina. Più economico, senza dubbio.